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NASA verso l’esplorazione di una nuova orbita lunare

Il primo passo per permettere agli umani di tornare sulla Luna

Questa settimana NASA ha lanciato il piccolo satellite CAPSTONE con lo scopo di esplorare una nuova orbita lunare. Questa missione è il primo passo all’interno del programma Artemis, con cui l’agenzia spaziale americana vuol riportare gli esseri umani sulla Luna. Proviamo a capire l’importanza di questa missione.

NASA esplora una nuova orbita lunare con CAPSTONE

L’orbita lunare da esplorare è la cosiddetta NRHO (near rectilinear halo orbit, orbita halo quali rettilinea). Si tratta di un’orbita particolarmente oblunga percorribile in sette giorni, che passa vicino alla Luna un giorno ed è invece relativamente lontana gli altri sei. Sfruttando i punti di Lagrange (punti in cui la gravità di più corpi, in questo caso la Terra e la Luna, si “bilancia”) quest’orbita richiede l’uso di pochissimo carburante per essere mantenuta. Un fattore fondamentale per le future missioni.

Luna CAPSTONE Orbita Lunare Schema 1024x576

Visto che si tratta di una orbita “inedita”, NASA vuole innanzitutto provarla e studiarla. È questo lo scopo di CAPSTONE, un piccolo satellite (in gergo, un cubesat) grande circa quanto un microonde. Tra circa quattro mesi raggiungerà la posizione prevista e si inserirà nella suddetta orbita.

L’inizio di Artemis

In qualche misura, si può considerare questa come la prima missione del programma Artemis. A differenza del programma Apollo, l’ultimo e unico programma che ha portato essere umani sulla Luna, Artemis avrà più pianificazione e più efficienza.

Il programma Apollo, infatti, lanciava gli astronauti con l’enorme razzo Saturn V “puntando” direttamente alla Luna. La capsula così lanciata veniva poi inserita in un’orbita circolare, distante circa 99 km dalla superficie, in modo da poter facilmente scendere e risalire. Un’operazione nel complesso veloce ma costosa in termini di risorse.

Luna CAPSTONE Orbita Lunare Lunar Gateway Orbita 1024x576

Questa volta, invece, le cose andranno diversamente. Ci sarà innanzitutto una stazione spaziale, il Lunar Gateway, posizionata proprio nell’orbita NRHO e che fungerà poi da punto di appoggio per le missioni che dovranno raggiungere il suolo lunare. Passerà a più di 1500 km dalla polo Sud lunare nel suo punto più vicino e arriverà fino a a 70mila km dal polo Nord nel suo punto più lontano. Distanze significative, ma con alcune vantaggi. Come già detto la NRHO consuma molto meno carburante per essere mantenuta. Inoltre, non essendoci mai un momento in cui la Luna si trova tra la stazione e la Terra, la stazione potrà comunicare senza interruzioni con il nostro pianeta.

L’arrivo di CAPSTONE è previsto per il 13 novembre. Rimarrà in orbita per altri circa sei mesi, permettendo a NASA di raccogliere i dati necessari, e facendo esperimenti anche sulla manovrabilità del veicolo. A fine missione, CAPSTONE sarà fatto schiantare contro il suolo lunare.

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Giovanni Natalini

Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.

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