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Il Nerd nel Carbonifero Inferiore

Il Nerd da qualche parte deve essere nato, creato. Qualche forza per noi incomprensibile deve aver deciso di non schiacciare "b" mentre il Nerd si stava evolvendo, ecco come probabilmente è avvenuta tutta la faccenda.

Guarda tuo figlio Arianna, vuole camminare sulla terra lui.
La voce dell'Eoherpeton era così alta che tutti gli abitanti del tronco d'albero si zittirono per ascoltare meglio.
Avevano capito subito che si trattava di un'altra litigata, ormai lo stagno era famoso per le sue urla.
– Papà, tutti i miei amici ormai sono usciti da questa pozza.
– Hai sentito Arianna? La chiama “pozza” lui.
– Non mettermi in mezzo, non ne voglio sapere niente io.
La madre girò le spalle lasciando una scia di bollicine nell'acqua torbida, il giovane Eoherpeton, invece, fece un “passo” avanti verso il padre, questa volta aveva l'aria sicura di uno che vuole andare fino in fondo.
-Vedi queste? – Il giovane si mise ad agitare una pinna, che, a un esame attento, nascondeva due ossicine curiose simili a delle esili dita.
– Queste sono zampe, servono per camminare sulla terra…
Il padre replicò gonfiando il petto:
– Quelle sono pinne, servono per nuotare, come le mie, come quelle di tuo nonno e come quelle del tuo bis-nonno! E poi cosa credi di trovare là fuori, eh?
Il giovane si voltò verso la madre in cerca di supporto: - Mamma digli qualcosa!
– Questa volta ha ragione tuo padre, questa moda dell'evoluzione che ha preso voi giovani non la capisco. Il padre aggiunse: – Sentito tua madre?
Il giovane  Eoherpeton sibilò qualcosa che i suoi genitori ignorarono volutamente poi aggiunse un'altra lapidaria frase: - Volete passare tutta la vita in questa pozza? Io merito di più, non voglio…
– Finire come me? – Il padre lo interruppe polemico.
In questa pozza non c'è futuro, dovrei nuotare nel fango e mangiare alghe per il resto della vita? Io sono destinato a grandi cose papà, io voglio correre, respirare con dei polmoni.
Alla parola “polmoni” la madre non si trattenne più e scoppiò in un pianto talmente disperato che provocò una tonda bolla verdastra.
Tra un lamento e l'altro il padre capì poco ma, più o meno, la signora Eoherpeton avrebbe voluto dire: “Perché non fai come Crassigyrinus, lui è rimasto con i suoi genitori, nuota.”
Il giovane, forse per intuito, capì e rispose di getto: – Lui ha una coda gigantesca mamma, lui deve nuotare. Io, io devo vivere! Questa pozza non può…
Smettila di chiamarla pozza! In questa pozza ci sono nato e ti ho cresciuto!
La madre, ancora scossa, si strinse al marito: – Non urlare caro, calmati.
– Qui serve urlare, capisci che tuo figlio vuole i polmoni? Chi gli avrà messo in testa queste teorie sull'evoluzione? Alla sua età io ero il nuotatore più veloce dello stagno.
– Lo so papà, ma nuotare non fa per me.
– Lo sai ma non lo hai capito, non ascolti, vuoi seguire i tuoi amici e noi siamo ignorati. Finché nuoterai nella mia pozza seguirai le mie regole.
La madre, finalmente calma, con un colpo di pinne si avvicinò al figlio.
– Sai com'è fatto tuo padre, a un certo punto non capisce più niente e urla, ma questa volta ha ragione, è una moda e passerà.
Il giovane abbracciò la madre e poi, fermo, disse: – Non si tratta di una moda, si tratta della mia vita. Vi voglio bene, ma devo provarci. Vi porterò un sasso asciutto, promesso.
La madre scoppiò di nuovo in lacrime, avrebbe voluto abbracciare il figlio ma Papà Eoherpeton la tirò indietro e la prese sotto la pinna.
– Fuori da casa mia, non ho più un figlio.
Il giovane diede due colpi veloci di zampe e in un attimo raggiunse il punto dove l'acqua dello stagno era più bassa, non si vedeva ma aveva gli occhi lucidi.
Con un ultimo slancio si gettò sul bagnasciuga e una volta sulla sabbia pensò, dopo un lungo respiro: “Da grande farò la scimmia”.

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Commenti

  1. Monica! Ascolta bene: ziminata, lumache, favata, corone di Oschiri e zuppa di pesce. Vedi tu cosa ti sta in valigia. Io accolgo tutto volentieri.

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