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I 10 fumetti più significativi del decennio

Mancano poche ore alla fine del 2019 e continua il nostro viaggio per scoprire cosa rimarrà del decennio appena trascorso. Dopo aver parlato di scoperte scientifiche, giochi da tavolo e serie tv è finalmente giunto il momento dei fumetti. Quali sono i fumetti più significativi del decennio che ci stiamo per lasciare alle spalle?

Provare ad elencare le migliori serie è praticamente impossibile. Stiamo parlando di un mercato che negli ultimi dieci anni ha avuto un enorme incremento, in Italia e all’estero, con casi editoriali eccezionali ed avvenimenti che siamo sicuri verranno ricordati anche negli anni a venire. Partendo proprio da questo principio ci siamo chiesti: quali sono i fumetti realizzati durante gli anni ‘10 che saranno ampiamente letti anche durante i prossimi anni?

I dieci racconti a fumetti più significativi del decennio

Con questo presupposto in mente abbiamo provato ad elencare quelli che secondo noi sono i racconti più significativi, quelli che per diversi motivi hanno segnato un’epoca e che non smetteremo mai di consigliare ai futuri lettori.

Anni in cui abbiamo assistito alle conclusione di storie come The Walking Dead, Naruto, Rat-Man o alla lunga run di Jason Aaron su Thor. Un decennio che ha portato con se la nascita di moltissimi nuovi personaggi, ad ogni latitudine, oltre ad un aumento dell’attenzione rivolto alle minoranze etniche o religiose.

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Scrivere questo pezzo ci ha permesso inoltre di fare un salto nel passato e rivivere dieci anni di pubblicazioni. Un decennio segnato da diversi eventi editoriali che hanno visto continui rilanci e ritorni degli eroi di casa Marvel e DC.

Anni in cui il mercato italiano ha visto la nascita di diversi editori, alcuni dei quali capaci di imporsi grazie a professionalità e passione; il mercato delle librerie ingrandirsi tanto da diventare un punto di riferimento per lettori ed editori, sempre più propensi a presentare proprio in libreria le proprie novità. Infine la consacrazione, continua e senza cenni di rallentamenti, di Lucca Comics & Games e di tutte le attività ad essa collegate.

Scrivendo infine un pezzo di questo tipo siamo sicuri che molti di voi potrebbero veder mancare la propria storia preferita. Non vogliateci male, lo spazio è limitato ma la sezione commenti è qui apposta per farci sapere quali fumetti avreste indicato come migliori del decennio.

Definite le regole di ingaggio siamo pronti a partire in questo viaggio fra Europa, Stati Uniti e Giappone per scoprire quali sono i dieci imprescindibili fumetti del decennio. Allacciate le cinture?

Saga

Non potevamo aprire il nostro articolo che con Saga, serie Image Comics scritta da Brian K. Vaughan ed illustrata da Fiona Staples, coppia di autori capaci di reinventare la space opera. Saga parte da uno dei presupposti più semplici della storia: ragazzo incontra ragazza, i due si innamorano ma sono osteggiati dalle rispettive famiglie le cui razze sono in lotta fra loro da anni.

Un incipit semplice che viene ampliato per merito della piccola Hazel, figlia della coppia ed elemento che porta il racconto ad un livello più profondo. Non solo le difficoltà di un amore scomodo ma anche le criticità dell’essere genitori. E i logorii di una lunghissima guerra, la fuga, le battaglie e tutti i molteplici livelli di lettura che Saga porta con se.

Un racconto capace di stupire continuamente il lettore, trasportandolo dai drammi di una famiglia a quelli di un intero universo. Saga è un viaggio che metterà a dura prova le vostre emozioni, un percorso che non vediamo l’ora di riprendere il prossimo anno.

L’attacco dei Giganti

Alla sua prima opera lunga Hajime Isayama ha saputo stupire i lettori di tutto il mondo. Nonostante inizialmente contraddistinto da uno stile grezzo e spigoloso, L’attacco dei Giganti ha catturato l’attenzione dei lettori orientali ed occidentali. Sebbene la pubblicazione su rivista inizi nel 2009, il primo volume viene stampato da Kodansha nel 2010, raggiungendo gli attuali 30 tankobon.

In questi anni il racconto di Eren e compagni è maturato e si è evoluto, crescendo insieme ai propri lettori. Da classico shonen, sebbene crudo e violento come pochi altri, L’attacco dei giganti ha saputo cambiare belle e approfondire tematiche che difficilmente vengono trattate in racconti simili. Una trasformazione capace di rendere continuamente avvincente una storia che, oltre all’azione, poggia le basi del proprio successo su personaggi sfaccettati e un world building vario e pieno di sorprese.

A favorire il successo dell’opera di Isayama non possiamo che menzionare l’ottima serie animata realizzata da Production I.G e Wit Studios, anime capace di esportare il successo de L’attacco dei Giganti in tutto il mondo.

Kobane Calling

Parlare degli anni ‘10 del fumetto italiano vuol dire parlare di Zerocalcare. Da La profezia dell’Armadillo all’ultimo La scuola di pizze in faccia del Professor Calcare è innegabile come questo decennio sia totalmente all’insegna del fumettista romano. Un successo realizzato catturando sogni ed aspettative di un’intera generazione, partendo da Rebibbia per poi conquistare l’Italia e diversi altri Paesi stranieri.

Il volume che crediamo abbia maggiormente segnato la carriera dell’autore riteniamo sia Kobane Calling. Il viaggio di Zerocalcare nella regione del Rojava per constatare con i propri occhi la situazione del popolo curdo. Un volume che porta l’autore al di fuori della propria comfort zone riuscendo al contempo a mantenere il proprio registro narrativo.

Kobane Calling è stato capace di far conoscere a migliaia di lettori una situazione scarsamente trattata dai media tradizionali, facendo successivamente puntare i riflettori proprio sul Rojava. Un nonreportage, come definito dallo stesso Zerocalcare, intenso e necessario per comprendere una situazione che ancora oggi risulta irrisolta.

Tom King

Se dovessimo scegliere uno sceneggiatore americano come simbolo di questi dieci anni non potremmo far altro che indicare il nome di Tom King. Dopo alcuni anni trascorsi a lavorare per la CIA, King decide di dedicarsi totalmente alla scrittura di fumetti e con i due principali editori USA è stato in grado di stupire continuamente i propri lettori.

Il suo lavoro su Vision per Marvel o Mister Miracle per DC Comics, rappresenta un raro caso di indiscusso capolavoro di genere. Opere diverse fra loro, ma con in comune la famiglia e l’approfondimento ed introspezione verso personaggi già conosciuti, che negli anni a venire continueremo a consigliare a nuovi lettori e che speriamo diventino pietre miliari della nona arte.

Dal 2016 Tom King ha saputo tenere alta l’attenzione di pubblico e media nei confronti di Batman, eroe da lui scritto dopo la lunga run della coppia Snyder/Capullo, tratteggiando una nuova figura del vigilante di Gotham. Sue le idee del matrimonio del secolo con Selina Kyle, alias Catowman, e la decisione di far scomparire una fra le figure essenziali nella vita di Bruce Wayne.

La foresta millenaria

Era il febbraio del 2017 quando, dopo una lunga malattia, Jiro Taniguchi morì all’età di 69 anni. Un mangaka apprezzato da pubblico e critica di tutto il mondo, spesso considerato il più europeo fra i fumettisti giapponesi. La foresta millenaria è il suo lascito che, nonostante sia stata pubblicata postuma e incompleta, racchiude molte delle tematiche care al maestro.

Durante gli ultimi dieci anni Taniguchi ha pubblicato diversi racconti, fra cui spicca un volume realizzato in collaborazione con il Museo Louvre di Parigi. Sebbene La foresta millenaria possa non essere la storia simbolo dell’autore, quest’ultima porta con se il valore intrinseco di rappresentare il testamento spirituale del maestro.

L’ultima lettera lasciata da Jiro Taniguchi ai propri lettori ricolma di elementi quali foreste, montagne, e più in generale la natura, che da sempre sono stati centrali nella narrazione di uno fra i mangaka più apprezzati degli ultimi anni.

Ultimate Spider-Man

Miles Morales. Un nome che oggi risulta famigliare e apprezzato dai lettori ha rappresentato un’enorme sfida per Brian Michael Bendis e Sara Pichelli. Quando apparve per la prima volta sulle pagine di Ultimate Spider-Man, il giovane Miles fu accolto da un mix di scetticismo e curiosità. In questo decennio il nuovo Spider-Man è riuscito però a conquistare il grande pubblico, anche grazie alla pellicola Premio Oscar, Spider-Man: un nuovo Universo, diventando di fatto un’icona per tanti nuovi lettori.

L’apprezzamento ottenuto dal personaggio di Miles Morales ha fatto da apripista verso la creazione di altri personaggi simili, uno su tutti Kamala Khan, la nuova Miss Marvel. Una spinta verso l’inclusione di alcune minoranze come quella ispanica o musulmana che dopo anni si vedono rappresentate da tanti giovani nuovi eroi.

Occhio di Falco

Se non avete letto la run di Matt Fraction e David Aja su Occhio di Falco vi suonerà strano vedere questo titolo. Ma i 22 capitoli che compongono il loro Hawkeye sono quanto di meglio possiate sperare di trovare in un fumetto Marvel. Un racconto sopra le righe, completamente diverso da qualsiasi cosa possiate immaginare.

Dimenticate la salvezza del mondo, o quanto visto nel primo The Avengers nel 2012, questo Occhio di Falco è quanto mai assimilabile ad un eroe di quartiere. Ma non parliamo solo di Clint Barton quanto dei co-protagonisti, e spesso protagonisti unici, Kate Bishop e Lucky, cane amante delle pizze vincitore di un premio Eisner nel 2014.

Un racconto che aumenta la propria profondità grazie alle tavole di Aja, capace di scomporre in diversi livelli la parte grafica della storia. Elementi che continueranno a stupire i lettori anche nei prossimi anni, oltre ad essere studiati dai professionisti del futuro.

La mia cosa preferita sono i Mostri

Il debutto nel mondo del fumetto di Emil Ferris è di quelli che non possono passare inosservati. La sua prima opera è già diventata un punto di riferimento per stile grafico e narrazione. Un racconto inteso capace di mettere d’accordo pubblico e critica.

La mia cosa preferita sono i Mostri è una storia di accettazione e comprensione filtrato dagli occhi della giovane protagonista. Un racconto in cui Chicago, la città in cui la stessa autrice ha vissuto, assume un ruolo centrale, come dichiarato dalla stessa Ferris durante il nostro incontro a Lucca Comics & Games.

Un volume che nelle sue pagine racchiude l’evoluzione stessa del linguaggio a fumetti grazie ad una nuova visione della nona arte. La dimostrazione di come non vi sia limite di tempo, o di età, per mettersi in gioco e dimostrare il proprio valore. Un racconto che presto vedrà la sua degna conclusione con un secondo volume che speriamo possa realmente vedere la luce nel 2020.

Unastoria

Questo volume rappresenta un punto di svolta per il proprio autore e per l’editoria del fumetto italiano. Da una parte abbiamo Gipi, Gian Alfonso Pacinotti, che dopo cinque anni di silenzio e difficoltà tornò a pubblicare un racconto a fumetti. D’altra parte Unastoria è stato il primo fumetto ad essere stato candidato al Premio Strega, nel 2014.

Un volume che ha generato grande dibattito sulla condizione stessa del medium e delle sue potenzialità. Unastoria è un duplice racconto che si snoda fra passato e presente e con esso trascina il lettore al suo interno. Gli acquerelli di Gipi, sfumati come i suoi cieli, i dialoghi e le parole si imprimeranno in voi.

Unastoria si pone quindi come elemento di studio, dibattito e apprezzamento di quanto di meglio il fumetto contemporaneo possa offrire. Un racconto monumentale in cui stili diversi si incontrano per raccontare una storia.

One Piece

Il manga dei record. Lo sappiamo, One Piece è iniziato ben prima degli anni ‘10, nel 1997 per la precisione, ma in questi dieci anni il manga di Eichiro Oda ha saputo reinventarsi e imporsi come leader indiscusso del mercato nipponico. Dieci anni e 38 volumi in cui Oda ha approfondito il mondo narrativo da lui stesso creato, accompagnando nella crescita i lettori delle avventure di Cappello di Paglia.

Mentre in casa Shonen Jump terminavano serie blasonate come Naruto e Bleach, e altri nuovi eroi facevano capolino, l’apprezzamento dei lettori nei confronti di One Piece non accennava a scendere. Un successo che non accenna a rallentamenti e nonostante Eichiro Oda abbia dichiarato che entro i prossimi cinque anni One Piece giungerà al termine, siamo sicuri che anche il prossimo decennio sarà all’insegna della ciurma di Rufy.

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