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Emil Ferris, i mostri sono in mezzo a noi

Ospite d’eccezione di Lucca Comics & Games 2019, Emil Ferris è una delle più liete e straordinarie sorprese del mondo fumettistico recente. Il suo La mia cosa preferita sono i Mostri è un racconto intenso, struggente. Una profonda narrazione della quale potremo solamente lasciarci coinvolgere e trasportare fra le pagine del racconto.

Vincitrice di innumerevoli riconoscimenti, dal Premio Eisner al Gran Guinigi, Emil Ferris è un’artista unica nel panorama del fumetto che abbiamo avuto il piacere di incontrare personalmente durante Lucca Comics & Games.
Insieme all’autrice abbiamo potuto approfondire il suo modo di intendere l’arte, la narrazione a fumetti e più in generale la condizione dell’uomo contemporaneo. Uomo che viene visto come mostro, lo siamo tutti in fondo, e suddiviso in due gruppi: chi il mostro lo è e chi invece i mostri li vuole cacciare senza rendersi conto che sta solo inseguendo se stesso.

Un’autrice desiderosa di sfruttare le potenzialità del genere horror, capace di avvolgere ogni evento tragico e trasformarlo in arte. Una forza rassicurante in grado di superare la realtà quotidiana.

I mostri di Emil Ferris, non lo siamo tutti?

La vita di Emil Ferris non è mai stata semplice. Sin da bambina ha dovuto affrontare diversi problemi fisici fino alla perdita, all’età di 40 anni, dell’uso della mano destra. Una situazione che potrebbe abbattere chiunque, sopratutto se da scultrice quell’arto era la via principale per trasmettere la propria arte; il mondo sembra caderti addosso ma è in situazione simili in cui “è come se l’Universo ti stesse dicendo di fare qualcosa. Sei caduta in un abisso ma grazie alle tue capacità artistiche, non più di scultrice ma di narratrice, devi metterti in gioco e raccontare una storia. So che può sembrare difficile da comprendere ma dobbiamo trasformare il caos della nostra vita in qualcosa di positivo”.

Ed è proprio quello che è riuscita a fare Emil Ferris, pubblicando nel 2017 il primo volume di La mia cosa preferita sono i Mostri, edito in Italia da BAO Publishing. Un volume realizzato, tavola dopo tavola, partendo dal principio di realizzare qualcosa che piacesse all’autrice. “La cosa importante è che deve essere davvero qualcosa che mi piace disegnare. C’è sempre un nucleo di partenza da cui poi trae forza tutta la pagina, stratificata nel suo complesso”.

La protagonista de La mia cosa preferita sono i Mostri è una ragazzina di Chicago che racconta la propria quotidianità su un quaderno degli appunti. Per farlo dovrà accontentarsi di quello che trova in casa, un semplice blocco di carta e delle penne a sfera, grazie ai quali però sarà in grado di scardinare le convenzioni sociali. Come racconta la stessa Ferris la scelta di questi due elementi è infatti fortemente ponderata.

Sfogliando il volume si nota infatti come i disegni non siano vincolati dalle righe del quaderno, superandone di fatto le limitazioni imposte. Spezzare le catene del senso comune permette alla nostra mente di compiere uno dei gesti più coraggiosi, e al giorno d’oggi inusuali, che un uomo possa compiere. Il tutto grazie ad un foglio e delle penne, entrambi oggetti semplici ma molto potenti.

Emil Ferris e Chicago, un melting pot che ha cambiato la vita

La mia cosa preferita sono i Mostri è un racconto ambientato a Chicago, città americana che l’autrice ha vissuto in prima persona. “Negli anni ‘60 era un vero Melting Pot, moltissime persone da tutto il mondo erano attratte da Uptown, il centro cittadino. Grazie a questo ho potuto incontrare tante culture diverse e la mia vita ne ha tratto grande giovamento. Mi ricordo come una sera fui invitata ad una cena in cui mangiammo del riso seduti a terra, direttamente da delle grandi foglie. Fu un evento che mi cambiò profondamente”.

Quello che invece succede oggi, in tutto il mondo, è che moltissime persone continuano a spostarsi ma le nazioni sono diventate sempre più chiuse. Ci scontriamo fra di noi e penso che questo sia un atto intenzionale per tenerci separati. In ogni Paese c’è una cultura che va preservata, fa parte di noi, ma al contempo ci viene detto che dobbiamo combatterci l’un l’altro. Oggi Chicago è diventata anche questo, ma i suoi abitanti sono forti ed è per questa ragione che il nostro Presidente non ci ama”.

Ognuno di noi viene al mondo con un dono

Soffermandosi sul proprio lavoro, Emil Ferris ha voluto sottolineare come il suo pubblico di riferimento sia composto da adulti, persone che le stanno molto a cuore. In molte occasioni, presentazioni o eventi, ha infatti incontrato lettori che le hanno confessate di come il suo esempio sia stato illuminante. “Molte persone mi hanno detto che che dopo aver visto quello che avevo realizzato hanno trovato la forza di mettersi in gioco per realizzare quello che volevano realmente”.

È la stessa autrice ad incolpare il sistema scolastico attuale, reo di scoraggiare le iniziative individuali. “Ogni persona viene al mondo con delle qualità che ci rendono unici”. Un processo formativo e mentale che dovrebbe incentivare la crescita individuale a discapito dell’ossessiva ricerca di successo. “Quello che accade è che da bambini veniamo scoraggiati nel fare quello che amiamo. Ci allontaniamo da noi stessi, dimenticandoci di questi doni”.

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Un incontro in cui Emil Ferris ha voluto inoltre rassicurare i propri lettori. Il secondo volume de La mia cosa preferita sono i Mostri è attualmente in lavorazione e la stessa autrice spera di riuscire a donarci la sua nuova creazione durante il 2020. Non possiamo far altro che attendere l’ufficialità per ritornare nella Chicago popolata dai mostri di Emil Ferris.

Mattia De Poi

Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.

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