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Venom – La furia di Carnage: correggere il tiro | Recensione

Il nostro parere sulla nuova avventura del simbionte ed Eddie Brock

Dopo l’eccezionale successo del primo capitolo, capace di sfondare quota 800 milioni di dollari di incasso, il simbionte Marvel torna nelle sale. Venom – La furia di Carnage debutta infatti oggi in Italia, riportando al cinema le avventure di Eddie Brock, sempre interpretato da Tom Hardy. Una pellicola molto attesa, anche per la presenza di un villain amatissimo dai lettori di fumetti. Vediamo insieme com’è andato questo scontro cinematografico tra Venom e Carnage con la nostra recensione…

Venom – La furia di Carnage: di cosa parla il film?

La premessa del secondo film della saga deriva direttamente dal suo predecessore. L’ultima volta che abbiamo visto Eddie Brock era alle prese con l’intervista che avrebbe potuto rilanciare la sua carriera. Il suo interlocutore era Cletus Kasady, un serial killer spregiudicato, pronto a rivelargli tutti i suoi segreti e il suo terribile passato. Un incontro che anticipava la nascita di Carnage, supercriminale crudele che tante volte ha messo i bastoni tra le ruote di Venom e Spider-Man.

Il film quindi ruota intorno ai tentativi del protagonista di ostacolare i piani violenti di questo avversario, ma non solo. Molta attenzione è infatti posta nel raccontare come Eddie stia cercando di ricostruire la sua vita, dopo gli eventi del primo capitolo, rimettendosi in piedi e cercando un nuovo equilibrio con Venom. Il rapporto tra i due è uno dei temi centrali della pellicola, forse ancora più di quanto visto in quella precedente.

Uno dei problemi principali di quest’ultima era il suo set-up lunghissimo. Venom impiegava davvero moltissimo tempo a entrare nel vivo dell’azione, con un doppio prologo che rallentava il passo nella fase iniziale. Questo nonostante la semplicità (quantomeno relativa) del concept non richiedesse un impegno di questo tipo.

Venom – La furia di Carnage sembra aver imparato la lezione, tenendo un ritmo decisamente più sostenuto. A volte però si spinge fin troppo in là, scorrendo via con velocità estrema. Se nel set-up trova tutto sommato un equilibrio, lungo il corso del film ci sono diversi momenti in cui si sentono accelerate brusche, che rendono alcuni passaggi della storia difficili da giustificare. Un miglioramento quindi, ma non ancora al punto giusto.

Una nuova via al cinecomic

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Un altro aspetto che non funzionava in Venom era la sua struttura incredibilmente canonica. Per un film che si presentava come un nuovo approccio al filone supereroistico (incentrandosi su un villain/antieroe invece del classico eroe positivo), il suo sviluppo era ricalcato su quello della quasi totalità dei film d’origine del genere. Il sequel invece prende una virata interessante in questo senso.

In questa settimane si è parlato spesso di come ci sia un mix di influenze su questo progetto, fra cui (bizzarramente) le commedie romantiche. E per quanto risulti strano come concept, è effettivamente evidente questo richiamo a quel genere. Ne nasce così un mix originale che aiuta a vivacizzare e rendere più interessante una trama che, al netto di qualche guizzo sparso, segue piuttosto semplicemente i paletti più tradizionali di queste narrazioni.

Sotto questo aspetto è colpisce particolarmente l’approccio scelto per raccontare il rapporto tra Eddie e Venom. Il film gioca con gli stereotipi, rappresentando il rapporto tra i due a volte come una profonda amicizia, a volte come una relazione quasi sentimentale, a volte come una Strana Coppia di Neil Simon, creando qualcosa di effettivamente interessante.

Bisogna però sottolineare come non tutto fili proprio liscio. Ci sono alcuni momenti in cui il film esagera nel volersi distanziare dalle strade abituali e da vita a momenti poco efficaci. Lo spirito quindi c’è, ma ha bisogno necessariamente di essere affinato nella sua esecuzione. Sarà importante nel futuro trovare un equilibrio tra questa spinta e l’aspetto narrativo per poter funzionare davvero.

Venom – La furia di Carnage: forse però…

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È evidente che questo nuovo capitolo abbia accolto la lezione del precedente, cercando di correggere i problemi che erano stati evidenziati. In questo senso è un’operazione riuscita, con una pellicola che supera quella del 2018. Tuttavia Venom – La furia di Carnage resta un prodotto che ancora non convince a pieno. Il suo tentativo di creare qualcosa di nuovo sembra partire da una concezione dei cinecomic di oltre dieci anni fa, che ignora l’evoluzione del filone avvenuta dal 2008 in poi. È un film piuttosto semplice, che difficilmente riuscirà a conquistare i fan dei fumetti e che in alcuni momenti sembra volersi semplificare ulteriormente, evitando ogni tipo di sfida per lo spettatore.

Detto ciò però è importante sottolineare un dato, accogliendo la lezione di Venom anche da questa parte dello schermo. Il film del 2018 ha infatti rappresentato uno dei più forti scollamenti tra critica e pubblico del recente periodo, con un’accoglienza eccezionale a fronte di recensioni generalmente negative. E allora non è da escludere che questo secondo film dedicato al simbionte possa di nuovo ribaltare le aspettative, partendo (come dicevamo) da un prodotto comunque migliore. Nei Paesi dove è già uscito effettivamente sta ottenendo buoni riscontri con il pubblico e sarà quindi interessante vedere come sarà accolto in Italia.

La formula per un cinecomic di successo non è sicuramente una sola e forse Venom potrebbe averne trovata una nuova. Noi siamo già curiosissimi di rivederlo in sala con il pubblico, per assistere in tempo reale alla reazione.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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