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Venezia 75: il giorno di Bradley Cooper e Lady Gaga

Siamo giunti al terzo giorno della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. L'evento procede e c'è la percezione che quest'anno sia arrivata davvero tanta gente al Lido, più che in passato. Sarà stata attirata dai grandi titoli che popolano questa edizione o dal recente passato da vero e proprio apripista della stagione dei premi della Mostra? Chissà!

Protagonisti di questa giornata sono stati sicuramente Lady Gaga e Bradley Cooper, che presentano fuori concorso A Star is Born, terzo remake dell'omonima pellicola del 1937, su cui potete leggere il nostro parere qui sotto. L'altro grande film presentato oggi è The Ballad of Buster Scruggs dei Fratelli Coen, che purtroppo non siamo riusciti a incastrare nel nostro programma (ma recupereremo, non preoccupatevi).
A Star is Born, di B. Cooper – Fuori Concorso
Già da prima che annunciassero la line-up ufficiale della Mostra, questo film era uno dei più chiacchierati, con molti che iniziavano già a puntare su di lui per i prossimi mesi. Dopo averlo visto, possiamo dire che questa fiducia era davvero ben riposta. A Star is Born è davvero eccezionale, ottimo sotto tantissimi punti di vista. L’interpretazione dei due protagonisti è di altissimo livello: la popstar Lady Gaga dimostra di avere davvero qualcosa da dire come attrice e ancora di più Bradley Cooper che conquista con il suo Jackson Maine. Anche sul suo operato dietro la camera, poco da dire, un debutto riuscito. Il lato musicale è ovviamente molto curato e all’altezza delle aspettative, passando dal rock al pop e alla dance in tranquillità e scioltezza, senza mai calare davvero.
11 ottobre nelle sale, iniziate a segnarvi la data sul calendario.

Qui sotto invece il nostro commento a due dei film che abbiamo visto negli scorsi giorni, ma di cui ancora non vi avevamo parlato: Double vies e The Other Side of the Wind.

Doubles vies, di O. Assayas – Venezia 75
L’unico film che non ci ha davvero convinto della Mostra, almeno fino a oggi. Doubles vies affronta sostanzialmente tre temi: l’evoluzione travolgente della tecnologia, soprattutto nel mondo dell’editoria, le “doppie vite” del titolo, che si concretizzano nelle dinamiche relazionali dei protagonisti, e una velata critica agli intellettuali. Quest’ultimo è l’unico che è affrontato davvero bene, con alcuni spunti molto godibili, ma purtroppo non viene approfondito più di tanto. Per il resto si vede tanta banalità e tanti, troppi luoghi comuni nel cercare di affrontare il discorso del progresso tecnologico, tra social network e e-book. Peccato.
The Other Side of the Wind, di O. Welles – Fuori Concorso
Il progetto di ricostruzione dell’ultimo film di uno dei più grandi cineasti della storia della settima arte è affascinante (e sarà approfondito nel documentario dedicato They'll Love Me When I'm Dead, sempre qui a Venezia) ed è incredibile vedere come si intrecci alla perfezione con la trama della pellicola stessa, incentrata sulle difficoltà di produzione di un importante regista ormai in crisi. Si tratta di un’opera estremamente complessa, che tende a confondere, con la sua natura sconnessa che alterna formati, colori e fotografia, lo spettatore ed è probabilmente per questo che la sua realizzazione è stata così travagliata. Per goderselo al meglio è necessario essere nel giusto mood e rimanere assolutamente concentrati, altrimenti non ne vale la pena. Resta comunque il dubbio di cosa sarebbe stato se fosse stato concluso da Orson Welles stesso, ma ovviamente non avremo mai una risposta.
E con questo, possiamo chiudere il resoconto per oggi e prepararci per il quarto giorno qui a Venezia e come sempre, vi invitiamo a continuare a seguirci nei nostri recap dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e cercare l’hashtag #VeneziaNerd sui social per non perdervi neanche uno dei contenuti che pubblicheremo

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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