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Uno Zubat su mille

E' un importante traguardo quello raggiunto da O.N., io e tutta quanta la redazione non facciamo che darci pacche sulle spalle l'un l'altro e cominciano anche a farci male.
Ma è una sofferenza appagante, in particolare quando c'è qualche piccola vendetta da portare a termine.
Davanti a voi c'è una Grotta Scura, la caverna è talmente buia che che pare una mano di vernice acrilica nera su una parete ma non vi date per vinti e, andando contro le leggi della fisica, entrate.
Non sapete bene il motivo che vi ha spinto a compiere il primo passo, ma ormai lo avete fatto quindi sarebbe stupido tornare indietro.
E poi il trucco lo conosciamo tutti, andate sempre a destra e prima o poi l'uscita si trova.
Non ci sono minotauri e nemmeno architetti con le ali nel tetro tunnel, qui ci siete solo voi, la roccia e tanti, tanti, tanti, tanti Zubat.
Mi rifiuto di credere che qualcuno non conosca il legame magico che intercorre  tra “Dark Cave” e Zubat ma, per quell'eremita cresciuto in un villaggio sperduto nell'entroterra del borneo, spiegherò comunque.
La Grotta del Monteluna è una zona esplorabile del famoso videogioco Pokemon, temuta da tutti i gamers e allenatori non tanto per la sua pericolosità ma per il fatto che in essa non si riesce a percorrere nemmeno un metro senza incappare in un Zubat (pokemon pipistrelliforme) che ti blocca, tutto ciò è snervante.
Siamo di fronte ad una prova di pazienza che molti Nerd hanno affrontato e vinto, la forza scorre potente in noi reduci e proprio come si festeggiano gli importanti traguardi della vita anche noi abbiamo voluto omaggiare questa vittoria.
Torniamo alle pacche sulle spalle: oggi festeggiamo i cinquantamila fan sulla nostra pagina Facebook (qui) dando via ad una tradizione odiosa ma anche formativa: lo Zubat Day.
Ogni 50mila fans infatti organizzeremo uno z-day dove, per ventiquattro ore, tutte le immagini pubblicate, linkate e trattate saranno legate al pokemon tanto odiato.
Una vera e propria maratona di resistenza che solo i veri Nerd potranno superare, solo uno Zubat su un mille potrà fare la differenza.
L'avventura di O.N. ricorda, per molti versi, l'avventurarsi di Red nella Grotta Rocciosa. Anche noi avevamo il nostro Blu come antagonista, anche noi abbiamo avuto una piccola cittadina dimenticata come partenza e, anche noi, abbiamo sbattuto la testa contro centinaia di personaggi tutti uguali, un po' sanguisughe, un po' vampiri ma, alla fine abbiamo trovato l'uscita.
Non abbiamo ancora sconfitto i Super Quattro ma di medaglie ne abbiamo qualcuna. 
A differenza di altri miei colleghi io sono della scuola “Charizard” il pokemon che più di tutti assomiglia ad un drago ma che non lo è.
Ma non fraintendetemi, anche se non riuscirò mai a staccarmi emotivamente dalla prima generazione, trovo giusto che i Pokemon si evolvano, forse stanno peggiorando o forse no ma l'importante è che ci siano, quel gioco ha contribuito a formare il mio carattere e mi piace pensare che possa aiutare anche altri giovani Nerd.
Tra le decine di mondi nei quali mi piacerebbe vivere ebbene, fantastico ancora e dovreste farlo anche voi, c'è quello dei Pokemon.
Ogni tanto, fugace nella mia testa, passa ancora il desiderio di avere per amiche quelle divertenti creature, farle misurare l'una con l'altra e viaggiare per il mondo.
Non dimenticherò mai la squadra con la quale per la prima volta terminai il gioco e, anche adesso mentre concludo questo articolo, non posso fare a meno di sorridere nostalgicamente.
Lo Zubat Day non è solo la commemorazione di un traguardo è un saluto al passato, il flashback di un momento nel quale la cosa più importante, per noi, era uscire da una grotta.
L'unica cosa che ci rimane da fare ora è massaggiarci la spalla.

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