Cultura e SocietàIntrattenimento

Una colonna sonora per le nostre vite

Avere una colonna sonora sicuramente aiuterebbe molto, nella vita di tutti i giorni. Sapremmo quando sta per succedere qualcosa di terribile o avremmo il sottofondo perfetto per i momenti importanti. Che baci si darebbero!
Visto che dobbiamo farne a meno, perché non viviamo in una serie tv, inforchiamo le cuffie o alziamo il volume dell'autoradio al massimo e scegliamo con cura le tracce che ci accompagnino.
Sin da piccoli siamo stati abituati a sentire un certo tipo di musica con parole in lingue cui le nostre orecchie si sono abituate. Italiano e inglese per lo più.
Nel momento in cui ci si allontana un attimo dal conosciuto (come per qualsiasi altra cosa un pochino strana) metà delle persone ha un momento di sconcerto. Ci si blocca e, se non si ha una mente almeno un po' elastica, si fa qualche passo indietro.
La stessa cosa vale per le categorie in cui le varie parti della realtà è suddivisa. Quindi le opere animate saranno solo per bambini, così come i fumetti. I libri saggi sono solo per le persone noiose, i romanzi d'amore per le casalinghe che non hanno niente di meglio da fare che fantasticare.
E guai a mescolare i generi, cancellare i confini e spostare l'attenzione da una sezione all'altra.
Eresia! 
Bruciate la strega!
Perché tutto questo preambolo?
Perché mi sono accorta di quanta fatica faccia l'Italia a entrare nell'ottica della musica giapponese.
Concerti come quello di Miyavi, chitarrista – cantante – attore – regista, hanno visto un'affluenza misera nonostante la location desse spazio ad un pubblico nutrito.
Le Scandal, che in altre parti del mondo riempiono teatri e stadi, qui sono costrette a suonare in localini dai pavimenti che sanno di birra.
Per quanto riguarda la musica coreana forse la spinta è più forte, sebbene nei loro tour mondiali sono davvero pochi quei gruppi che si spingono fino alle nostre porte.
Giapponesi e Coreani non hanno nessun problema  a portare i loro tour in Francia e Inghilterra, che da questo punto di vista sono più aperte e interessate.
Quando cerco di far sentire gruppi asiatici a persone che non hanno ascoltato altro che Laura Pausini, o al massimo Ligabue, li vedo corrucciare la fronte e poi guardarmi dicendomi: “Ahah mi sembra di ascoltare la canzone di un cartone animato”
2nscpkk
Che poi non è così lontano dalla realtà perché in Giappone un grande trampolino di lancio per le band emergenti è, appunto, la possibilità di scrivere canzoni per le opening o le ending degli anime. Questo, che nel nostro Paese verrebbe visto come un lavoro da “sfigati”, è percepito come una chance da non lasciarsi scappare. Perché lì quei confini che noi non ci azzardiamo mai a superare sono per l'appunto più sottili e indistinti, i generi si avvicinano e si intersecano dando vita a risultati davvero interessanti.
Con questo non voglio certo dire che i Giapponesi non si mettono paletti e non alzano muri invalicabili, sappiamo tutti che lo fanno e anche in maniera forse più estrema di noi, ma lo fanno in altri ambiti.
Gli stessi L'arc en ciel, conosciutissima band visual sul mercato da almeno trent'anni, hanno creato diverse opening davvero belle (come per esempio “Ready Steady Go” per Full Metal Alchemist oppure “Driver High” per GTO), o più recentemente i Bump of chicken per l'anime Un marzo da leoni di cui hanno preparato sia la canzone d'apertura “Answer” sia quella di chiusura “Fighter”.
Ma la lista è così lunga che potrei riempire l'articolo solo con titoli di canzoni e nomi di band, o anche di cantanti singoli.
Per non parlare di quanto la colonna sonora dei RADWIMPS abbiano aggiunto bellezza allo già splendido film di Shinkai Makoto "Your name".
Io stessa ho conosciuto una delle band che più mi è rimasta nel cuore in questi ultimi anni, gli SPYAIR, grazie all'anime spokon sulla pallavolo di Haikyuu!! -che consiglio a tutti- di cui cantano la opening della prima e della seconda serie.
Il mio consiglio è quello di ascoltare la musica con mente aperta, di non darsi delle limitazioni perché in questo modo si perde un oceano di piacevoli sorprese.
Ovviamente questo non si limita solo alla musica ma ad ogni ambito della vita.
E ora tutti indossate le cuffie e mettete la musica a tutto volume!
Per qualsiasi curiosità e domanda non dovete far altro che mandarmi una mail al mio indirizzo: onigiricalibro38@orgoglionerd.it oppure scrivetemi un pm sulla mia pagina facebook Onigiri Calibro 38
See you space cowboy!

Ti potrebbero interessare anche:

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button