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Un viaggio senza ritorno nel trash giapponese

Ho sempre avuto una certa vena trash che, silenziosa, mi scorreva sottopelle. Veniva nutrita da qualche immagine ogni tanto, da varie scene di anime o drama il tutto quasi a mia insaputa-senza parlare della scoperta del Kawaii metal, talmente trash che la mente tende a dimenticare della sua esistenza per auto preservarsi.. Se non ci credete vi invito caldamente a vedere qualche video delle Babymetal –.
Questo fino a capodanno..
Erano le 6.00 di mattina del primo giorno del nuovo anno e, ovviamente, non avevo dormito tutta la notte, troppo impegnata a ridere e festeggiare con alcuni amici. Nella foschia di quella mattina silenziosa ci capita per caso sott'occhio la locandina colorata di un film giapponese: Dead sushi.
[in questo momento ci vorrebbe della colonna sonora]
Con un titolo del genere credete davvero che avremmo potuto fare finta di niente? È una domanda che si risponde da sola, infatti abbiamo subito visto il trailer – e visto che sono malvagia lo stesso trailer è presente nell'articolo, così che anche voi cadiate nella stessa trappola-
A quel punto non siamo più riusciti a fermarci e senza un attimo di esitazione abbiamo fatto partire il film, con certo una buona dose di timore.
Ho trascorso i seguenti 90 minuti in uno stato di completa incredulità!
La mia mente stordita dal sonno faticava a processare le informazioni, a fare i dovuti collegamenti e a sforzarsi di cercare per forza un senso, e forse proprio per questo mi è stato più facile apprezzare le scene che scorrevano -inesorabili- davanti ai miei occhi.
E la mia vena trash è letteralmente esplosa, facendomi scivolare nell'oscura tana del Bianconiglio, creatura dal pelo sporco di fango per aver strisciato in cunicoli che non tutti vorrebbero visitare.
Iguchi Noboru (45 anni) è diventato uno dei miei “idoli”.
La sua mente partorisce idee mostruose, feti deformi che vagiscono sullo schermo ferendo le orecchie. Con quelle creature ti accompagna in realtà distorte e alienanti, diventando talmente assurde da farti morire dal ridere.
Iguchi è il regista di film in cui geisha cyborg combattono con katana che escono -letteralmente- da ogni parte del corpo, scolarette con mitragliatrici al posto delle mani che vagano assetate di vendetta e nigiri di pesce atropofago intenti ad asservire il genere umano, per poi cibarsene fino all'ultimo brandello di carne.
Che dire poi dell'esercito di zombie che esce dai water?! Capolavoro del genere 'Zombie ass- The toilet of the dead', scatena l'ilarità solo con il titolo!
Non mancano fiumi, fontane e fiotti di sangue, arti mozzati, storie d'amore senza amore e qualche scena di nudo, tanto per non farci mancare nulla.
Protagoniste sono sempre giovani fanciulle debitamente addestrate (o in via di addestramento) nelle arti marziali, così da soddisfare anche questa “preferenza”, per non chiamarla feticcio..
Ma Iguchi è solo  un rappresentante della categoria, volendo citare altri “artisti” del genere vi faccio il nome del duo Nishimura Yoshihiro e Tomomatsu Naoyuki registi del film 'Vampire girl vs Frankenstein girl', basato su un manga di Shungiku Uchida. Che capolavoro!
Ora sono pronta a scavare nel torbido, sempre più a fondo…
Anche solo per scoprire se esiste davvero.. un fondo..
C'è qualcuno disposto ad accompagnarmi?
Per qualsiasi cosa potete scrivermi a questo indirizzo: redazione@orgoglionerd.it
Attendo le vostre domande, i dubbi e i commenti.
See you space cowboy

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Commenti

  1. Assolutamente assurdo, non credo ai miei occhi…anche se dai giapponesi potevo aspettarmelo. Trash all’ennesima potenza…non guarderó più un nigiri con gli stessi occhi!!!

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