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Trilogia, Quadrilogia, Esalogia: fin dove siamo arrivati con le saghe cinematografiche?

Lo schema è semplice: se un film ha successo, prima o poi ne verrà girato un sequel. Se un film ha davvero molto successo, prima o poi a quel sequel verrà dato un altro sequel, e non di rado anche un prequel. E - se crearla non era già nei piani della sceneggiatura all'origine della stessa -, è così che la riuscita di una pellicola detta la nascita di una saga. Esattamente come avviene in ambito letterario, una saga cinematografica consiste in una serie di titoli in sequenza che creano un mondo in cui i personaggi vivono vicende tra loro connesse, come abitanti della stessa realtà. Capitolo dopo capitolo, quindi, le avventure dei protagonisti della saga si fondono e si intrecciano in una ragnatela di relazioni, rimandi e connessioni che creano un vero e proprio mondo, tanto più vasto quanto numerosi sono i titoli che la compongono e le sottotrame che vi vengono inserite e sviluppate. 
Nel caso di saghe nate dal successo di un film capostipite, dunque, (quando esse non si interrompono perché giunte al termine del percorso narrativo che ne viene delineato con l'avanzare del progetto) il numero di capitoli della stessa sarà direttamente proporzionale alla sua fortuna al box office, ipotesi che, in ogni caso, lascia aperta la possibilità di vedere arrivare un ulteriore sequel anche a distanza di molti anni (come accadrà, per esempio, con il terzo film dedicato ai Gremlins, che arriverà al cinema a quasi trentanni dal secondo capitolo).  
Altrettanto, peraltro, può accadere in relazione a serie cinematografiche già progettate come tali. È possibile che una storia originale, o come adattamento cinematografico di un'opera letteraria che sia, venga interrotta prematuramente perché si rivela un fallimento al botteghino, o che comunque non riscuota il successo ritenuto necessario per proseguirne la produzione: un progetto nato come esalogia può magari arrestarsi al terzo, o anche al secondo capitolo della saga, o, al contrario, in virtù di una fortuna inaspettata si decida spesso con effetti deleteri sulla qualità dell'opera (citeremmo l’esempio della saga diTwilight ma sarebbe come sparare sulla croce rossa) di aggiungere uno o più capitoli. D'altronde, non esiste un numero fisso di episodi che compongono una saga cinematografica: dalla trilogia si può passare alla quadrilogia e poi alla pentalogia, andando potenzialmente avanti all'infinito in base al semplice principio per cui finché il pubblico mostra nei confronti della saga un interesse sufficiente a consentire alle major di trarre profitto dalla produzione della stessa, queste saranno incoraggiate a girarne nuovi capitoli.
Ma non è tutto. Ci sono casi, e sono sempre più frequenti, in cui le saghe cinematografiche non si esauriscono in sé stesse, ma oltrepassano i confini del proprio mondo per essere racchiuse in un progetto più grande e complesso in cui i singoli film sono sistemi di pianeti che compongono galassie all'interno di quelli che vengono denominati universi condivisi.
Essi sono veri e propri universi in cui le storie di diversi personaggi indipendenti tra loro vengono messe in relazione per creare una storia più vasta. Tra l'altro, in questo modo le saghe e i film figli degli universi condivisi sono in grado di superare più facilmente l'esame del grande pubblico dal momento che, inserendosi in una storia più ampia, diventano necessari per comprendere appieno le dinamiche tra i personaggi presenti negli altri titoli dello stesso universo.
Nel caso dei film figli di universi condivisi, pertanto, la creazione di saghe lunghe passa dall'essere l'eccezione fortunata all'essere la regola fissa in uno schema più ampio di produzione cinematografica. Gli esempi in questo ambito non mancano, e stanno diventando sempre più frequenti, così che per catalogare le serie di titoli che vi vengono inserite è il caso di dimenticarsi di trilogie e quadrilogie per fissare l'asticella ben più in alto. Una ettalogia sarà ad esempio il punto di partenza dell'universo condiviso creato da Universal per racchiudere tutte le sue storie sui mostri (l’idea è di partire con il reboot della Mummia nel 2017, e poi proporre al pubblico un film all’anno: in sviluppo c'è già Van Helsing ma in progetto ci sono anche altri film su L’Uomo Lupo, Dracula, Frankenstein, La moglie di Frankenstein e L’Uomo Invisibile). (Ne abbiamo parlato qui nel dettaglio)
L'universo condiviso più noto, tuttavia, è il cosmo creato dalla Marvel nel suo Cinematic Universe ed è anche, ad oggi, il più vasto. Se prendiamo in considerazione le tre fasi in cui è finora suddiviso l'universo Marvel ideato  per il cinema nel 2005 ci troviamo davanti a due esalogie (fase 1 e fase 2) e ad una endecalogia (gli undici film previsti per la Fase III) all'interno delle quali si dipanano tra gli altri film tre trilogie (quelle dedicate a Iron Man, Thor e Captain America, sebbene si vociferi di un quarto possibile film con protagonista Tony Stark) e una quadrilogia (i titoli dedicati agli Avengers). Di conseguenza, tutti i film e le saghe contenuti nelle tre fasi del MCU confluiscono in una in una colossale e poco pronunciabile tricosalogia complessiva.
E non è finita qui. Il nostro universo è in continua espansione, e altrettanto sembra destinato a fare l’universo cinematografico Marvel.  Kevin Feige, presidente dei Marvel studios, ha infatti annunciato che attualmente c'è abbastanza materiale per far proseguire con nuove fasi il Marvel Cinematic Universe almeno fino al 2028 per una faseIV di cui sono già stati annunciati tre film, fino ad ora senza titolo, previsti in uscita per il 2020. Non è difficile prevedere che, al pari del MCU, anche gli altri universi condivisi continueranno ad espandersi, e che con loro seguiteranno ad ingigantirsi le saghe cinematografiche che contengono. Poco male se diventerà sempre più difficile pronunciare i nomi corretti delle “-logie” che risulteranno, a patto che srotolare le mappe degli universi in espansione porterà a scoprire nuove e avvincenti avventure.

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