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Tomb Raider – il ritorno di Lara

Ogni volta che esce un film dedicato a un videogioco ci sentiamo sempre piuttosto titubanti, date le esperienze pregresse, generalmente poco positive. Fino a oggi nessuna pellicola di questo genere è mai risultata davvero memorabile, così siamo entrati nella sala di proiezione con la stessa attenzione con cui Lara Croft esplora un’antica tomba, estremamente concentrati per non cadere in una trappola ben nascosta. Questa volta il film del regista norvegese Roar Uthaug sarà riuscito a sfuggire alle insidie dell’antica profezia per cui i film tratti da videogiochi non riescono mai a brillare per qualità?
Il ruolo di Lara Croft è di Alicia Vikander, l’attrice svedese premio Oscar come miglior attrice non protagonista per The Danish Girl, dunque un nuovo volto per l’archeologa, dopo quello di Angelina Jolie, visto ormai più di quindici anni fa. Il nuovo Tomb Raider si ispira in tutto e per tutto al reboot del videogame uscito nel 2013, dove troviamo una Lara alle prime armi, ancora giovane e inesperta, ben lontana dalla figura intrepida e senza paura che abbiamo imparato ad amare e conoscere ai tempi della prima PlayStation. La stessa trama del film si ispira proprio al reboot del titolo di Eidos e Square Enix, ambientando gran parte del film su un’isola sperduta nel Mar del Giappone. Chiariamo subito che il film di Tomb Raider non è semplicemente un copia e incolla del videogioco, ma tenta di mantenere lo spirito del reboot partendo dalla stessa strada, per poi prenderne una tutta sua.

Il film inizia mostrandoci una Lara Croft alle prese con la vita di tutti i giorni in quel di Londra. Già dalle prime scene appare chiaro come si voglia evidenziare il fatto che la protagonista non sia una ragazza “normale”, sottolineandone il carattere forte e dedito all’avventura. Lara soffre ancora per la scomparsa del padre, sparito sette anni prima durante uno dei suoi viaggi, e non vuole accettarla, tanto da non decidersi a firmare le carte per ottenere l’eredità che le spetta (i Croft sono una famiglia molto ricca e potente). Così la giovane vive alla giornata, facendo lavori saltuari come quello di fattorino. Dopo l’ennesima bravata, la sua carenza di soldi la convince a dare un’occhiata al testamento del padre, scoprendo un indizio che la condurrà all’isola dove il genitore è scomparso. Questa prima parte del film prosegue fra alti e bassi, con diverse scene piuttosto evitabili e che si trascinano, a nostro giudizio, troppo a lungo. Fortunatamente la situazione migliora quando lo spirito della serie prende il sopravvento. La seconda parte prende infatti a piene mani dalle situazioni tipiche del videogioco, riuscendo a imprimerle sulla pellicola nel modo più fedele possibile. Le ricostruzioni delle antiche tombe e le scenografie sono sicuramente fra i punti più riusciti del film. Sarà interessante vedere Lara alle prese con i classici enigmi ambientali presenti nella serie, stavolta semplicemente da spettatori.
Le fasi action del film non sono preponderanti rispetto al resto, lasciando ampio spazio anche alla trama, con alcuni colpi di scena non troppo scontati, e all’avventura, in cui Lara crescerà come futura Tomb Raider, un perfetto mix che ricalca fedelmente quanto visto nell’originale capitolo interattivo. Questo Tomb Raider si può dunque considerare come un film tratto da un videogioco che risulti finalmente riuscito? Non completamente. Paragonato ad altri film tratti dal mondo videoludico, sicuramente Tomb Raider spicca sulle ultime produzioni, ed è un lavoro migliore anche paragonato alle precedenti due pellicole con protagonista Angelina Jolie.

Il problema è che il metro di paragone, nel mondo del cinema, è molto più ampio e Tomb Raider, se paragonato ad altre pellicole di stampo simile, non brilla di certo, limitandosi a svolgere il suo compito senza eccellere in nessun aspetto in particolare. La parte meglio riuscita del film è l’esplorazione della tomba (non diteci che è spoiler in un film chiamato Tomb Raider), che presenta alcune scene davvero notevoli, mentre il resto del film ha diversi momenti piuttosto banali o nella media.
Insomma, Tomb Raider è un primo passo nella giusta direzione, quella da seguire quando si vuole realizzare un film partendo da un videogioco, ma, dovendosi confrontare con mostri sacri di un media esistente già da molto tempo, zoppica un po’ nella sua riuscita generale. Sicuramente il film non deluderà i fan della storica predatrice di tombe, ma chi si aspetta un nuovo Indiana Jones o qualcosa che almeno gli si avvicini resterà senza dubbio deluso.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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Un commento

  1. Purtroppo di tutti questi film si dice spesso che sono “un primo passo nella giusta direzione”. Peccato che, come nel caso di Transformers per esempio o dei Fantastici Quattro, i passi successivi vengano tutti fatti all’indietro anziché in avanti…. Godiamoci quel poco che il cinema ci puó offrire, anche se appena sopra la media (penso anche al film di Warcraft).

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