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The World’s End: il mondo finisce alla grande.

La fine del mondo arriverà in Italia il 26 settembre ma noi, dalla Scozia, l'abbiamo vista in anteprima. Non quella pronosticata varie volte da varie fonti e religiosi e non, ma quella filmata da Edgar Wright. Che profuma di fantascienza, di birra, insoddisfazione e vinili. Arriviamoci un passo dopo l'altro.
The World's End. Che non è solo la posta in gioco ma anche un pub. Anzi prima di tutto un pub, l'ultimo nel pub crawl che percorre i dodici locali della cittadina di Newton's Haven. Quello stesso giro di pub che cinque adolescenti tentarono nel lontano 1990. Quel giro che non riuscirono mai a completare – e che il loro vecchio leader, Gary King col nome da rockstar e l'atteggiamento uguale, ha deciso di ripetere riunendo il gruppo. E ci sono tutte le carte in regola perché non sia una riunione di amici blanda e spenta. Prima di tutto il confronto tra Gary e i vecchi compari Andy, Oliver, Stephen e e Peter: loro che hanno vite normali e un lavoro, lui che è rimasto uno scavezzacollo carismatico ma incapace di realizzare niente, ancorato alla musica dei '90 inglesi e al vecchio progetto.  
Ma fossero soltanto qui i problemi, sarebbe 'solo' una storia di amicizie infrante e passato con cui fare i conti. Le cose cambiano, invece, quando entra il gioco il fatto che Newton's Haven sembra essere la testa di ponte di un'invasione aliena: divisi tra il pericolo sempre crescente e la testardaggine di Gary nel portare avanti il giro fino alla sua conclusione (nonché fracassare teste ai replicanti quando non può fuggire), i cinque (più Sam, sorella di Oliver) si troveranno davanti un po' troppi casini perché sia 'solo' una riunione di amici. Anzi, il destino del mondo potrebbe essere nelle loro mani. E siamo messi bene.
The World's End, ultimo parto di Edgar Wright alla regia e Simon Pegg & Nick Frost coppia d'attori trainante, porta avanti lo spirito dei suoi predecessori Shaun of the Dead e Hot Fuzz, concludendo la Trilogia del Cornetto, nel sovvertire le regole di genere e portare avanti storie che fanno morire dal ridere ma anche riescono ad offrire personaggi credibili. Come Gary: un ragazzo abituato a essere il re delle feste, del casino, ma che non è cresciuto oltre quell'era in cui we wanna be free to do what we wanna do… and we wanna get loaded, per parafrasare l'epica 'Loaded' dei Primal Scream che fa da colonna sonora ai momenti più importanti del film. 
Del film ci sarebbe da dire un sacco. Per esempio di come è maledettamente divertente: nello scontro fra caratteri, tra l'improponibilmente immaturo Simon Pegg / Gary capace di veri momenti da mattatore e i suoi quattro compari sfigatelli, un po' grigi e soprattutto retti da quattro attori di razza. Martin Freeman (che da John Watson e Bilbo passa a un consulente immobiliare con auricolare all'orecchio), Paddy Considine, Eddie Marsan (l'ispettore Lestrade dei film sherlockiani con Robert Downey Jr.) e il fido Nick Frost non sbagliano un colpo: completano il cast Rosemary Pike e un insolito Pierce Brosnan ingrigito e barbuto, più un cameo di Bill Nighy, tutti a dare vitalità al film.
Dire un sacco del film #2: come i film precedenti, riesce a fare parodia di genere scatenata e parlare di personaggi per cui empatizzare, per quanto avvisiamo che più va avanti, più The World's End diventa bizzarro. Presenta scene d'azione esilaranti in cui 35qualcosenni inglesi vanno in berserk e lottano contro replicanti dal sangue blu. Ha una colonna sonora splendida e legata agli anni '80-'90 inglesi, tra i già citati Primal Scream, gli epici Sisters of Mercy e così via. C'è l'apparizione del Cornetto, come si poteva immaginare. 
E ci si diverte un sacco, con intelligenza e una crescente sensazione di assurdo attorno. Dopotutto, se il mondo va verso la fine, che bisogno c'è di pensare che le cose abbiano un senso?
Edgar Wright, Simon Pegg e Nick Frost non ne sono ugualmente sicuri. E con questa fine del mondo hanno fatto il colpaccio: film promosso a pieni voti.

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