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The Seven Deadly Sins: genesi e storia dei Peccati

Con l'uscita della seconda stagione su Netflix, parliamo anche del manga che l'ha ispirata

… estratto dal diario di Redazione …
«È uscita la seconda stagione di The Seven Deadly Sins su Netflix»
«Oh bene, potremmo farne un pezzo come l’abbiam fatto per la prima»
«Veramente non abbiamo mai fatto niente per la prima stagione»
«Ah … beh, allora facciamo riferimento a quello fatto per il manga»
«Veramente non abbiamo fatto niente neanche per il manga»
«Ah … ma ne abbiamo mai parlato?»
«Si, una volta abbiamo fatto un articolo sul videogame ispirato»
«E niente più?»
«Niente»
«Provvediamo»

Uno dei “peccati” commessi da OrgoglioNerd nel corso degl’anni è proprio quello di non aver mai parlato di uno degli shōnen che nel panorama nipponico ha riscosso, e sta riscuotendo, molto successo. Con l’uscita della seconda stagione su Netflix, The Seven Deadly Sins – Revival Of The Commandments, abbiamo deciso di porvi rimedio.

I Sette Peccati Capitali: la storia

The Seven Deadly Sins (in originale Nanatsu no Taizai) è un manga shōnen scritto e disegnato da Nakaba Suzuki, serializzato dall’ottobre 2012. La serie, ambientata nell’Europa medievale, segue le vicende di un gruppo di cavalieri chiamati i Sette Peccati Capitali.

Inizia tutto in una taverna chiamata Boar Hat, dove Elizabeth, la principessa del regno di Lionesse, si rifugia dopo aver compiuto un colpo di stato ai danni del padre, sfuggendo ai cavalieri lanciati al suo inseguimento. L’unica speranza della fanciulla sono i Seven Deadly Sins, sette potenti guerrieri accusati di aver tentato di rovesciare il regno dieci anni prima, anche se le voci sul loro conto rimangono vaghe e sfuggenti. Proprio in questa taverna il destino di Elizabeth si incrocia con quello di Meliodas, il capo dei tradotti Peccati Capitali, e insieme decidono di salvare il paese, riunendo l’ordine cavalleresco ormai allo sbando.

Seven Deadly Sins è un’opera che rientra in tutto e per tutto nei canoni dello shōnen: l’ambientazione fantasy con cavalieri, magia, creature mistiche e demoni; un roster di personaggi, compreso il protagonista, dai passati misteriosi che nel corso della storia verranno rivelati; e infine, combattimenti sempre più esagerati con un’escalation portata all’estremo. La ricetta perfetta per chi necessita di puro intrattenimento (di qualità).

Tra il 2014 e il 2018 il manga è stato ricompensato con un adattamento anime in due stagioni e una lungometraggio animato The Seven Deadly Sins: Prisoners of the Sky, uscito lo scorso agosto nei cinema giapponesi. A livello internazionale, invece, i diritti li ha acquistati Netflix, che ha diviso la programmazione in due stagioni più uno speciale di quattro puntate, tra la prima e la seconda. Lo scorso 15 ottobre sono stati rilasciati in blocco i ventiquattro episodi che compongono la seconda, con l’entrata in una delle parti più interessanti e avvincenti della storia.

E ora cosa succede?

Ormai sembra essere arrivata finalmente la pace. Lasciamo alle spalle la conclusione della Guerra Santa con la vittoria dei Peccati sulla minaccia interna del regno di Lionesse, quando all’orizzonte i Dieci Comandamenti, potenti emissari del Re dei Demoni, vengono liberati dal loro sigillo e sguinzagliati per il mondo. Il pericolo non è mai stato tanto elevato. Inizia difatti l’arco più lungo del manga (ancora adesso nel vivo) e meglio caratterizzato dell’intera opera. Non solo facciamo un salto più approfondito nel passato dei protagonisti, e degli eventi passati in generale, ma anche le aggiunte tra le fila nemiche non sono da meno come profondità. Ti appassioni alla loro storia e alla chimica che si crea nell’interazione tra i vari personaggi. L’arco narrativo dà una pesante scossa rock a tutta l’opera e ti trasforma in mostri avidi di puntate, obbligandoti a passare al manga una volta chiuso il ventiquattresimo episodio.

Conclusioni: recuperare sia l’anime che manga

Questa breve infarinatura serve soprattutto ai neofiti che avranno l’obbligo di approcciarsi all’opera dopo aver letto quest’articolo. L’anime segue molto fedelmente il manga. È fresco e leggero, con protagonisti riconoscibili e ben caratterizzati, un buon uso delle situazioni divertenti/paradossali e drammatiche, rimanendo molto fedele ai disegni e all’opera originale. Punto di forza, così come nel manga, sono gli scontri, nell’anime resi molto scenografici e spettacolari.

The Seven Deadly Sins è un’opera, in generale, godibilissima, ideale per una visione senza impegno che però offre una storia ben costruita e degli scontri sempre più rock, con le tematiche shōnen rispettate, ma non per questo banalizzate. È una buona caricatura dei classici cavalieri senza macchia in un’armatura completa da combattimento.

Mattia Russo

Laureato in Comunicazione, Marketing e Pubblicità per farla breve, e aspirante giornalista. Curioso per natura, dalla vena impicciona, tendo a leggere qualsiasi cosa, con un'inclinazione al fantasy. Non sono uno che ama i silenzi e parlo troppo. Pace.

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