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The Last of Us: un mondo allo sfascio | Recensione

La serie basata sul videogioco è finalmente pronta a debuttare sul piccolo schermo, ecco cosa ne pensiamo

Finalmente ci siamo. Dopo anni di attesa, iniziati ancora prima dell’annuncio ufficiale, la serie TV di The Last of Us è vicina al debutto. Il 16 gennaio andrà in onda il primo episodio dello show, in esclusiva su Sky e NOW per l’Italia, in contemporanea con gli Stati Uniti. Noi abbiamo avuto la possibilità di vederlo integralmente prima della messa in onda e ora finalmente possiamo raccontarvi come sarà.

Quanto è fedele la serie TV di The Last of Us ai videogiochi originali?

Non giriamoci intorno e partiamo con la domanda che è nella mente di tutti gli appassionati fin dall’annuncio del progetto. The Last of Us è indubbiamente un titolo perfetto per essere adattato in una serie TV, ma come sappiamo questo non significa necessariamente che il risultato sia fedele ai giochi a cui si ispira. Fortunatamente però non è questo il caso.

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Senza esporci troppo e rivelare la trama nel dettaglio, possiamo dire infatti che i giocatori non resteranno delusi. Già dai primi episodi è facile notare come ci sia un profondo rispetto per il materiale originale, aggiungendo e modificando davvero solo dove necessario per il passaggio da un medium all’altro, ma mantenendo tutti gli elementi che hanno reso il videogioco un cult.

Non mancano appunto delle novità, come già trapelato qua e là. Ci sono una serie di piccole modifiche al percorso di Joel ed Ellie, ai personaggi che incontrano e a ciò che accade loro. Ma si tratta di variazioni sul tema assolutamente giustificate e soprattutto che non vanno a intaccare l’ossatura del racconto. Anzi, in alcuni casi riescono ad ampliarlo e arricchirlo.

Soprattutto poi, a rendere davvero felici i giocatori saranno alcune sequenze specifiche. Momenti iconici del videogioco, entrati nella memoria collettiva degli appassionati, che si ripresenteranno con una cura in alcuni casi maniacale nella riproduzione. Sarà l’occasione perfetta per rivivere quei momenti, come la prima volta, in un modo nuovo.

Un mondo vasto e complesso da esplorare

The Last Of Us Serie Tv Recensione 01

Naturalmente però questa non è una serie TV rivolta esclusivamente a chi ha giocato a The Last of Us, anzi. Si tratta di uno show assolutamente accessibile e godibile anche per chi deve ancora fare la conoscenza di Joel ed Ellie. L’occasione perfetta per esplorare al loro fianco questo mondo, che va oltre la classica ambientazione post-apocalisse zombie.

I nostri protagonisti si troveranno ad affrontare nuove sfide in ogni episodio. Ciò che è particolarmente affascinante è come queste non siano mai percepite come un semplice “cattivo della settimana”, ma un nuovo tassello in un percorso verso l’obiettivo. Ogni esperienza formerà e segnerà i personaggi, facendoli crescere fino alla conclusione.

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Joel ed Ellie si rivelano piano piano essere delle figure molto più complesse di quanto possano apparire in superficie. Anche grazie a uno straordinario lavoro sia di Pedro Pascal che di Bella Ramsey, mantengono sempre degli aspetti negativi, che ci potrebbero allontanare da loro, ma li avvolgono con un fascino irresistibile. Ci leghiamo a loro, nonostante non siano perfetti e anzi, forse proprio per questo.

E così siamo sempre più curiosi di seguire il loro viaggio in questa terra devastata. Dove il pericolo sono sì i terrificanti infetti, la cui mente è controllata dal fungo Cordyceps, ma soprattutto gli uomini. L’epidemia ha cambiato il mondo e ogni comunità ha dovuto trovare un modo per tirare avanti. Non è questione di bene o male, di giusto o sbagliato, ma solo di sopravvivenza.

Craig Mazin era la persona giusta per la serie TV di The Last of Us

The Last Of Us Serie Tv Recensione 02

La presenza del direttore creativo del videogioco originale Neil Druckmann nello sviluppo dello show è senza dubbio apprezzabile. Parte della cura nell’adattamento e nell’amore per il materiale di partenza è evidentemente dovuta a lui. Ma fin dalle primissime battute si può notare quanto sia stato forte l’impatto di Craig Mazin per The Last of Us.

Questa serie sembra essere il sequel spirituale perfetto di Chernobyl, creata proprio da questo autore. Alcune delle tematiche esplorate in quella piccola perla del piccolo schermo, ritornano anche qui in maniera inaspettata. Piccoli frammenti che ci dicono però qualcosa sulla natura umana e le sue ipocrisie.

Mazin si tuffa a piene mani in questi parallelismi e costruisce una narrazione solidissima. Sembra quasi che abbia approcciato la trasposizione degli eventi del gioco come se si trattasse di una storia vera, non diversamente da quanto fatto con il suo show precedente. Il risultato è quindi eccezionale e riesce a raggiungere lo spettatore in maniera straordinaria.

Non si poteva davvero chiedere di più alla serie TV di The Last of Us

Non serve dilungarsi oltre spendendo parole per confermare quello che era chiaro fin dalle prime righe di questo pezzo. La nostra recensione della serie TV di The Last of Us è straordinariamente positiva. Uno show che sa evolversi e trasformarsi puntata dopo puntata, rimanendo sempre rispettoso del materiale di partenza, per raccontare tante storie eccezionali incastonate in una grande storia profonda e appassionante.

Un motivo di giubilo per tutti gli appassionati del videogioco, ma anche per gli amanti della serialità. Questo 2023 parte quindi davvero con il piede sull’acceleratore per quanto riguarda il piccolo schermo, che trova uno degli show per il grande pubblico migliori dai tempi d’oro di Game of Thrones.

L’appuntamento quindi è per il 16 gennaio, quando la serie TV di The Last of Us debutterà in contemporanea con gli Stati Uniti in esclusiva su Sky e in streaming su NOW.

Autore

  • Mattia Chiappani

    Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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