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Terminator Genisys: I’m Back to the Future

La banca della fiducia ha filiali in tutto il mondo e con i primi due capitoli la Saga di Terminator ha versato un enorme quantitativo di capitale. La fiducia nella saga è rimasta lì per anni, gli spettatori avevano un grosso quantitativo di "denaro" sul loro conto che gli ha dato sicurezza e li tranquillizzava.
Poi arrivò Terminator 3, non dal futuro, dai nostri incubi: un cast scadente, una sceneggiatura già vista e solo un paio di battute degne di nota hanno fatto si che milioni di amanti della saga prelevassero ingenti quantitativi di fiducia dal conto che anni prima l'episodio 1 e il 2 avevano aperto per loro, solo per rimanere tranquilli.
Dopo Terminator 3 però qualcosa rimaneva ancora, i primi due episodi avevano lasciato una cospicua eredità in fiducia contante e gli spettatori perdonarono quella "spesa imprevista" che fu il terzo capitolo.
Tuttavia nessuno aveva calcolato "le spese condominiali", un altro tentativo cinematografico che invece di versare fiducia sul conto per il futuro dei suoi spettatori ha costretto i fan a prelevare per colmare le insolvenze di Terminator Salvation.
Il Quarto capitolo mandò quasi in bancarotta la Saga, i "nonni", i primi due episodi, guardavano con disprezzo papà e figlio per aver sperperato tutta la fiducia che gli era stata data.
E così tutto tace, per sei anni. Poi arriva la notizia di Terminator Genisys e molti avevano già stracciato la carta del bancomat, ma alcuni, risparmiatori, hanno visto la notizia come una speranza. 
Accadrà il miracolo?
Con questo spirito siamo entrati all'anteprima. Un nuovo capitolo quasi in stile " Ritorno al Futuro 2" dove i protagonisti tornato sul "set" dei primi due episodi per andare a rimediare ai propri errori.
Però anche questa volta sembra che con la saga di Terminator si proceda “a tentativi”, la linea action non ha funzionato e con lei nemmeno quella introspettiva di Salvation. Adesso si punta all'action comedy, sul serio, con gag esasperate colte da Terminator 2 e tutte inerenti alla poca “umanità” del T-800. Anzi, la gag, una sola, si ripeterà continuamente e come se non bastasse si è già vista nel trailer.
Genisys è l'ultimo urlo di una saga che si è arresa, abbandonato il suo mantello di serietà si è completamente lasciata sedurre dalla formula “Marvel”, battute, battute e action alternati da spiegoni. Purtroppo però la formula “marvel” pare funzionare esclusivamente con i figli di Stan Lee e anche se questo episodio prova ad azzerare nuovamente tutto per un ennesimo sequel, con tanto di scenetta dopo i titoli di coda, non riesce a convincere.
Non convince perchè l'ombra di Terminator 2 incombe, la serietà, lo spessore senza dimenticare l'action è lì, gli altri episodi annaspano per rimanere ancorati alle caviglie di quel sequel monumentale ma niente, ma invece di cadere hanno trovato l'appiglio della action comedy.
Nessuno sta paragonando ciò che è stato con ciò che è, non avrebbe senso. Stiamo solo facendo notare come sia stata scelta una via invece che un'altra. 
Sembra che per questo tipo di opere non si riesca a trovare un plot che non abbia scoli, la trama non scivola mai liscia senza che tu ti debba fermare a chiederti “ma che stanno facendo?”. E questo è pesante.
Emilia Clarke si impegna, vuole uscire dal personaggio di Daenerys e si dimostra abbastanza risoluta da riuscirci, tuttavia non è questo il ruolo per la quale verrà ricordata. Un altro problema è Jason Clarke, ovvero John Connor, nel secondo episodio lo scorgiamo per qualche istante (il personaggio) e lì c'è più carisma che in tutta questa pellicola, trasformarlo nel cattivo (e spoilerarlo inutilmente in tutti i trailer) non è bastato, anche perché avremo, visivamente, una sorta di ibrido tra T-1000 e T-800 già assaporato in Le Macchine Ribelli, perfino l'idea “magnetica” per fermarlo non è poi così “magnetica”.
Arnold non è più un Terminator, è Arnold. Il pubblico, anche sforzandosi, non riuscirà più a convincersi di trovarsi di fronte a una macchina ammazza uomini e il film risentirà di questo. Una menzione speciale però va alla scena di combattimento fra i due T-800, molto nostalgica.
Però oltre questo, la nostalgia, non c'è molto e questa volta non siamo nemmeno così sicuri che riuscirà a guadagnare qualcosa. Perfino gli effetti lasciano a desiderare, una volta quando vedevi sciogliersi la pelle del T-800 pensavi: fantastico, ora vedrò lo scheletro robotico!
Ora pensi: fantastico, lo fanno sciogliere perché è più semplice da animare che un Arnold in CG, con la possibilità di creare ogni cosa si è persa l'idea del “momento giusto”. 
Un ultimo appunto: non girate pellicole sui viaggi nel tempo se poi non riuscite a fare quadrare tutto, e  la scusa “tanto c'è il sequel” non regge.
Una pellicola (in uscita il 9 Luglio) consigliata a chi non è un fan, a chi vuole solo esplosioni senza una continuità, a chi interessa ciò che Terminator non era.
P.S. Se siete fan di Matt Smith e lo aspettate in questa pellicola, beh. Ci dispiace per voi.

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Commenti

  1. Ma insomma solo a me é piaciuto Terminator Salvation? Eddai, dai tempi del terzo é il meglio che sia capitato alla saga (senza contare Sarah Connor Chronicles).

  2. L’ho visto questa sera e posso tranquillamente confermare tutto ciò che c’è scritto. Parola per parola.

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