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Tenebre e Ossa: cosa cambia dai libri alla serie?

Le storie separate di Tenebre e Ossa e Sei di Corvi si trovano a congiungersi nell'adattamento di Netflix. Per far funzionare la magia servono diversi cambiamenti, alcuni più sorprendenti di altri.

Tenebre e Ossa, la nuova serie hit di Netflix, prende ispirazione da due serie di Leigh Bardugo: la trilogia di libri Tenebre e Ossa e la duologia Sei di Corvi. La trama del primo libro, Tenebre e Ossa, si intreccia con le origini dei personaggi di Sei di Corvi. Avendo ben due libri da cui trarre ispirazione e dovendo creare nuovi intrecci per far incontrare i personaggi, molte cose cambiano nella trasposizione da pagina a schermo. In questo articolo analizziamo i cambiamenti principali partendo dalla protagonista della serie.

ATTENZIONE: In questo articolo ci saranno diversi spoiler sulla serie TV Tenebre e Ossa di Netflix e sul primo libro della saga letteraria. Se non siete in pari, procedete con cautela nella lettura.

Alina Starkov dai libri di Tenebre e Ossa allo schermo

Alina Starkov interpretata da Jessie Mei Li

Il nuovo elemento di discriminazione razziale

Alina Starkov è la protagonista dei libri e della serie tv. Il primo cambiamento al suo personaggio si vede nel casting. L’autrice Leigh Bardugo nei libri di Tenebre e Ossa descrive Alina come una ragazza caucasica. Nella serie invece è interpretata da Jessie Mei Li, attrice inglese figlia di madre britannica e padre cinese di Hong Kong.

Ravka, il luogo in cui sono ambientate le vicende di Alina, è ispirato alla Russia, e di conseguenza la maggior parte dei personaggi è caucasica. Alina però è un’orfana che non ha mai conosciuto i suoi genitori. Per questo i fan ritennero da subito plausibile che Alina potesse essere in parte Shu, cioè che uno dei suoi genitori fosse originario dello Shu Han, lo Stato ispirato alla Cina e alla Mongolia in conflitto con Ravka. Si aggiunge un elemento di discriminazione su base razziale nei confronti di Alina. I suoi concittadini la vedono come diversa e pericolosa in quanto porta le fattezze del nemico. 

Zoya Nazyalensky, una potente Grisha che ha un ruolo molto importante nella serie, fa diversi commenti discriminatori nei confronti di Alina e delle sue presunte origini. Nei libri Zoya vedeva Alina come debole, ma nel profondo aveva paura di un’altra donna più forte di lei che rubasse le attenzioni del Generale Kirigan. Il conflitto tra le due nei libri si basa sull’ambizione, sul potere e sulle insicurezze di Zoya e diversi fan non hanno apprezzato come la serie sembri sminuire questa parte del personaggio di Zoya. 

I cambiamenti nella storia dei libri di Tenebre e Ossa

La storia di Alina procede seguendo quasi perfettamente la trama dei libri. Adattare in una stagione gli eventi di un libro, inserendo anche altri cinque personaggi (quelli di Sei di Corvi) da sviluppare, ha reso necessario fare dei tagli. Manca molto del lungo periodo in cui Alina si allena al Piccolo Palazzo, imparando lentamente e faticosamente a controllare i suoi poteri con Baghra, e dei cambiamenti nei rapporti con i suoi compagni, con Genya e con il generale Kirigan. 

Infine, nella seconda parte della serie mettiamo a fuoco l’oggetto del desiderio dei personaggi: il cervo di Morozova. Come spiegato dall’Apparato ad Alina, dal cadavere del cervo si può creare un amplificatore. Gli amplificatori sono oggetti che, fusi con il corpo di un Grisha, amplificano i suoi poteri. Da come vengono descritti, sembra che gli unici amplificatori siano i quattro rappresentati nella pagina del libro che l’Apparato fa vedere ad Alina. Nei libri invece gli amplificatori sono degli oggetti comuni e quasi tutti i Grisha ne possiedono uno.

Arrivando alla fine della prima stagione, il Generale Kirigan uccide il cervo e crea un amplificatore fatto con le corna del cervo che gli permette di controllare i poteri di Alina. Nel libro questo amplificatore viene descritto come una collana appoggiata in modo permanente alla pelle di Alina. Nella serie Netflix, per sottolineare il controllo morboso che Kirigan vuole avere su Alina, l’amplificatore è grottesco, inserito in parte nel corpo di Alina, con le punte delle corna che escono dalle sue clavicole.

Malyen Oretsev: un altro uomo rispetto ai libri di Tenebre e Ossa

Malyen Orestsev, interpretato da Archie Renaux

Malyen Oretsev è l’amico d’infanzia di Alina, orfano cresciuto insieme a lei nell’orfanotrofio di Keramzin. Specialmente nella prima parte della serie, il rapporto tra i due è diverso da quello che vediamo nei libri. Alina nel libro Tenebre e Ossa è emaciata, debole e pallida. Scopre solo più tardi che questa è una diretta conseguenza del non utilizzare i suoi poteri. Di conseguenza, Mal non presta molta attenzione ad Alina. Sono amici d’infanzia, nulla di più. Mal non vede nulla di romantico tra sé e Alina, tanto da avere dei rapporti con Zoya. Nella serie televisiva questo aspetto di Mal è stato modificato: vede subito il potenziale di Alina, vuole starle vicino, si preoccupa con lei e non cede alle avance di Zoya. Malyen sullo schermo è più dolce, rispettoso e ammira di più Alina rispetto al Mal dei libri.

Il generale Kirigan: i libri di Tenebre e Ossa passano dall’anagrafe

Ben Barnes nei panni del generale Kirigan

Il generale Kirigan è il misterioso antagonista dei libri di Tenebre e Ossa. I cambiamenti da libri a serie si vedono subito dal nome del personaggio. Nei libri il suo nome è l’Oscuro, o Darkling, un nomignolo che rimpiazza il suo vero nome ignoto. L’autrice Leigh Bardugo ha spiegato i motivi per cui gli sceneggiatori hanno deciso di cambiare il suo nome in generale Kirigan. “L’Oscuro” ha una connotazione misteriosa, “da cattivo”, e avrebbe segnalato subito al pubblico il ruolo del suo personaggio. Inoltre, sarebbe stato stucchevole se tutti i personaggi, in situazioni diplomatiche o non, fossero stati costretti a ripetere più e più volte “l’Oscuro”.

Dall’altro lato della medaglia, questo ha anticipato il momento in cui il generale rivela il suo vero nome, Aleksander, ad Alina. Nella trilogia avviene nel secondo libro della trilogia di Tenebre e Ossa, Assedio e Tempesta, in un momento intimo e potente tra lui ed Alina in cui Aleksander le mostra il suo lato vulnerabile. Nella serie il momento rivelatorio del nome è stato spostato alla prima metà della serie, tra le prime conversazioni tra Aleksander ed Alina.

Aleksander riceve anche un approfondimento sulle sue origini, che vediamo attraverso un flashback. Il flashback, risalente a tre secoli prima degli avvenimenti di Tenebre e Ossa, mostra dettagli inediti sulle origini della Faglia. La scena mostra Aleksander con un’amante, mentre cerca di proteggere dei Grisha, in fuga dalle persecuzioni dell’esercito di Ravka. Per permettere ai maghi di scappare, Aleksander usa i suoi poteri in un momento di disperazione per creare la Faglia. La scena rende concrete le origini della Faglia e riesce a mostrare il lato tragico della vita di Aleksander: una creatura eterna, che ha visto innumerevoli amanti e amici morire davanti ai suoi occhi.

I Corvi in Tenebre e Ossa

Cinque corvi prima che fossero i Sei di Corvi: la scelta più audace dei produttori di Tenebre e Ossa è quella di inserire nella serie le origini dei personaggi di Sei di Corvi, la duologia successiva alla trilogia di libri di Tenebre e Ossa. Del cast principale di Sei di Corvi vediamo cinque personaggi su sei.

Da sinistra: Freddy Carter nei panni di Kaz Brekker, Amita Suman nei panni di Inej Ghafa e Kit Young nei panni di Jesper Fahey

Tre Corvi a Ravka

Troviamo Kaz Brekker, Inej Ghafa e Jesper Fahey a Ketterdam mentre tramano un grosso colpo: i tre vengono assoldati per rapire Alina. Questo li porta a Ravka, intrecciando la loro storia con quella di Alina. Le dinamiche tra i tre criminali e amici sono le stesse che si possono trovare in Sei di Corvi. Al contrario, tutta la parte di trama relativa a loro è nuova. Non vediamo le loro origini, come invece si ipotizzava prima dell’uscita della serie. 

Inej è più delicata e vulnerabile (per quanto possa esserlo una spia ricoperta di coltelli) di colei che troviamo in Sei di Corvi. All’inizio della serie si rifiuta di uccidere e solo piano la si vede trasformarsi nell’assassina senza pietà di Sei di Corvi. 

Stranamente, anche Kaz è meno spietato della sua controparte letteraria e parla dei suoi sentimenti. Il Kaz delle prime pagine di Sei di Corvi si sarebbe tagliato la lingua prima di pronunciare alcune delle battute della serie televisiva. 

L’ultimo corvo di  Ketterdam è Jesper. Non subisce cambiamenti rispetto alla sua allegra e spontanea controparte letteraria. Lui e Milo, l’inedita capretta che usano per il colpo, sono già diventati beniamini del pubblico. 

Gli altri Corvi

Nina Zenik e Matthias Helvar rimangono separati dagli altri personaggi. La loro storia è inalterata rispetto ai flashback che vediamo in Sei di Corvi, con diversi dialoghi che sembrano presi pari pari dalle pagine dei libri. 

Il sesto Corvo, Wylan, è assente. Leigh Bardugo ha confermato che, se Netflix deciderà riprendere la serie per una seconda stagione, Wylan apparirà sul piccolo schermo.

Lunga è la lista delle variazioni tra libri e serie tv. Fortunatamente la maggior parte funziona, anzi riesce a creare un’esperienza migliore rispetto a quella del primo libro della trilogia di Tenebre e Ossa, largamente criticato per i suoi cliché. Aspettiamo solo di vedere come reggeranno i cambiamenti strutturali (specialmente quelli legati ai personaggi di Sei di Corvi) in una seconda stagione, che ci auguriamo arrivi presto!

Vuoi saperne di più su Tenebre e Ossa? Leggi qui la nostra recensione!
Via
Entertainment Tonight

Elena Nonfarmale

Studentessa di lettere e host del podcast comico Interlinea, scrivo articoli quando non sto facendo propaganda di Jane Austen. Per conoscermi basta sapere le mie due frasi più pronunciate: "Leggi La canzone di Achille" e "Leggi Sei di Corvi".

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