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Talisman: troppe espansioni? Don’t panic!

Talisman: lo Stagno Sacro

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Lo Stagno Sacro è un’espansione piccola, che come abbiamo imparato a comprendere si concentrano più sul fornire strumenti per operare correzioni morbide agli aspetti meno riusciti del gioco base, che non sul modificare radicalmente l’esperienza di gioco. È il caso de Lo Stagno Sacro che, oltre a fornire le attese nuove carte finali alternativi, personaggi, magie eccetera, si concentra sulla meccanica delle ricerche dello stregone. Nel gioco base arrivare presso la Caverna dello Stregone consegnava nelle mani dei personaggi una semplice quest da portare a termine. La ricompensa era un ambitissimo Talismano, carta necessaria per accedere alla Regione Interna. Ebbene, ma cosa succede se un personaggio possiede già un Talismano? In buona sostanza, nulla: quell’intera meccanica diventa obsoleta. Lo Stagno Sacro offre una semplice soluzione: un piccolo mazzo di carte Ricompensa, che i personaggi possono decidere di prendere al posto del Talismano quando risolvono le quest dello Stregone.

Si tratta di una soluzione estremamente semplice ed efficace per un problema non particolarmente rilevante, ma se siete in cerca di un’esperienza di gioco completa, vi consigliamo questa espansione. Ne Lo Stagno Sacro c’è anche il primo finale alternativo con la regola speciale “Rivelato”: cioè, anziché lasciarlo coperto e scoprirlo sul finale siete obbligati a rivelarlo all’inizio della partita. Fatta questa scelta il gioco cambia completamente: nel caso di questo specifico finale, l’obbiettivo dei personaggi non è più raggiungere la Corona del Comando e poi uccidere tutti, ma completare almeno quattro quest dello Stregone e poi raggiungere la Corona del Comando.

Talisman: il Drago

Il termine “espansione grossa” non è mai stato più appropriato. Il Drago è un’espansione enorme, con una quantità di materiale e di nuove meccaniche da fare impallidire tutto quanto visto fin qui. Questa volta il tabellone aggiuntivo non è uno degli angoli: piuttosto è una versione alternativa della regione interna, da poggiare al di sopra del tabellone base, in una delle due facce. Il grosso, però, sta nella meccanica dei Signori Draconici, destinata a cambiare radicalmente l’esperienza di gioco. Inizierete la partita con i tre Signori Draconici di fianco al tabellone: si tratta di tre “schede del personaggio”, di cui non esiste la pedina. Questi tre draghi si stanno contendendo il controllo del mondo, e i personaggi con le loro azioni e le loro scelte daranno potere a questo o quel drago. Alla fine della partita il drago che sta dominando in quel momento diventerà il boss da sconfiggere, in una battaglia epica.

Con tutto quello che di buono si può dire su questa espansione -grande quantità di componentistica di qualità, nuove meccaniche, nuovi finali- dobbiamo decisamente mettervi in guardia. Il Drago non è, a differenza de Il Dungeon o Le Lande Montuose, un’espansione facilmente integrabile con il gioco base. Scegliere di fare una partita con Il Drago e le sue meccaniche significa scegliere di giocare se non ad un gioco diverso, comunque ad una variante con un feeling decisamente differente. A nostro parere Il Drago pecca nell’essere troppo complesso e di richiedere ai giocatori di tenere sotto controllo fin troppe parti mobili: ci sono ben tre nuovi mazzi di mostri, ciascuno per ogni drago, le “scaglie” da dover aggiungere al tabellone turno dopo turno, la meccanica del passaggio di autorità da un drago all’altro…il tutto, nella nostra esperienza, si traduce in partite molto più lunghe e “trascinate”, anche a causa dell’incombenza preparatoria di tutta la componentistica dell’espansione che si aggiunge a quella del gioco base. È però vero che Il Drago, come molte delle espansioni, è modulare: anche senza utilizzare tutte le meccaniche, potrete godere dei nuovi personaggi, dei nuovi finali alternativi e della nuova Regione Interna, ottenendone una versione “light”, molto più gestibile. Il nostro consiglio, se state iniziando la collezione, è di indirizzarvi verso le espansioni più core, che aggiustano il tiro dell’esperienza base del gioco.

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Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.

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