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Space Jam – New Legends: il problema non sono le idee | Recensione

Finalmente arriva il sequel di uno dei cult più amati degli anni '90

Ci sono voluti ben venticinque anni per riportare i Looney Tunes sul parquet. Dopo un lunghissimo sviluppo è infatti arrivato anche in Italia Space Jam – New Legends, sequel del cult in tecnica mista degli anni ’90. A ereditare il ruolo di protagonista umano della pellicola da Michael Jordan troviamo un’altra icona della pallacanestro a stelle e strisce ovvero LeBron James. Come se l’è cavata questo grande giocatore al fianco di Bugs Bunny e soci? Vediamolo insieme nella nostra recensione di Space Jam – New Legends!

Recensione Space Jam – New Legends: una nuova sfida ad alto livello

Questo film ruota principalmente intorno al rapporto tra LeBron James e suo figlio Dom. Quest’ultimo, per quanto dotato nel campo del basket, sembra essere interessato più allo sviluppo di videogiochi. Questo, come è facile intuire, va contro i desideri paterni che cerca di spingerlo verso lo sport. Nel tentativo di rinsaldare il rapporto King James porta il figlio agli studi Warner Bros., per un appuntamento semplice che però rivela conseguenze impreviste.

Una macchinazione del malvagio Al G. Ritmo catapulta i due all’interno dei server della compagnia. Qui dovranno scontrarsi in una sfida all’ultimo canestro in una versione ingigantita del videogioco creato dal ragazzo. Ad aiutare LeBron ci saranno le stelle dei Looney Tunes, circondati da un pubblico ricco di personaggi da tutti i grandi franchise e film di Warner Bros. pronti per lo scontro del secolo.

Quella che Space Jam – New Legends propone è una storia relativamente semplice, nascosta dietro un velo di tecnica mista, citazioni e tecnologia. Quante volte abbiamo visto storie di padri e figli chiamati a buttarsi in un’avventura ad alto rischio per superare le proprie differenze e uscirne più forti? Un classico del cinema, soprattutto quello rivolto a un pubblico giovane (come questo film, in fondo).

E così ci troviamo a seguire il percorso di LeBron tra i vari universi del mondo Warner Bros. mentre il malvagio Al G. Ritmo (interpretato da un Don Cheadle eccezionalmente in forma e divertito nel creare un personaggio così sopra le righe) cerca di corrompere il figlio, come una Regina delle Nevi tecnologica. Tuttavia, per quanto semplice c’è qualcosa che non funziona nella narrazione di questo Space Jam – New Legends.

Le idee sono davvero finite? Decisamente no, però…

space jam new legends recensione
© 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

Molto spesso la reazione all’annuncio di un nuovo sequel o reboot, specialmente se a distanza di molto tempo dall’originale, è puntare il dito verso una supposta assenza di idee nel mondo del cinema. Il discorso è ampio e non lo affronteremo qui, ma vale la pena di ricordarlo, perché aiuta a mettere in evidenza il problema di questo film. Che no, non è la mancanza di idee.

Space Jam – New Legends infatti ha al suo interno alcuni piccoli colpi di genio, che sono indubbiamente da elogiare. L’aver coinvolto l’intero universo di Warner Bros. in sé è davvero un’ottima idea. Al di là del gioco di ‘caccia al tesoro’ che in tanti ci siamo messi a fare dopo il primo trailer, offre la possibilità di creare dei momenti davvero convincenti. Si va da scene che sono una combinazione perfetta e facile da immaginare ad altre che ci colpiscono proprio per quanto sono inattese, ma altrettanto precise.

Soprattutto, l’incontro tra mondi differenti non è l’unico espediente utilizzato per colpire lo spettatore. Ci sono diversi momenti che sapranno essere davvero esilaranti, che da soli valgono la visione. Non entriamo nei dettagli per ovvi motivi, ma vi assicuriamo che la sala risuonava di risate a più riprese durante la proiezione. Il problema è che non è sufficiente avere delle buone idee per costruire un film.

Space Jam – New Legends manca di solidità

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© 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

Nonostante uno sviluppo lunghissimo (o forse a causa di esso) questa pellicola sembra il frutto di una lavorazione frettolosa, soprattutto in fase di sceneggiatura. La struttura di base è semplice come dicevamo e questo va benissimo: permette di creare senza troppi sforzi un’impalcatura solida su cui poggiare tutte le gag possibili (che appunto non mancano). Tuttavia non tutto è andato come previsto.

Si può chiudere un occhio sulla computer grafica che alterna momenti decisamente convincenti con altri dove è decisamente più televisiva che cinematografica. Lo stesso si può fare sulle capacità recitative di LeBron James anche perché, con molta ironia, è lui stesso a ricordare nel film che gli atleti al cinema non sempre rendono come sul campo.

Ma anche passando sopra questi aspetti, resta una storia confusa in molte sue parti. La trama avanza a balzelli, passando da una tappa all’altra senza un raccordo funzionale. Il film corre verso il suo finale (peraltro perdendo un po’ di ritmo proprio nella sequenza principale, quella della partita) senza dare troppa spiegazione alle azioni. E questo confonde lo spettatore, che difficilmente si affezionerà ai personaggi.

Lungo tutto il film si accennano possibili archi narrativi e temi da sviluppare, ma questi sono abbandonati a sé stessi e mai davvero esplorati. Il risultato è un finale che non è guadagnato e non soddisfa. Le scene di esultanza per la schiacciata finale di Michael Jordan con il braccio comicamente allungato sono un lontano ricordo.

Space Jam – New Legends, sprazzi di luce ma non di più

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© 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

A conti fatti quindi, questo Space Jam – New Legends vale la visione? Nonostante tutto, secondo noi sì. Per quanto nel complesso sia un film con enormi problemi e che lascia l’amaro in bocca perché aveva tutte le carte in regola per diventare un cult come il suo predecessore, ci sono dei momenti che da soli riescono a farci alzare dalla poltroncina con il sorriso. E poi la sfida tra la Tune Squad e i Monstars è sempre lì ad aspettarci quando vogliamo riviverla…

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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Commenti

  1. Looney Tunes Back in action di Joe Dante secondo me è 3-4 spanne sopra a entrambi i Space Jam però vedo che se ne parla sempre poco

    1. Il motivo per cui se ne parla poco è probabilmente da imputare al fatto che ha fatto la scelta di allontanarsi deliberatamente da Space Jam che, pur con i suoi difetti, era già diventato un piccolo cult. Penso che questo abbia deluso in parte i fan, relegandolo in secondo piano. Non so se lo definirei superiore (non lo rivedo da troppo tempo per poter giudicare chiaramente) però concordo sul fatto che aveva moltissimi meriti. Sicuramente batte questo nuovo capitolo.

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