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Snoopy & Friends: povero Charles

Lo sappiamo: se lo avete già visto o se andrete a vederlo c'è molta probabilità che la pellicola vi diverta. Che la sua storia semplice vi catturi, che vi faccia tornare quando eravate bambini e vi trascini in una calda culla di nostalgia che vi farà uscire con il sorriso. Sarete portati a pensare "che bel film per bambini": buoni sentimenti e spensieratezza. Ci voleva.

Forse tornerete a casa soddisfatti e ritroverete la vostra copertina dei ricordi ad aspettarvi, è possibile e anche molto probabile.
In fondo graficamente è molto accattivante, l'idea di "disegnare" i volti nonostante il 3d sembra molto rispettosa, almeno quanto quella di rappresentare "i sogni" dei protagonisti con il tratto dell'autore. Sembra.
Snoopy & Friends è un semplice prodotto per bambini, una morale c'è ma è lineare e molto prevedibile. A differenza di alcune opere di animazione non possiede più livelli di lettura: quello che vediamo è quello che è.
E questo potrebbe andare bene, potrebbe essere sacrosanto e doveroso che un film per bambini sia impostato in questo modo, non ci sarebbe proprio niente di male. Anzi, forse sarebbe la cosa giusta da fare.
Tuttavia vogliamo farvi riflettere oltre la sentenza "è un film per bambini" e oltre il mero "mi è piaciuto".
La valutazione potrebbe fermarsi lì se ci trovassimo di fronte a un film senza pretese come Hotel Transylvania ma non è questo il caso.
Ci spieghiamo meglio: la pellicola è assolutamente senza pretese, come già detto ci troviamo di fronte a un prodotto per bambini, allora perchè analizzarla come se le avesse?
Ecco, non lo faremo. Quello che proprio non abbiamo digerito è questo: perchè non le ha avute?
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I Peanuts sono nati nel 1950, disegnati e colorati (ogni tanto) ininterrottamente fino al 2000 dal loro creatore Charles M. Schulz che, dopo la sua morte, ha espresso a chiare lettere che nessuno più disegnasse i suoi personaggi per delle strisce.
Durante i loro 50 anni Charlie Brown e Co. hanno visto molto spesso la TV in forma di animazione grazie all'ok dello stesso autore. Dopo la morte di Schulz però i diritti sono passati agli eredi e, sfumatura che non sapremo mai con certezza, anche se nessuna striscia è mai stata più disegnata il film è stato fatto.
Anche dando il beneficio del dubbio agli eredi chiunque conosca un minimo i Peanuts sa che non sono per bambini, la filosofia, il punto di vista anche satirico e molto profondo sulla vita, la società e sull'amore non sono adatti al pubblico al quale si rivolge questa pellicola.
E infatti non c'è niente di tutto questo spessore, la storia base di questo film potrebbe essere "copiata e incollata" su qualsiasi film per ragazzi degli ultimi anni, una storia piatta infarcita (frettolosamente) delle gag più classiche che conosciamo dei personaggi, che magari ci faranno sorridere nostalgicamente come detto sopra, ma che non daranno nessun insegnamento al di là di ciò che vedremo, non ci aiuteranno a pensare come le strisce facevano.
Nessuno pretende che un riadattamento sia la copia esatta del fumetto dal quale prende spunto, ma quando ci troviamo di fronte a un'opera così famosa per la sua profondità e vediamo completamente ignorato il suo concetto chiave ci permettiamo di giudicarla come non riuscita.
Vedere i personaggi dei Peanuts tanto semplificati e in una storia così banale, uccide. Un film dove Linus è ridotto quasi a una comparsa invece che "voce della ragione", dove Lucy non rappresenta l'ira e l'arroganza ma solo una bulletta dimenticabile, dove ciascuno ha la sua gag più famosa da recitare, in fretta però che il film sta finendo. Noi abbiamo visto la malinconia di un lavoro intaccato dal bieco "staccare i biglietti".
Il fatto che la pellicola non insegni niente è esattamente tutto il contrario di quello che i Peanuts sono: nessuna filosofia, nessuna satira e nessun momento malinconico solo gag su gag senza morale se non quella banale "dei buoni sentimenti".
Peanuts non è mai stato "un prodotto" ma un'opera, con questo film e il merchandising è stato trattato come tale. 
Siamo sicuri che la pellicola vi divertirà, magari che vi emozionerà, ma vi sproniamo a pensare a cosa è andato perduto: il suo significato.
Speriamo solo che questa pellicola incuriosisca i bambini abbastanza da cercare le strisce originali.

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Commenti

  1. si tutto e devo dire che la mia opinione ha molti contrasti interni. per alcune cose mi è piaciuto molto, per altre l’ho trovato inconcludente!

  2. 1) Schulz ha chiesto nel suo testamento che non si disegnassero nuove strisce basate sui Peanuts: si brucino i diritti, nessuno doveva permettersi di concepire un film con protagonista anche uno solo dei suoi personaggi.
    2) I Peanuts non sono mai stati per bambini: i bambini che leggevano (o vedevano) i Peanuts erano costantemente istruiti su insegnamenti mai banali (“Il buon vecchio Charlie Brown… quanto lo odio”).
    3) I volti sono stati disegnati su corpi in grafica 3D? Questo dimostra la completa inettitudine di chi ha concepito questo film a comprendere la filosofia di base dei Peanuts che è stata reiterata per l’intero arco narrativo dell’opera: in 50 anni di strisce la cuccia di Snoopy è (quasi) sempre stata disegnata solo lateralmente.
    4) Questo film potrebbe spronare i bambini a leggere le strisce dei Peanuts? Forse, ma è come se si prendesse un gruppo di persone che non hanno mai visto un cartone Disney e per far capire loro lo stile della Disney, come esempio, gli facessero vedere “Gargoyles, il risveglio degli eroi”.

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