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Scream: tornare a Woodsboro | Recensione

Il quinto capitolo della saga ci riporta alle origini, ritrovando il suo spirito

Undici anni dopo l’ultimo film, la saga di Scream torna in sala con un quinto capitolo. Ancora una volta ci ritroviamo al buio della sala a seguire le vicende della cittadina di Woodsboro, tormentata da un nuovo serial killer, nuovamente nascosto dalla terrificante maschera di Ghostface. Un’opera chiamata a un’impresa difficile: riuscire a ritrovare il suo spirito anche senza il suo creatore Wes Craven, scomparso nel 2015. Fortunatamente però, la missione è degnamente compiuta.

L’unicità di Scream nel suo genere

Che la serie di film dedicati agli omicidi di Ghostface sia diversa da tutte le altre che popolano il mondo dell’horror (o dello slasher se vogliamo essere più precisi) è evidente fin dal primo, rivoluzionario capitolo. Scream costruisce un suo piccolo universo di personaggi, un mondo in cui tutti sono fan accaniti dei film dell’orrore, con uno stile tutto suo e un desiderio di giocare con lo spettatore, soprattutto il più appassionato.

Il quinto capitolo che arriva oggi nelle sale ha capito benissimo questo concetto, tanto da ribadirlo direttamente al pubblico. Scream non è un “horror sofisticato” come quelli che sempre più spesso ultimamente stanno arrivando nelle sale. È una saga profondamente immersa nello slasher, tanto da essere capace di guardarsi intorno, riconoscerne i fattori ricorrenti e ballarci sopra.

Tornare ancora una volta a Woodsboro ha il sapore della prima volta quindi. Gli aspetti superficiali ci sono tutti: un killer che tormenta i giovani della cittadina, dei liceali, un mistero nel passato, il sospetto che si aggira tra la gente, la violenza di certe scene… Bastano pochi secondi per ritrovarsi direttamente lì a metà degli anni ’90, ma in un contesto che si è aggiornato dal punto di vista tecnologico.

Ma soprattutto, ritroviamo quel mistico inseguirsi di citazioni e metanarrazione che è la chiave del successo di Scream. Una danza che vede i nostri personaggi muoversi sul sottile filo tra l’essere consapevoli di essere in un film horror e il non rompere mai la quarta parete. E qui e lì scappano anche omaggi ricercati a classici dell’horror, che sarà divertente andare a scovare nel dettaglio in future visioni.

E non dimentichiamo l’anima thriller

scream 5 recensione
Paramount Pictures | Spyglass Media Group

Al di là del suo spirito meta, Scream si è sempre distinto anche per la capacità di creare un caso complesso da risolvere che coinvolge lo spettatore. Un whodunit terrificante, che fa di tutto per disorientarci e confonderci. Fin dai primi secondi ci chiediamo chi possa nascondersi dietro la maschera di Ghostface, iniziando a fare ipotesi e lanciando accuse, solo per scoprire di essere stati ingannati, volta dopo volta.

Naturalmente non vi riveleremo chi sia il colpevole in questa occasione. Ce l’ha ordinato proprio il killer in un video prima della proiezione e preferiamo non irritarlo. Ma possiamo assicurarvi che anche in questo Scream ci si trova a dubitare di tutti, cambiando teorie ogni minuto, senza neanche la possibilità di poter barare, riflettendo su archetipi narrativi. Perché gli autori sanno esattamente cosa stai pensando e sono due mosse più avanti di te.

La tensione in questo film cresce anche proprio grazie al suo essere pienamente consapevole degli spettatori che ha davanti. Il pubblico, che sia un appassionato di horror o un novizio, ha ormai assorbito alcuni tratti ricorrenti e sa cosa aspettarsi. Così Scream mette a frutto proprio questa opportunità, mettendoci davanti a situazioni note, di cui ci aspettiamo le conseguenze per poi strapparcele sotto il naso. Quando poi pensiamo di aver capito il gioco e orgogliosi di ciò abbassiamo la guardia, il film ci colpisce più duro che mai.

Ed è così che il quinto capitolo riesce davvero a recuperare l’anima del primo, diventando un’operazione riuscita. Riesce a essere al contempo celebrativo e iconoclasta, ribaltando tutte le nostre aspettative e confermandole. Forse non sarà rivoluzionario come allora, anche perché il contesto è cambiato, ma è comunque ben lontano da un prodotto pigro o snaturante.

Scream vi farà saltare sulla sedia, ancora una volta

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Paramount Pictures | Spyglass Media Group

Paradossalmente forse l’aspetto che meno funziona sono i personaggi originali. Sarebbe stato impossibile fare questo film senza Sidney, Gale e Linus, lo sappiamo benissimo. Tuttavia non riescono a brillare come dovrebbero e quando il film inizia davvero a correre sulle proprie gambe, risultano quasi di troppo. Detto ciò per chi ha amato i film originali come noi, rivedere ancora una volta quel trio sul grande schermo è un’emozione irrinunciabile.

Per il resto, questo quinto capitolo di Scream ci ha lasciato decisamente convinti. Nonostante tutte le difficoltà dell’operazione, il rischio di intaccare una storia straordinaria e il doverlo fare senza poter coinvolgere chi ha dato il via al tutto, la missione è compiuta, regalando un’aggiunta alla saga che convincerà i vecchi fan e potrebbe anche crearne di nuovi. Ghostface è tornato. Ripassate la storia dei film horror e fate attenzione quando rispondete al telefono…

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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