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Salt and Sanctuary: Dark Souls incontra Castlevania

La serie, o forse è meglio dire le serie, ideate da From Software negli ultimi anni hanno sicuramente influenzato il mondo dei videogiochi in modo positivo. Quando ormai la tendenza dei “giochi che si giocano da soli”-  per quanto concerne il livello di difficoltà -, è diventata la norma, arrivò a sorpresa sul mercato prima Demon’s Soul e poi l’osannata saga di Dark Souls, di cui ormai è uscito il terzo capitolo. Con questa serie venne riportato in auge un gameplay difficile e punitivo, ma mai veramente frustrante. Molti si arresero e lasciarono perdere etichettandola come troppo difficile, ma chi invece continuò senza arrendersi ritrovò nel gioco una soddisfazione ormai dimenticata, ovvero quella di superare sfide all'apparenza impossibili solo grazie alle proprie forze. Ovviamente un fenomeno simile non poteva restare isolato e dopo il capostipite di From Software iniziarono timidamente a farsi strada nuovi titoli ad esso ispirati.

Oggi vi vogliamo parlare di uno di questi, ovvero Salt and Sanctuary di Ska Studios, un gioco fatto da solamente due persone, due coniugi per la precisione, che hanno saputo tirar fuori questa piccola perla. Il gioco è disponibile attualmente solo su Playstation 4, ma è prevista per il futuro una release anche su PC e Playstation Vita. 

Salt and Sanctuary è, senza mezzi termini, un Dark Souls in 2D; tutte le meccaniche illustri del fratello maggiore in 3D le ritroviamo qui riadattate o praticamente uguali. Avremo i santuari, che sono il corrispettivo dei falò, dove potremo curare e far livellare il nostro personaggio. 
Saliremo di livello utilizzando il sale, l’equivalente delle anime, ottenibile uccidendo i vari nemici sparsi nelle aree di gioco. Queste le meccaniche alla base del titolo, come il nome del gioco denota. 
Ma i rimandi al sistema di Dark Souls non si fermano qui: il sistema di equipaggiamento tiene presente il peso di ogni pezzo indossato, il che influisce sulla velocità di movimento e di schivata; le armi possono essere potenziate e trasformate in altre più potenti con le parti dei boss; a ogni morte perderemo il sale accumulato e dovremo tornare sul posto della nostra dipartita per riprendercelo, mentre in caso di un’ulteriore morte lo perderemo definitivamente. 
Queste e tante altre piccole cose ci ricordano i vari Dark Souls o Bloodborne. Ma se, detto così, questo gioco può sembrare un copia e incolla in salsa 2D dei già citati titoli, in realtà scopriamo che Salt and Sanctuary offre molto di più, donandoci un gioco con una propria personalità che ci terrà incollati allo schermo per le 25 ore di gioco circa che serviranno per completarlo. 
Oltre alle già citate meccaniche si aggiunge anche una forte componente in stile Metroidvania, con fasi platform ben realizzate e tanti segreti sparsi in ogni livello. Molti di essi non non saranno ottenibili sin da subito, ma dovremo sbloccare dei poteri speciali chiamati Brand, che ci permetteranno azioni quali l’inversione della gravità o la possibilità di saltare sui muri, capacità che ci consentiranno di arrivare in aree prima inaccessibili. Questo ci spingerà a rivisitare anche le vecchie zone per trovare tutti gli oggetti segreti. Il mix fra le fasi di esplorazione e di combattimento è ben riuscito, anche grazie alla varietà di situazioni che tendono a non annoiare mai il giocatore.

Il sistema di crescita del personaggio differisce dai Souls grazie alla presenza di una sferografia dove potremo distribuire i punti guadagnati a ogni passaggio di livello. Partendo dalla scelta di una classe base all'inizio del gioco, potremo poi proseguire il nostro percorso all'interno della sferografia, decidendo se rimanere fedeli alla nostra scelta iniziale o spaziare in altri campi. Dunque potrete diventare un potente guerriero corazzato, solo forza e ignoranza, oppure optare per una versione più agile basata su daghe e armature leggere, o ancora un mix fra guerriero e mago in grado di castare anche qualche magia per salvarsi dalle brutte situazioni. 

Insomma, sta a noi decidere la direzione da intraprendere. 
La difficoltà del titolo è piuttosto elevata. Non raggiunge i livelli dei Souls, anche grazie al limite delle due dimensioni che rende più prevedibili gli attacchi dei nemici, ma sicuramente faticherete non poco per battere certi boss. 
I boss sono, come ci si poteva aspettare, il fiore all'occhiello di questo gioco. In totale sono oltre una ventina e i combattimenti contro di loro saranno molto vari ed emozionanti e indubbiamente dovremo impegnarci molto per batterli.

Parlando della storia, vediamo come anche in Salt and Sanctuary la narrazione sia appena accennata, dipanandosi più che altro attraverso le descrizioni degli oggetti e dei nemici e solo sommariamente nei dialoghi con i pochi PNG presenti. Una nota doverosa da fare: non giocatelo in italiano! La traduzione è chiaramente fatta con Google Translator o programmi simili, come stessa ammissione degli sviluppatori, per mancanza di forza lavoro e budget, rendendo il gioco davvero incomprensibile. 

Vi consigliamo dunque di cambiare la lingua del sistema in inglese, se volete capirci qualcosa. Se però avete voglia di farvi quattro risate con un amico, potrete poi rigiocarlo in italiano, seguendo una storia che va molto ad interpretazione personale. 
In uno dei primissimi dialoghi del gioco, ad esempio, in italiano sembra si parli del rapimento di Madonna, e qui sorge il dubbio che la famosa cantante sia stata rapita e il nostro compito sia quello di salvarla. 
Abbiamo accennato alla presenza dei vostri amici non a caso, infatti esiste una modalità co-op. Sfortunatamente è fruibile solo in locale, non lasciando spazio a funzioni online. 
Dal punto di vista grafico, il titolo è soddisfacente, con un buon livello di animazioni sia dei personaggi sia dei nemici, che hanno un moveset piuttosto variegato. 
Il design dei diversi personaggi umani è un po’ troppo ripetitivo, rendendoli tutti simili tra loro e dando così l’idea di poca varietà nei modelli. Ottimo invece quello dei nemici, specialmente di alcuni boss dal concetto interessante. 
Le ambientazioni sono ben dettagliate e mantengono una certa varietà, dettata da colorazioni scure che si sposano bene con l’atmosfera del gioco. Le musiche sono per lo più assenti, lasciando spazio ai rumori ambientali, ma entrando di prepotenza durante gli scontri con i boss, con un timbro rockeggiante.

Salt and Sanctuary è dunque un ottimo gioco che prende molto dai vari Dark Souls, ma che non si ferma al semplice copia e incolla ma dà una propria personalità alle meccaniche, così da risultare un’esperienza a sé stante. 

Se amate i giochi di From Software sicuramente questo titolo non vi deluderà.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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