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Raya e l’ultimo drago: la via dei draghi | Recensione

Abbiamo visto in anteprima il nuovo film Disney e vi raccontiamo il nostro parere

Raya e l’ultimo drago è l’ultima fatica dei Walt Disney Animation Studios. Un nuovo titolo che si aggiunge all’elenco dei Classici Disney, che debutta proprio oggi su Disney+ nella particolare formula dell’accesso VIP. Si tratta di una fiaba fantasy che ci trasporta in un mondo tutto da scoprire, ispirato ai popoli dell’Asia sudorientale. Noi abbiamo avuto l’opportunità di vederlo in anteprima e siamo pronti a raccontarvi cosa ne pensiamo.

Di che cosa parla Raya e l’ultimo drago?

Una minaccia terribile travolge il regno di Kumandra, un mondo abitato da uomini e draghi. Una forza malvagia emerge, che trasforma gli abitanti del Regno in statue di pietra, mettendo a rischio l’intera civiltà. Saranno proprio i draghi a salvare il mondo, grazie all’estremo sacrificio di Sisu, l’ultima sopravvissuta della loro razza. A testimonianza e protezione, lasciano una Gemma preziosa, simbolo del potere di queste creature.

500 anni dopo, Kumandra non esiste più. Il mondo si è diviso in cinque regni, chiusi su sé stessi e diffidenti delle altre popolazioni. Il progetto del leader delle Terre del Cuore di riunirli fallisce tragicamente e toccherà a sua figlia Raya imbarcarsi in un viaggio pericoloso, alla ricerca della leggendaria Sisu, l’unica in grado di riportare l’ordine e sconfiggere il temibile nemico riemerso dal passato…

Quella al centro di Raya e l’ultimo drago è una storia molto semplice, soprattutto nella sua prima parte. Il percorso della protagonista è lineare, guidandola attraverso diverse avventure per giungere al compimento della sua quest, crescendo passo passo.

A renderlo davvero interessante è il lavoro di world building che lo accompagna, forse uno dei più complessi di epoca recente per Disney. Pur partendo da un modello classico e schematico, si scende in discreta profondità, creando realtà concretamente diverse e dotate di tradizioni, costumi e termini caratteristici. Non si tratta semplicemente di cambiare nome a luoghi reali, idealizzarli e condire con magia e creature curiose. Kumandra è un luogo a sé, con una propria essenza, concettualmente più vicino alle ambientazioni dei giochi di ruolo fantasy che ad Arendelle o all’impero Inca di Kuzco per restare in casa Disney.

Tanti personaggi da unire

raya e sisu
© 2021 Disney. All Rights Reserved.

Sarebbe facile fare ironia sulle (superficiali, sia chiaro) somiglianze tra Raya e l’ultimo drago e il celeberrimo scontro tra gli eroi Marvel e Thanos. Dal ruolo centrale giocato dalla Gemma del Drago al gap temporale che si inserisce poco dopo il prologo, si possono trovare diversi buffi collegamenti. C’è però una lezione importante che Raya impara dai ‘cugini’, essendo sempre sotto il cappello Disney, Avengers: l’importanza di essere uniti.

È proprio questo il fil rouge che seguono le avventure della protagonista, che passo dopo passo incontra nuove figure sul suo percorso. Ciascuna di queste ha le proprie motivazioni, è di estrazione completamente diversa e una storia propria, sebbene in qualche modo accomunate dalla tragedia. Ed è questa vicinanza, questo insieme di anime che permette di proseguire nel viaggio, non l’abilità di Raya nel combattimento o la sua spada (che però va detto è davvero splendida).

Non è un semplice “l’unione fa la forza“, però. Raya e l’ultimo drago si concentra su quanto aprirsi agli altri sia rischioso e richieda uno sforzo personale, per superare le proprie barriere. È solo quando davvero si è pronti a dare una chance, ad accogliere, a capire l’altro che si riesce a trasformarsi e migliorare. Un messaggio chiaro che è indirettamente rivolto anche al nostro mondo, senza necessariamente diventare esplicitamente politico.

Raya e l’ultimo drago costituisce un mix eterogeneo

raya e la rivale si scontrano
© 2021 Disney. All Rights Reserved.

Quello che più caratterizza Raya e l’ultimo drago è probabilmente la sua trasformazione costante. Lungo il corso dell’opera c’è un continuo rinnovamento e cambiamento, complice anche la parziale coralità del racconto. Le figure intorno a Raya non sono semplici spalle, ma sono veri e propri personaggi, dotati di caratterizzazioni variamente elaborate.

Ma la varietà si esprime anche attraverso le diverse location che la giovane attraversa nella sua avventura. Ognuno dei regni di Kumandra è un proprio bioma, con una sua società, costumi, stile e ambientazione. La via dei draghi porta la nostra eroina in luoghi differenti, dal deserto alle foreste innevate, sempre portate in vita magistralmente dagli animatori Disney e soprattutto accompagnate da una colonna sonora eccezionale, che migliora minuto dopo minuto.

E ancora, il mix eterogeneo di Raya e l’ultimo drago si concretizza anche nell’uso di tanti registri. C’è una continua alternanza di atmosfere, affiancando il gusto dei film di avventura classici alla comicità slapstick per i più piccoli, intrecciando anche tematiche e toni più adulti e drammatici.

Questi a volte si amalgamano alla perfezione, altre volte meno bisogna ammetterlo. Ci sono però anche casi in cui proprio questa differenza sensibile di tono ha un valore in sé. Non mancano le occasioni in cui un brusco cambio di atmosfera viene sfruttato proprio per dare ancora più intensità alla scena, arrivando all’improvviso e inatteso. Anche per questo, il risultato finale è nel complesso positivo.

Raya e l’ultimo drago è promosso, anche se poteva dare di più

Raya e l'ultimo drago il panorama
© 2020 Disney. All Rights Reserved.

Questo film non è il miglior prodotto Walt Disney Animation Studios degli ultimi anni, ma si trova senza dubbio nella parte superiore della classifica. Forse avrebbe giovato di un ultimo lavoro di riscrittura o semplicemente qualche minuto in più (sebbene sia già leggermente sopra la media delle opere dello studio) per approfondire ulteriormente alcuni aspetti che avrebbero meritato più spazio.

Chissà che il suo debutto non programmato su Disney+ non possa fare proprio da apripista a futuri progetti paralleli sulla piattaforma. Il regno di Kumandra è ampio e affascinante come dicevamo e sembra essere l’ambientazione ideale per una serialità, che sia sul piccolo o grande schermo.

Al di là di sviluppi futuri comunque Raya e l’ultimo drago è un’opera apprezzabile, più dai giovani fan dello studio che dagli appassionati più cresciuti. Sarà sicuramente protagonista di una piacevole visione domestica per le famiglie che vorranno approfittare dell’accesso VIP su Disney+. Nell’attesa in cui sarà possibile (ri)scoprire quei fantastici panorami anche sul grande schermo.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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