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Race for the Galaxy: un universo in un mazzo di carte

La conquista dello spazio non è mai stata facile. Bisogna scegliere quali pianeti colonizzare, quando esplorarli, quali risorse consumare e quali commerciare, tutto in maniera più efficiente rispetto  agli avversari. Race for the Galaxy traduce tutto questo in un gioco di carte. Ideato da Thomas Lehmann e distribuito da Rio Grande Games e, nella versione italiana, da Giochix.it.
Lo scopo del gioco è di accumulare Punti Vittoria colonizzando pianeti e costruendovi strutture. Il gioco termina quando, alla fine di un round, un giocatore ha posizionato nella propria area 12 o più carte. Esiste un numero finito di Punti Vittoria a disposizione, variabile in base al numero dei giocatori. Anche quando i punti sono terminati il gioco finisce.
Pur non essendo recente, è infatti del 2007, questo gioco ha una serie di caratteristiche che lo rendono un classico senza tempo.
Anzitutto, ogni round vedrà lo svolgimento di una parte delle azioni disponibili, dettata dalle scelte fatte dai ciascun giocatore. Ogni giocatore ha infatti un mazzo di 7 carte, uguale per tutti: le Carte Azione. Queste rappresentano le varie fasi del round (Esplorazione, Progresso, Colonizzazione, Consumo Risorse e Produzione). All’inizio di ogni round, ciascun giocatore sceglie segretamente e contemporaneamente agli altri una delle proprie Carte Azione e la mette coperta davanti a sé. Quando tutti hanno scelto, le carte vengono rivelate. Si svolgeranno solo le fasi di gioco delle carte selezionate, nell’ordine riportato sulle stesse Carte Azione.
Terminato lo svolgimento delle varie fasi del round, i giocatori scartano carte fino ad averne in mano 10. Quindi si controlla se una delle condizioni di fine partita è stata raggiunta.

Fasi di gioco possibili in ogni round

Vediamo le cinque fasi in ordine:
  1. Esplorazione: i giocatori pescano delle carte dal mazzo comune, ne scelgono alcune e scartano le altre. Ogni giocatore ha a disposizione due carte esplorazione, che permettono di pescare un diverso numero di carte.
  2. Progresso: ogni giocatore può piazzare di fronte a se una Carta Sviluppo. Queste hanno un’icona a forma di rombo che circonda il costo di produzione della carta stessa. Per giocare questa carta, il giocatore dovrà scartare dalla propria mano un numero di carte pari al costo richiesto. I giocatori che hanno utilizzato la Carta Azione Progresso avranno uno sconto nel costo.
  3. Colonizzazione: la terza fase permette di piazzare una Carta Pianeta dalla propria mano. Anche qui sarà necessario scartare un numero di carte dalla propria mano pari al costo del pianeta. Il giocatore che ha utilizzato la carta colonizzazione potrà inoltre pescare una carta dal mazzo.
  4. Consumo Risorse: ogni pianeta produce una risorse tra 4 tipi diversi. In questa fase i giocatori devono utilizzare i poteri delle carte piazzate precedentemente per consumare le risorse. Così guadagnano Punti Vittoria o carte. Le risorse vengono rappresentate con carte prese dallo stesso mazzo comune e poste a faccia in giù sotto il pianeta, ma lo vedremo nella prossima fase. Ogni giocatore ha a disposizione due carte Consumo Risorse. Una di queste è il Commercio, che permette di vendere una risorsa e pescare un numero di carte variabile a seconda del tipo di risorsa scartata.
  5. Produzione: come già detto, ciascun pianeta produce risorse di un tipo tra quattro, identificato dal colore segnato sul pianeta produttore. Per produrre risorse, ogni giocatore prende dal mazzo una carta e la infila a faccia in giù sotto il pianeta che produce quella determinata risorsa.

Particolarità di Race for the Galaxy

Le particolarità di questo gioco sono molte.
Anzitutto l’importanza di scegliere con attenzione quale Carta Azione selezionare a inizio di ciascun round. Prestare attenzione al gioco degli avversari, intuendo le loro mosse permette di aumentare l’efficacia del proprio round.
Una seconda particolarità è dettata dal fatto che ogni carta può essere piazzata sul tavolo, essere scartata come moneta con cui pagare i costi di posizionamento, oppure posizionata come risorsa. Questo crea molta variabilità: in una partita una carta può diventare il motore delle nostre azioni, ma in quella successiva essere inutile ed essere scartata, ed in una terza finire coperta come risorsa.
Pur avendo un numero limitato di carte, poco più di un centinaio, è difficile vederle tutte in poche partite.
Un’altra particolarità di questo gioco è l’incredibile abbondanza di simboli. Tutte le regole e le interazioni sono riassunte attraverso simboli sulle carte. L’impatto iniziale è quasi spaventoso, ma bastano un paio di partite per capire la filosofia dei simboli e padroneggiare le carte in maniera completa.

Conclusioni

Tutto ciò fa di Race for the Galaxy un gioco semplice ma non banale. La struttura dei round, pur essendo ripetitiva nella meccanica (scegli la carta azione, svolgi tutte le azioni scelte) varia a seconda della situazione, richiedendo una certa attenzione. L’utilizzo delle carte come moneta per costruire altre carte metterà i giocatore di fronte alla scelta di quale tra le carte che vorrebbe costruire deve invece scartare. Infine, la struttura a simboli delle carte comporta un certo grado di attenzione per poter sfruttare appieno le interazioni che si generano tra i vari effetti.
Rio Grande Games Race For The Galaxy Card Game
  • 30-60 minuti di gioco
  • 2-4 giocatori
  • Età consigliata: 12 anni
  • Istruzioni in inglese

Alessio Riccardi

Amante di giochi da tavolo, giocatore di Magic della prima ora, divoratore compulsivo di mostre. Se c'è un gioco da tavolo nelle sue vicinanze, probabilmente vi inviterà a fare una partita insieme!

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