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Pokémon Quest: cubetti free-to-start

Dopo aver droppato la bomba dell'ottava generazione Pokémon attesa per il 2019 e l'annuncio dei due spin-off Pokémon Let's Go! Pikachu e Pokémon Let's Go! Eevee per il novembre 2018, Nintendo ha sorpreso tutti i fan rilasciando un gioco gratuito su e-Shop.
Pokémon Quest, questo il titolo, è un gioco free to start che ha come protagonisti i mostriciattoli tascabili: scopo del giocatore è esplorare l'Isola Cubetti, facendo amicizia con i pokémon che la abitano tramite la preparazione di speciali pietanze e ricette. Di fatto la trama si ferma qui.
Iniziamo col dire che la grafica cubettosa ricorda molto Minecraft (similitudine che leggerete ovunque) e, sebbene contribuisca a dare al tutto un'aura leggermente infantile, nel complesso risulta piuttosto carina. All'inizio del gioco il protagonista può scegliere un pokémon tra i tre starter classici (Squirtle, Bulbasaur, Charmander), Pikachu o Eevee per iniziare la sua esplorazione. Il pokémon verrà quindi lasciato libero di vagare nell'isola, e il player dovrà solamente, se la situazione lo richiede, ordinargli di effettuare degli attacchi che possano sconfiggere gli esemplari che si troveranno sulla sua strada. Oltre a ciò potrà raccogliere degli strumenti che gli consentiranno di preparare delle pietanze utili a fare amicizia con gli avversari, fino a formare una squadra di massimo tre esemplari. L'interazione del giocatore, come vedete, è veramente minima, e ben diversa dagli altri capitoli della serie (spin-off in primis): dopo un po' di curiosità iniziale vi capiterà sempre più spesso di dare i vostri comandi lasciando semplicemente vagare la squadra. In questo senso, alla lunga il tutto può annoiare con grande facilità.
Dunque, si tratta di un gioco free-to-start, ciò significa che il giocatore è invitato a svolgere delle microtransazioni. I pokémon infatti possiedono una sorta di "batteria" a quattro livelli: con il progredire dell'esplorazione ciascuno di questi livelli si scarica, e una volta scaricati tutti e quattro occorrerà lasciar passare mezz'ora per il recupero di ognuno di essi – il recupero sarà istantaneo, invece, spendendo una determinata somma. Altrettanto, alcuni oggetti che possono essere acquistati nello store tramite denaro reale possono essere utilizzati per decorare la vostra base, andando a incrementare alcune delle vostre statistiche.
Nonostante questo, Pokémon Quest risulta usabilissimo anche senza effettuare microtransazioni, e anzi, a differenza di altri giochi dello stesso genere ha come lato positivo di non ricordare costantemente al giocatore che, se vuole, può ridurre l'attesa o migliorare il suo modo di giocare se spende una qualche modica cifra.
Insomma, che dire? Come recita il proverbio, a caval donato non si guarda in bocca, e Pokémon Quest è, in effetti, godibile anche senza effettuare microtransazioni di sorta. Alla fine della fiera però si sente che è un titolo pensato soprattutto per mobile, il tipico gioco da aprire per cinque minuti quando ci si trova alla fermata del bus e del quale poi ci si dimentica fino alla prossima pausa. Vedremo quando, a fine giugno, verrà diffusa anche la versione per cellulari.

Francesca Menta

Nella vita legge fumetti, guarda cartoni e fa altre cose noiose e banali che non vale la pena menzionare. Allenatrice di Pokémon dal 1999. A quanto pare adesso recensisce anche videogiochi, coronando il sogno di una vita: poter gridare con fare oltraggiato "Lo sto facendo per LAVORO" ogni qualvolta viene trovata di fronte ad una console.

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