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Orgoglio Nerd VS Raptor Genetix

Non importa quanto l'estate possa essere calda o quanto ci si sia stancati durante l'anno, nel momento in cui ti viene proposto di andare a Gardaland la risposta è spesso e volentieri un bel “Sì!!”, con tanto di doppio punto esclamativo. 
Così è successo anche a noi della redazione che, appena ne abbiamo avuto occasione, ci siamo diretti verso il rinomato parco divertimenti veneto, perfino il Direttore è venuto con noi, ecco qui la prova.
In una location molto vasta e pittoresca si hanno a disposizione numerose attrazioni di ogni tipologia, dalle più tranquille come la classica giostra con i cavalli e le carrozze, a quelle tanto adrenaliniche da toglierti il respiro. Non possiamo certo nascondervi che queste ultime siano proprio le nostre preferite, per questo l'attenzione è stata catalizzata dalla nuova emozionante attrazione di Gardaland: il Raptor.
Quanti non hanno visto almeno una volta nella vita Jurassic Park? I dinosauri enormi e feroci, le gabbie dalle sbarre piegate o addirittura divelte, la concitazione, l'ansia, il cuore in gola…
Ecco, questo è solo un accenno di quello che ci siamo trovati davanti quando abbiamo deciso di portare i nostri passi verso le postazioni a sedere che ci hanno lanciato nell'avventura. Si avanza circondati da cancellate che paiono adatte a tenere al sicuro da un qualche misterioso pericolo che dall'esterno ci minaccia, un pericolo che non possiamo vedere ma che sappiamo essere là fuori tra la vegetazione, oltre le casse ribaltate.
Quindi, quando giunge il nostro turno, procediamo in una costruzione che è un incrocio tra un hangar e una base operativa, tra luci basse e fredde, muri spessi e spogli tranne che per qualche indicazione in vernice gialla che ci avverte della direzione e del pericolo che ci circonda. L'adrenalina già ci scorre nelle vene perchè sappiamo cosa sta per succedere e l'attesa è sempre pregna di aspettativa, soprattutto dopo aver sentito le urla divertite/disperate di coloro che ci hanno preceduto. Per non parlare del fatto che quasi da ogni angolo del parco divertimenti è possibile vedere i giri impossibili compiuti dall'attrazione, con le persone sballottate a destra e manca, sospese a testa in giù e lanciate a velocità improponibili. 
Insomma, tutto ci fa dedurre che sarà un'esperienza indimenticabile.
Allacciate le cinture non possiamo fare a meno di muovere le gambe e osservare i nostri piedi che penzolano nel vuoto, un po' come nel Blue tornado, anche se sul Raptor è come stare appesi alle ali di un'enorme creatura. 
Quando la struttura comincia a muoversi il silenzio cala, tutti attendono il momento fatidico. 
La salita è lenta tanto da provocare quasi sofferenza: ci cuociono a fuoco lento prima di darci in pasto all'incendio vero e proprio. La prima discesa è letteralmente una caduta libera, e urlare a squarciagola viene naturale come respirare, anzi forse anche di più.
Curve impossibili, ostacoli sulla strada e il continuo terrore di andare a sbatterci contro, evitarli per un pelo ma non avere il tempo né la forza per sospirare perché il mondo ti vortica attorno e il cervello ti va in tilt.
Poi tutto finisce e vorresti controllare di avere ancora il cuore nella cassa toracica e le gambe attaccate al bacino. Muovere qualche passo una volta scesi è un'esperienza interessante, la terra sembra più solida di quanto abbiamo mai sperimentato.
C'è solo una cosa da fare dopo aver guadagnato l'uscita (ed eventualmente aver acquistato la foto con le peggiori espressioni che potremmo mai aver fatto nella nostra vita) e scommetto che avete già capito cos'è: ovviamente ricominciare tutto da capo, per rifare il giro una, due, tre volte…
Almeno tante volte quante il nostro corpo riesce a sopportare.
Un'esperienza a misura di Nerd, che forze oscure sono perfino riuscite a rinchiudere in un fumetto!

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