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NSF: Speciale Giordania 3/3, con Comics&Science al Sesame Research Centre

Concludiamo il nostro speciale Giordania all'interno della rubrica Comics&Science con un tema del quale molto probabilmente ci sentirete ancora parlare. Prendetela come una conclusione e un’anteprima allo stesso tempo. 
Vi abbiamo raccontato i punti salienti del nostro viaggio, vi abbiamo descritto il cibo fantastico che abbiamo mangiato, ma il nostro cuoricino nerd è stato particolarmente colpito da un altro aspetto del nostro Nerd Senza Frontiere Scouting Tour in Giordania, e non vedevamo l’ora di raccontarvelo. 
In una soleggiata domenica pomeriggio il nostro pulmino bianco ci ha lasciati davanti ai cancelli di una curiosa struttura appena fuori Amman. Persino le nostre guide locali erano un po’ stupite dalla sua esistenza, e confuse dal nostro interesse in merito a questo Sesame International Research Center. Noi eravamo sicuri di essere nel posto giusto però, e come dei piccoli Indiana Jones della scienza abbiamo trovato le risposte che stavamo cercando nella figura del Dr. Giorgio Paolucci, Direttore Scientifico di questo Laboratorio di Luce di Sincrotrone per la Scienza Sperimentale. 
Sostanzialmente l’intera struttura, ancora in fase di sviluppo, orbita attorno ad un acceleratore di elettroni. La radiazione che viene prodotta tramite questa complessa tecnica è molto particolare e viene utilizzata come strumento di indagine estremamente preciso, che può dare informazioni addirittura a livello atomico sulla composizione di un determinato campione. Come una radiografia, soltanto decisamente più complicata da realizzare. I campi di applicazione sono un’infinità: fisica, chimica, biologia, scienze dei materiali, medicina…
Chi ha familiarità con l’argomento forse riconoscerà un’analogia con il tipo di ricerca svolto al CERN di Ginevra. Non a caso i due laboratori sono associati, ma torneremo più avanti su questo aspetto. La differenza sta nel tipo di particelle che vengono accelerate: al CERN si accelerano protoni, al Sesame elettroni. Ciò è importante poiché la quantità di radiazione emessa dipende dalla massa della particella accelerata, differente nei due tipi di particelle.
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Tecnicismi a parte, vi starete chiedendo perché un laboratorio del genere è in Giordania. Noi ce lo siamo chiesto. 
In realtà non si tratta semplicemente di un laboratorio fra tanti ma dell’unico laboratorio del suo genere presente nel Medio Oriente. Solo una sessantina ne esistono al mondo. 
Tutto è iniziato negli anni ’90 con la fondazione di un’organizzazione intergovernativa fra 9 membri: Bahrain, Iran, Israele, Pakistan, Giordania,Turchia, Cipro, Egitto, Autorità Palestinesi e Israele. Lo scopo era quello di richiamare in questa zona del mondo un po’ di studiosi e ricercatori emigrati altrove, sfruttando un acceleratore dismesso da un laboratorio tedesco. Si è deciso successivamente di ampliare questo strumento per attirare il maggior numero possibile di tecnici e scienziati. Mancava soltanto una location. Qui le cose si sono un po’ complicate: per via delle difficili condizioni geopolitiche di questa zona soltanto quattro dei paesi membri garantivano il libero accesso agli abitanti di tutti gli altri. Fra questi candidati la Giordania è stata quella che più si è resa disponibile ad investire nel progetto, ed è quindi stata selezionata. 
Oltre a questi membri ci sono tutta una serie di paesi ed organizzazioni “osservatori” del progetto Sesame, che hanno contribuito economicamente, in termini di supporto e di fornitura di strumentazione. In particolare fra questi troviamo quasi tutti i paesi europei (fra cui naturalmente l’Italia, in particolare l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Cina, USA, Russia, Giappone, l’Unesco e l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica). 
Al momento lo staff, composto da quaranta persone, è quasi esclusivamente proveniente dai nove paesi citati, e si conta di triplicarlo nel giro di cinque anni. L’importanza di tutto questo è cruciale se la si pone nel contesto geografico e politico in cui ci troviamo. La scienza non è più soltanto avanzamento tecnologico, progresso nella ricerca e posti di lavoro in una zona che sicuramente ne ha bisogno, ma anche un linguaggio tramite il quale paesi normalmente in conflitto, o comunque fra i quali il dialogo è difficile, possono parlare. Diventa chiara quindi l’importanza di un laboratorio di ricerca avanzato come il Sesame, e soprattutto condiviso fra una moltitudine di paesi del Medio Oriente. 
Testi di Giada Rossi (OrgoglioNerd)
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