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Mr.Holmes: un cambiamento drastico

Quando qualcuno sceglie di fare proprio e rivisitare un personaggio che ormai è quasi leggenda, è sempre difficile determinare se gli abbia reso onore. Ognuno di noi si fa un’idea tutta propria dei personaggi che ama. Essi finiscono per vivere la stessa avventura in una moltitudine di modi diversi, nel cuore di chi ascolta le loro storie, e Sherlock Holmes è di sicuro il personaggio letterario che la sa più lunga in merito. Ogni volta che nasce un nuovo Holmes si alza il polverone del “non è fedele al canone!”, ma già fra le mani di Conan Doyle il povero Sherlock Holmes ha passato delle belle disavventure in quanto a continuità, coerenza del personaggio e simili aspetti che vengono messi in tavola in questi casi. 
Non siamo qui per parlare di Arthur Conan Doyle e delle sue stranezze, bensì del recentissimo Mr. Holmes, in cui Ian McKellen interpreta il grande detective, tuttavia è necessario fare presente quante licenze poetiche si sia preso il suo creatore per primo, per mettere nella giusta luce ogni critica alla “coerenza” del personaggio costruito, in questo caso, dal regista Bill Condon
La prima cosa che salta all’occhio di un neofita di Holmes è sicuramente la sua insolita età di oltre 80 anni, e il fatto che non pratichi più la professione da circa 35. D’altra parte, la cosa che stupirà di più chi ha alle spalle qualche altra esperienza holmesiana è probabilmente la mancanza di Watson. Le due cose sono strettamente collegate, anche se è difficile dire quale sia causa e quale conseguenza. Watson (quasi) non appare nella pellicola perché è già morto da lunghi anni, ma manca anche nella vita di Holmes come figura del passato. Certo, l’anziano detective lo nomina, ma non trasmette affatto il profondo legame di amicizia a cui il canone e quasi ogni adattamento seguente ci ha abituati. Watson è irrilevante, a dir poco. Di conseguenza mancherebbe quell’anello di congiunzione che permette a tutti noi comuni mortali di provare empatia per Sherlock Holmes, e di comprendere i suoi sentimenti. Per ovviare a questo problema non da poco la soluzione dell’anzianità è ottimale, o forse è la causa di tutto ciò che abbiamo appena detto. Chi si aspetta una versione pensionata dello Sherlock Holmes di Basil Rathbone o Benedict Cumberbatch rimarrà deluso. L’uomo che la pellicola ci presenta è molto più vicino ad un uomo comune, vediamo le sue emozioni in prima persona e non ci sembrano accomunabili a ciò che passerebbe per la testa del giovane Holmes che tutti conosciamo. Il cambiamento spiazza inizialmente ma ci sembra abbastanza naturale col senno di poi, dopotutto anche Sherlock Holmes cambia in 50 anni, e il film stesso descrive eventi che basterebbero a giustificare un drastico mutamento di personalità.
Particolarmente accurato e non banale è il modo in cui si tocca il tema della senilità. Holmes è un uomo molto anziano, e in particolare un uomo abituato a vivere della sua intelligenza, che se la vede sfuggire fra le dita senza riuscire a trattenerla. Il tutto non è descritto come se si trattasse di un supereroe, ma la vicenda è umana e toccante da spezzare il cuore, in una maniera rara per Sherlock Holmes. La pellicola stessa è il racconto di un percorso che il detective compie all’interno della sua memoria, nel cercare di recuperare il cruciale ricordo di un caso risalente a molti decenni prima. Nel fare ciò egli riscopre una capacità di affetto forse perduta, e impara da se stesso una lezione importante, anche grazie ad un personaggio insolito interpretato dal giovane Milo Parker.
Con un po’ di logica, come abbiamo sottolineato, si può tranquillamente comprendere la visione del personaggio data dal regista. Razionalmente si può accettare la mancanza di Watson, si metabolizza questa personalità drasticamente diversa da ciò a cui siamo abituati, ma crediamo sia comunque comprensibile un po’ di delusione. Se ci si avvicina a “Mr.Holmes” cercando una nuova avventura del detective noto, e già visto in altri adattamento, questa aspettativa verrà probabilmente delusa, e se non si è disposti a cambiare l’idea che ci si è fatti del personaggio probabilmente si rimarrà con l’amaro in bocca. 
Se si riesce tuttavia a godersi il film liberi da aspettative e preconcetti, in sé e per sé Mr.Holmes è piacevole e interpretato magistralmente, anche se non molto carico di eventi, contrariamente a ciò che ci si potrebbe aspettare da un film su Sherlock Holmes.

Giada Rossi

Laureata in Astronomia, aspirante Astrofisica. Curiosa di natura. Scrivo soprattutto di scienza, ma preferisco parlare di cani buffi.

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