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Mostly Harmless

L’Università Invisibile (o Unità Invisibile, come è conosciuta in certi ambienti) di oggi è tutta dedicata a un videogioco che sta lentamente conquistando una parte sempre più grande del mio cuore, e del mio tempo libero. E’ un videogioco particolare, di certo non adatto a tutti, ma se siete nel novero degli appassionati di simulazioni spaziali o desiderate un gioco lento, lungo, profondo, difficile ed estremamente, estremamente soddisfacente vi consiglio davvero di continuare a leggere. Lo consiglio anche agli altri, comunque.
Il gioco che vi voglio presentare oggi si chiama Elite: Dangerous, seguito di una gloriosa serie iniziata negli anni Ottanta, altrimenti conosciuto come “la versione di Star Citizen a cui potete effettivamente giocare” o “la versione di No Man’s Sky che è effettivamente un bel gioco”. Si tratta di uno space sim, un gioco di simulazione in cui interpreterete un pilota di una piccola ma sorprendentemente efficace navicella chiamata Sidewinder e avrete letteralmente l’intera galassia a vostra disposizione.
Tutte le caratteristiche che vi aspettate da un gioco del genere sono presenti in Elite. Potete ricoprire diversi ruoli: potete fare il mercante, procurandovi la nave con la stiva più grande possibile e creare profitto con un’attenta analisi dell’economia, che cambia in maniera dinamica a seconda di uno sproposito di fattori. Potete fare il cacciatore di taglie, guadagnando soldi mandando al creatore i criminali (ma attenzione, perché non tutte le azioni che sono considerate crimini da una fazione lo sono anche per le altre!). Potete fare il minatore, volando fra gli asteroidi insieme al vostro nugolo di droni per trovare e raffinare le materie prime più rare (un mestiere molto più eccitante di quello che sembra, dato l’elevatissimo numero di pirati). Potete fare il contrabbandiere, cercando di evitare le navi dei reparti di sicurezza per consegnare il vostro carico pieno di merce che scotta, o il pirata, dotando la vostra nave di congegni per inibire la fuga dei vostri bersagli e convincerli, con le buone o con le cattive, a cedervi i loro preziosi beni. Potete addirittura fare il…tour operator, portando in giro per la galassia i turisti, che sanno essere estremamente, estremamente esigenti. Infine potete svolgere il mestiere che secondo me vi darà più soddisfazioni, ovvero l’esploratore. Già, perché non scherzavo quando dicevo che avete l’intera galassia a disposizione, e solo una microscopica percentuale è stata visitata dai giocatori. 
Elite: Dangerous ha ricreato, in maniera procedurale, s’intende, l’intera Via Lattea, partendo da tutti i dati scientifici reali a nostra disposizione. Questo significa che le distanze fra le stelle, il numero di stelle che incontrerete e le caratteristiche di temperatura, gravità e movimento di tutto quello che vedrete, sono quanto di più realistico possiate trovare. Elite è un gioco di simulazione, e non fa sconti: puntate a quella stella che vedete in fondo alla vostra visuale. Vedete? Vi dice che ci impiegherete un anno per raggiungerla alla velocità attuale, e si intende un anno di vita vera!
Naturalmente avrete a disposizione velocità estreme, balzi nell’iperspazio e quant’altro, ma anche in questo caso dovete fare attenzione. Un guasto al momento sbagliato, o il serbatoio del carburante vuoto, possono significare una lenta morte per inedia e la fine del vostro viaggio. D’altra parte, però, questo sistema vi mette a disposizione degli scenari assolutamente mozzafiato: pianeti circondati da meravigliosi anelli sullo sfondo di un sistema binario, campi di asteroidi così vicini alla loro stella che vi toccherà utilizzare dozzine di volte il sistema di raffreddamento della vostra nave, o se avete il coraggio di affrontare il viaggio, potreste persino raggiungere il grande buco nero al centro della galassia. E fidatevi di me, ne vale la pena.
Ci sono tantissimi altri elementi di cui vi potrei parlare. C’è un complessissimo sistema politico, dove tre grandi fazioni si dividono la galassia e migliaia di fazioni minori lottano per il controllo dei singoli sistemi, e singoli potenti individui a cui potete affiliarvi tessono le loro sordide trame. La bellezza di questo sistema è che è indipendente dall’input dei giocatori, che possono sì contribuire al successo dell’una o dell’altra fazione, ma in maniera sostanzialmente (e realisticamente) impercettibile. Solo per alterare la situazione politica di un singolo sistema, ad esempio scatenando una guerra civile per poter trarre profitto dalla vendita di materiale militare, vi serviranno settimane di lavoro!
Ci sono gli ingegneri, sospettosi e reclusi individui che, dopo che avrete conquistato la loro fiducia (e li avrete pagati profumatamente, e procurato le materie prime giuste) vi potranno “truccare” l’astronave, rendendola più performante e unica (qualcuno ha detto Millennium Falcon?). C’è l’iniziativa Colonia, per la creazione di una zona abitabile dall’altra parte della galassia, lontanissima dal Sistema Solare, che sta avvenendo grazie all’apporto della comunità dei giocatori. C’è la possibilità di sbarcare sui pianeti ed esplorarli, sempre in scala 1:1, con un fantastico buggy meno indistruttibile di quanto vorreste. Potrei continuare, ma il punto l’avete capito: Elite: Dangerous è un gioco enorme, che vi chiede molto ma vi restituisce dieci volte tanto. E la cosa migliore è che è in continuo sviluppo. In marzo è prevista la release di un aggiornamento importantissimo, che permetterà ai giocatori di pilotare insieme la stessa astronave, dividendosi i compiti: un pilota, un addetto alle armi e agli scudi, il navigatore, il pilota del caccia chiuso nell’hangar della nave…non vedo davvero l’ora!
Se vi ho incuriosito almeno un pochino, dateci un’occhiata. Il gioco è del 2014, e si trova su Steam a un prezzo vantaggioso (ancora di più se aspettate uno dei frequentissimi saldi). Per ottenere il massimo dall’esperienza, però, vi consiglio anche di investire qualcosa negli accessori giusti: un joystick, possibilmente con la manopola per la velocità, è più o meno indispensabile per avere il giusto feeling alla guida della vostra nave, mentre voice attack è un software che vi permette di convertire comandi vocali in funzioni. Esatto: potrete impartire comandi come “energia agli scudi”, “salto al prossimo sistema”, “attivare le armi”, “curvatura cinque” e tutto quello che vi viene in mente per comandare la vostra nave senza nemmeno toccare i comandi. E se siete disposti a investire ancora un pochino vi consiglio questi sensazionali voice pack, da usare con voice attack, che permetteranno alla nave di rispondervi a tono. Sono stati registrati da personcine come William Shatner, Brent Spiner, John De Lancie e molti altri. Questo gioco è tutto basato sull’immersione, e questi piccoli dettagli migliorano straordinariamente l’esperienza.
L’ultima nota positiva con cui vi lascio è che la community dei giocatori è una delle migliori che io abbia mai visto. Non l’ho detto, ma il gioco è al 100% multiplayer, con un mondo persistente condiviso da tutti. La galassia è grande, è vero, ma non è difficile incontrarne, e le storie che si creano sono splendide, dai pirati gentiluomini che sorprendentemente non ti fanno saltare in aria se consegni loro quello che vogliono, al servizio dei Fuel Rats, una sorta di “carri attrezzi spaziali” interamente gestiti dai giocatori per aiutare chiunque sia disperso nello spazio con l’iperguida scassata o il serbatoio vuoto, alle strepitose spedizioni esplorative dei punti più remoti della Galassia organizzate da decine di giocatori che si muovono all'unisono
Da questa breve descrizione dovreste aver capito se il gioco fa per voi oppure no. Se siete nella prima categoria, davvero, non esitate, ne rimarrete conquistati. Altrimenti…bè, un’occhiatina gliela darei comunque!
La Colonna Sonora Consigliata di oggi è The Intergalactic Laxative, di Donovan. Magari nella versione degli Ayreon.

Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.

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