Cinema e Serie TVSerie TV

Monterossi: dai romanzi a Prime Video | Recensione

Un giallo italiano che convince, facendoci seguire un improbabile detective

Venerdì 14 gennaio debutterà su Prime Video Monterossi, nuova serie TV italiana ispirata alle opere di Alessandro Robecchi. Uno show dall’intreccio complesso, che ci guida tra le strade di Milano nei suoi lati più oscuri, in un particolare mix di toni. Se siete alla ricerca di un titolo che possa farvi compagnia nel week-end, potreste aver trovato quello giusto e, dopo averlo visto in anteprima, vi spieghiamo perché.

Monterossi è un giallo profondamente milanese

In questo show seguiremo le avventure (o meglio, disavventure) dell’omonimo personaggio, creato da Alessandro Robecchi nella sua serie di libri. Carlo Monterossi è un autore televisivo, che si ritrova suo malgrado coinvolto in un caso criminale. La polizia brancola nel buio, ma il nostro protagonista è determinato a scoprire la verità, anche per la propria sicurezza. E così chiama due suoi collaboratori storici per indagare, in parallelo alle forze dell’ordine.

I sei episodi di Monterossi costituiscono un adattamento di due dei libri della serie, Questa non è una canzone d’amore e Di rabbia e di vento. Ciascuna delle due metà ci presenta quindi un caso differente, che il nostro improbabile detective si trova a dover, suo malgrado, affrontare. E per entrambi ne seguiamo lo sviluppo con grande curiosità, non solo per comprendere chi sia il primo colpevole, quanto per dipanarne tutte le diramazioni complesse.

Da buon giallo infatti, sono diversi i filoni narrativi che Monterossi intreccia. Seguiamo diverse storie in parallelo, cercando di raccogliere indizi su come siano collegate, fino al soddisfacente momento in cui queste finalmente collideranno. Lungo la strada faremo la conoscenza di diversi personaggi, che pur rifacendosi ad archetipi noti, hanno ciascuno delle caratteristiche uniche che li rendono speciali.

E poi c’è l’ambientazione milanese, ricostruita con una cura speciale. Non è una rappresentazione ostentata, basata solo sui luoghi più iconici: non c’è neanche un’inquadratura del Duomo, per intenderci. La città avvolge tutto quanto, nei personaggi, nei loro accenti, nel loro muoversi. Tanto che nella conferenza stampa di presentazione il regista e sceneggiatore Roan Johnson ha definito Milano l’altra protagonista della serie, insieme a Monterossi.

Un cast selezionato con cura

monterossi recensione prime video

C’è qualcosa di speciale nella figura di Carlo Monterossi, che in qualche modo ci attrae fin dalle prime visioni. Un personaggio complesso, che Fabrizio Bentivoglio riesce a incarnare in maniera ottimale. È come un giunco, che si lascia piegare, senza mai spezzarsi, che a volte non riesce a sfuggire alle spinte del destino, ma che in qualche modo riesce sempre ad averla vinta. Il tutto con una dose d’ironia, che non fa mai male. Ad aiutare Bentivoglio, probabilmente anche la possibilità di ritrovarsi nel proprio personaggio. Dal rapporto con Milano a quello con l’Inter, questo protagonista riesce a rendere ancora più accattivante questo personaggio, “un vincente involontario, innamorato dei perdenti” come descritto dagli autori.

Intorno a lui si muovono diversi attori, che compongono un piccolo universo meneghino. Dai suoi collaboratori Nadia e Oscar (rispettivamente Martina Sammarco e Luca Nucera) al Sovrintendente delle forze dell’ordine Ghezzi (Diego Ribon), al contempo alleato e avversario, a seconda dei momenti e degli obiettivi di ciascuno.

Merita poi una menzione a parte la presenza di una straordinaria Carla Signoris. A lei tocca il ruolo di Flora De Pisis, regina dei salotti televisivi e figura centrale per lo show ideato da Monterossi. Una figura che simboleggia il cinismo e la superficialità di un certo piccolo schermo tricolore, che Signoris fa perfettamente sua, nonostante (come ha raccontato in conferenza) si senta lontanissima da quel tipo di atteggiamento. Non solo, ma lo fa senza essere parodia: ciascuno di noi può ritrovare riferimenti a personaggi televisivi italiani, ma il ritratto finale resta un mix complesso, che risulta più della somma delle singole parti.

Monterossi è una visione perfetta per le serate di gennaio

monterossi recensione prime video

Questo show non poteva arrivare in un momento migliore. Regala sei episodi confezionati con cura, che carpiscono l’attenzione e che è difficile smettere di guardare, ideali per queste sere sonnolente in cui il freddo non ci sta ancora abbandonando. Seguire le avventure di Monterossi è un piacevole modo di passare il tempo e giocare a fare i detective insieme a lui, con la classica cioccolata e copertina.

Una proposta che non farà probabilmente gridare al miracolo, ma che nel complesso convince e che speriamo possa avere vita lunga su Prime Video. Anche perché la saga letteraria conta ancora diversi libri e siamo già curiosi di vederne il futuro adattamento…

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

Ti potrebbero interessare anche:

Un commento

  1. Ho letto tutti i libri di Robecchi e purtroppo devo dire che Bentivoglio non c’entra nulla con Monterossi, sembra suo nonno.
    Motivo per cui, ma non solo, mi è bastato vedere un trailer per decidere che non guarderò la serie televisiva per non rovinare la magia di quanto conservo nella mia memoria personale.
    Che scelta sbagliata !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button