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Master of None: il potere del silenzio | Recensione

Abbiamo visto in anteprima il nuovo progetto legato alla serie di Aziz Ansari

Prendendosi il suo tempo, finalmente è tornato sugli schermi Master of None. Non si tratta però di una tradizionale terza stagione, o almeno non nel senso stretto. Sottotitolata Istanti d’amore, prende un focus differente, risultando quasi uno spin-off almeno dal punto di vista narrativo. Questo però non intacca in alcun modo la qualità del progetto e il team ha regalato un altro grande capitolo di ottima televisione (e oltre). Scopriamo di più.

Master of None, una terza stagione che cambia il proprio focus

Come anticipato in apertura, nei cinque nuovi episodi di Master of None abbiamo un approccio molto diverso da quello visto nelle prime due stagioni. Un messaggio che è veicolato direttamente anche dal formato dell’inquadratura, che si distacca da quello a cui siamo (oggi) abituati. Soprattutto, segue un filo narrativo che finora era rimasto in secondo piano, brillando tuttavia intensamente quando è stato portato al centro della scena.

Stiamo parlando della storia di Denise, la migliore amica dell’ex-protagonista Dev: l’episodio a lei dedicato nella seconda stagione è valso un Emmy agli autori, un segnale del fatto che fosse una buona idea darle più spazio. Seguiamo così l’evoluzione della vita di questo personaggio nella sua vita insieme alla moglie Alicia, interpretata da Naomi Ackie. E attraverso questo racconto, come sempre, lo show ci racconta molto di temi attuali e senza tempo.

Poco da dire dal punto di vista della scrittura. Master of None è sempre stata estremamente curata da questo punto di vista ed è evidente la crescita che Lena Waithe e Aziz Ansari hanno attraversato in questi anni. La storia raccontata da questa nuova stagione non cerca di aderire a nessun modello specifico e per questo, nella sua semplicità, risulta fresca. La narrazione risulta ancora più aderente alla realtà, imprevedibile anche senza bisogno di colpi di scena.

Pur essendo stretta la definizione di “terza stagione di Master of None“, è evidente che si tratta di un passo nella strada tracciata negli anni scorsi. Questo è eccezionalmente evidente nella messa in scena. Aziz Ansari spinge ancora di più dalla sedia da regista, cercando di costruire qualcosa di più elaborato. È evidente che stiamo parlando di un prodotto che punta a posizionarsi un gradino più alto rispetto al resto del panorama televisivo moderno. E ci riesce benissimo.

Quello che lo streaming può fare

master of none 3 recensione
COURTESY OF NETFLIX © 2021

Master of None appartiene indubbiamente a una sorta di categoria speciale del catalogo Netflix. Si tratta di prodotti che si allontanano dalle necessità strettamente commerciali della piattaforma, andando non alla ricerca necessaria di un grande pubblico, ma di una nicchia. Titoli che proprio per questo sfruttano al massimo le possibilità offerte dal mezzo streaming. Non ci sono logiche di palinsesto con cui scontrarsi o disponibilità limitata di sale: questi contenuti possono cercare nuove strade e intercettare l’audience che li brama.

Master of None ancora più dei suoi ‘compagni di categoria’ fa il massimo con le opportunità che ha. Se la prima stagione era ancora fedele a un modello più lineare, con Istanti d’amore la libertà da qualsiasi logica della televisione tradizionale si è persa. Questo era evidente già da una serie di elementi esterni, dal debutto domenicale (invece che l’ormai abituale venerdì), un numero di episodi ridotto, di durata completamente variabile e ben quattro anni di attesa tra una stagione e l’altra e vedendo lo show questa sensazione è ancora più forte. Il risultato è un progetto che al cinema sarebbe stato subito individuato come un indie darling.

Quello che poi colpisce in maniera fortissima dello stile di questi nuovi episodi è la sua forte attenzione al silenzio. Lungo i diversi gli episodi sono numerosi i momenti muti. A volte questi sono accompagnati da suoni d’ambiente, a volte questi sono praticamente assenti. Una scelta che tende a rallentare il racconto, ma lo fa conferendogli una gravitas superiore, che pesa sul cuore dello spettatore. E così ogni momento della storia di Denise e Alicia risulta ancora più profondo, facendoci dimenticare che sono personaggi e vedendole come vere persone.

Master of None è quello che serviva

master of none 3 recensione
COURTESY OF NETFLIX © 2021

Probabilmente non vedremo Master of None in cima alla classifica dei più visti di Netflix nei prossimi giorni, non sarà la serie di cui si parlerà su tutti i social network (compresi quelli analogici come le macchinette del caffè in ufficio o a scuola), ma è fondamentale che le piattaforme di streaming offrano prodotti di questo tipo. Titoli che vogliono raccontare una storia e che puntano a fare evolvere il mezzo oltre la semplice trasformazione tecnologica della TV. Un piccolo gioiello di cui bisogna essere grati ogni volta che torna sugli schermi, in qualsiasi forma avvenga.

La nuova stagione di Master of None è disponibile da oggi 23 maggio su Netflix.

Master Of None Season 2 Dvd [Edizione: Regno Unito]
  • Aziz Ansari, Noël Wells, Eric Wareheim (Actors)
  • Aziz Ansari (Director)

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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