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Marvel, Sony e Spider-Man: l’epopea di un ragno

Il secondo reboot cinematografico dell’Uomo Ragno è stato un successo. Per quanto ci si possa trovare non trovare in accordo con il “riarrangiamento” della classica cerchia di personaggi, Spider-Man: Homecoming è piaciuto. Complice forse il clima liceale che ricorda “l’amichevole Spiderman di quartiere” delle origini, il film ha riscontrato grande successo al botteghino, continuando a rimanere tra i film più visti, durante il periodo di programmazione. Il ritorno del tessiragnatele nel Marvel Cinematic Universe, sembra sia quindi finalmente riuscito a rendere giustizia al personaggio. L’accordo tra Sony, che ne deteneva i diritti, e Marvel, che ne possedeva “ l’Universo”,  ha dato una conclusione  all’incredibile epopea che per anni ha vissuto il franchising dell’Uomo Ragno. Ma dal momento in cui il personaggio di Spider-Man è riuscito finalmente a trovare un posto tra l’universo della casa giapponese e quello della casa americana, diverse voci si sono susseguite sul “collocamento” dei personaggi che gli ruotano attorno nel mondo fumettistico. Portando confusione e paura per le sorti di un personaggio in rinascita.
Riavvolgiamo un attimo il nastro. Come molti sapranno, la causa del susseguirsi, sul breve termine , dei numerosi rifacimenti di Spider-Man è tutta da attribuire ad un unico arcaico motivo: la Marvel nel 1999 ha venduto i diritti cinematografici dell’Uomo Ragno a Sony. Mossa comprensibile all’epoca, data la mancanza di una casa di produzione interna. Ma con la creazione dei Marvel Studios (2005) ed il conseguente inizio della produzione dei film sui personaggi dei fumetti Marvel in casa Marvel (2008), la faccenda si complicata. Il successo che stavano riscuotendo Iron Man e soci è stato tale da portare alla creazione del Marvel Cinematic Universe, universo che però cominciava a sentire la latitanza di un personaggio del calibro dell’Uomo Ragno: venduto in giovane età alla casa giapponese. La Sony, dal canto suo,  dopo aver visto saltare il quarto episodio della saga di Raimi a causa di una “divergenza di vedute” col regista, ha subito un’altra batosta dal successo fallito del reboot, The Amazing Spider-man. Questa è stata la strada che ha portato Spider-Man di nuovo a casa. Una Marvel a cui mancava un personaggio chiave e Sony  con un disperato bisogno di far cassa e riabilitare l’immagine di un suo protagonista di punta. Ed è così che nel febbraio 2015 Kevin Feige, presidente e produttore dei Marvel Studios, ed Amy Pascal, all’epoca membro di Sony, sono giunti ad un accordo. Marvel avrebbe prodotto il film, in cambio dell’utilizzo di Spider- Man nel suo Cinematic Universe, traendo benefici  anche dal merchandise di cui aveva già i diritti. Sony  avrebbe pagato per produrre e distribuire il film, mantenendo i diritti cinematografici del personaggio e ricevendo la totalità degli incassi del box-office (sia del film che dei sequel). Ed ecco la nascita ed il successo di Spider-Man: Homecoming.
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I piani della Marvel sono piuttosto chiari sul futuro dello Spider-Man interpretato da Tom Holland. Il tessiragnatele tornerà sicuramente diverse volte nel MCU con due certezze: prima sarà in Avengers: Infinity War, il film corale che unirà le storyline dei film dei Marvel Studios ad ora usciti dove, a detta dello stesso Feige “avrà un’ apparizione simile a quella avuta in Civil War. E poi il sequel di Spider-Man: Homecaming, di cui ancora non si hanno notizie se non la data di uscita, luglio 2019;  il ritorno del team di produzione, distribuzione e regia come nel primo film (Amy Pascal, Kevin Feige, direzione di Jon Watts, distribuzione Sony)  e l’idea di Feige (risalente ad un’intervista del dicembre 2016) di seguire il modello dei film di Harry Potter: la trama di ciascun possibile film coprirà un anno di scuola.
Ed i progetti Sony? Possedendo i diritti anche di tutto l’intorno di personaggi che circondano l’Uomo Ragno, da tempo si parla della possibilità di una serie di spin-off a tema “villain di Spider-man”. Un film su Venom (interpretato da Tom Hardy) è  in uscita per ottobre 2018, il film su Silver Sable e la Gatta Nera (Silver & Black) è in lavorazione e si sta valutando la possibilità di una pellicola su Kraven, il Cacciatore e Mysterio. Voci dicono che potrebbe essere tutto finalizzato ad un villain-film corale sui Sinistri sei: idea in progetto già da The Amazing Spiderman, caduta nel dimenticatoio dopo l’insuccesso. Ma per quanto creati interamente da Sony questi film faranno parte dell’Universo Marvel in cui vive lo Spider-Man di Holland?  La risposta ha latitato. In un’intervista congiunta con Kevin Feige per l’arrivo di Spider-Man: Homecoming, Amy Pascal ha chiaramente dichiarato che: “I film che ha intenzione di produrre Sony in solitaria, avvengono nel mondo che stiamo creando per Peter Parker. Ne saranno aggiunti. Potrebbero essere in posti diversi ma saranno nello stesso mondo e saranno connessi tra loro.” In quell’occasione il presidente dei Marvel Studios è parso visibilmente in disappunto (il video qui) con la notizia data dalla collega di produzione,  commentando la cosa solo qualche giorno dopo con un vago: “Al momento c’è solo Spidey nel MCU”. Poco dopo, la stessa Pascal ha ritrattato la potenziale gaffe affermando che ”Spidey rimane felicemente del MCU. E questo sarà il punto di partenza, il segnaposto. Gli altri film che farà Sony, rispetto allo Spider-Man del MCU, avranno luogo in questo mondo (dei fumetti). Anche se non li vedrete nell’Universo Marvel, sono nella stessa realtà.” Questa volta anche Feige ha confermato, aggiungendo che lo Spider-Man di Tom Holland non si vedrà nei film Sony.
In sostanza? I film sui villain Sony saranno solo opera della casa giapponese, in nessun modo coinvolti con l’universo o col personaggio presente nel Cinematic Universe Marvel. Probabilmente potranno avere un futuro interconnesso tra loro ma Sony li sta sviluppando in solitaria, uno alla volta, e con stili diversi. O almeno pare. Voi che ne pensate, sarà finita l’epopea del frachising?
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