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Malcolm & Marie: l’occhio invisibile in casa | Recensione

Il nuovo film Netflix ci guida alla scoperta della storia di una coppia, ma anche molto di più.

Malcolm & Marie è un film che ha fatto rumore già prima di arrivare. La storia sorprendente della pellicola interamente scritta e girata in segreto durante la pandemia da due degli attori in maggior crescita negli ultimi anni. Stiamo parlando di John David Washington, recentemente star di Tenet, e di Zendaya, vista nei film di Spider-Man ma anche nella celebrata serie TV Euphoria, con cui questo film condivide parte del team creativo. Ora Malcolm & Marie è arrivato finalmente su Netflix e, dopo averlo visto in anteprima, siamo pronti a raccontarvelo.

Malcolm & Marie, uno sguardo ai meccanismi intimi di una coppia

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DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021

Tutto si apre in una casa di lusso. Una coppia rientra dopo una serata importante. Si è tenuta la prima del film realizzato da lui. Una pellicola che sembra finalmente lanciarlo verso il grande successo critico e almeno in parte commerciale. L’euforia è grande, ma mentre Malcolm si lascia andare alle considerazioni, al ricordo delle emozioni della sera, Marie non sembra essere altrettanto entusiasta.

Piano piano, emerge come ci siano state delle cose che non sono andate giù alla giovane donna. Un processo che ha un effetto distruttivo sulla coppia, che a catena fa scoprire innumerevoli questioni rimaste nascoste. Lo spettatore si trova così come la proverbiale mosca nascosta a osservare non visto l’evoluzione del rapporto di questa coppia, ricostruendo a posteriori il loro passato e ritrovandosi minuto dopo minuto sempre più parte del loro mondo.

Per quanto diventato celebre, come si diceva in apertura, per il suo legame con la pandemia, Malcolm & Marie non ha nulla a che vedere con lockdown e virus. L’unico collegamento sembra essere il fatto di essere ambientato all’interno di una casa. Tuttavia, c’è qualcosa di più profondo che ha in comune con la narrazione di quei mesi ed è il concetto di finestra sull’intimità. L’idea di esplorare e raccontare quello che succede nelle vite quotidiane, nelle abitazioni, che è stato al centro (per esempio) di tanti corti della serie Homemade, sempre su Netflix.

Non è un caso quindi che una delle prime inquadrature ci porti a seguire uno dei personaggi in un momento personale. Da subito Levinson mette in chiaro quello che ci aspetta: un viaggio nelle pieghe di una relazione, scavando anche in quelle più profonde e nascoste. Un concetto che diventa ancora più affascinante considerando le implicazioni autobiografiche della storia per Levinson.

Ho pensato: ‘Qual è una cosa terribile che un partner può fare all’altro?’. E poi mi sono ricordato di questo momento in cui ero alla premiere di Assassination Nation. […] Non abbiamo avuto un litigio enorme come quello che hanno Malcolm e Marie, è stata una conversazione piuttosto diretta e semplice, che si riduce essenzialmente a questo, parafrasando: ‘Chi c***o è più importante per il tuo processo creativo di me?‘” dichiara il regista nelle note di produzione. Una domanda, quella finale che porta dritti dritti nel fulcro di Malcolm & Marie.

Che cos’è l’arte? Come nasce? Qual è il ruolo dell’artista?

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DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021

C’è un livello di Malcolm & Marie che racconta e riflette sull’idea di coppia. Su come funziona e come muovono tutte le parti in una relazione. Un’analisi dei meccanismi che gioca anche con lo spettatore, andando oltre gli schieramenti e costringendoci a ribaltare la nostra posizione più volte. Sarebbe facile pensare che la ragione stia da una parte o dall’altra, ma proseguendo nella vicenda, scoprendo pezzi ulteriori della storia dei due protagonisti ci troveremo a comprendere l’ovvio, cioè che tutti e due hanno le proprie ragioni, ma soprattutto i propri torti.

Su tutto questo Levinson incastra una lunga riflessione sul ruolo dello scrittore e, in una prospettiva più ampia, dell’artista. E ancora di più che nel trattare il tema della coppia e della relazione, ci presenta posizioni differenti affrontando da punti di vista contrapposti questioni del processo creativo che non hanno soluzioni semplici.

Qual è davvero la capacità (o il compito) dell’artista? È una questione di saper creare da zero o riuscire a combinare parti differenti in un concetto nuovo? E quanto del merito del risultato finale va alle fonti d’ispirazione? Come e quando nasce un’opera? Qual è il ruolo della critica? E la lista di dilemmi che nascono stimolati dalle discussioni del film potrebbe continuare a lungo, fino ad arrivare alla sopracitata “Chi c***o è più importante per il tuo processo creativo di me?” e all’immortale scontro tra piegarsi al mercato (prima, nella classica gavetta, ma anche dopo il riconoscimento artistico) e l’integrità artistica fino alla morte.

Un percorso stimolante che non sarebbe stato neanche lontanamente possibile senza il contributo delle due ‘guide’ John David Washington e Zendaya. La performance dei due è eccezionale, confermando il loro talento ancora una volta, in particolare per la seconda, che supera ogni (già alta) aspettativa.

Malcolm & Marie, da assaporare

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DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021

Per noi quindi questa pellicola è decisamente promossa e vi consigliamo vivamente di scoprirla su Netflix a partire da oggi 5 febbraio. È importante sottolineare che non si tratti di un film da prendere alla leggera, da seguire distrattamente. Il consiglio è quindi quello di prendervi del tempo per poterlo godere al meglio, ponderando tutto ciò che si raccontano Malcolm e Marie. E poi, parlatene con altri e trovate le vostre risposte ai dilemmi che nasceranno.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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