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Looper: viaggi nel tempo come si deve

Abbiamo visto Looper in anteprima, e in lingua originale, e visto che esce proprio oggi nelle sale italiane vogliamo dirvi cosa ne pensiamo, così da prepararvi alla visione e mettervi in guardia su un paio di cosucce.
Iniziamo dal principio, che poi è anche la fine (looper…capita, no?): Looper è un film sui viaggi nel tempo. Chi vi scrive ha già espresso la propria personale opinione sull'argomento, e sulla base di questo possiamo tagliare la testa al toro e dare subito il responso: Looper è anche un buon film sui viaggi nel tempo. Si dà delle regole, quel tanto che basta per non far sentire lo spettatore in preda al capriccio degli sceneggiatori, e le rispetta dall'inizio alla fine, proprio quel che serve per non far sentire lo spettatore come vittima di una pessima trollata.
Le regole sono semplici, e non vi priveremo il piacere di scoprirle da voi. Vi basti sapere che la storia gira attorno (looper… capita, no?) ad un ragazzo che vive qualche decennio nel futuro rispetto ad oggi, in un'epoca in cui i viaggi nel tempo non sono ancora stati inventati. Lo saranno però qualche decennio dopo, e questo, correttamente, ha influenza anche sul passato. Le organizzazioni criminali del futuro (il futuro futuro, intendiamo: cioè il futuro rispetto all'epoca del protagonista) hanno sfruttato l'invenzione del viaggio nel tempo per mandare dei loro agenti nel passato e reclutare dei nativi dando loro il compito di far sparire chi non può essere fatto sparire nel futuro, cioè il lavoro del “looper”. Il lavoro è semplice: l'agente criminale dice loro dove e quando farsi trovare, armati; nel momento stabilito apparirà davanti a loro un poliziotto, o un agente nemico, o un traditore, insomma chiunque sia necessario far sparire, e i looper non devono fare altro che premere il grilletto, recuperare i lingotti d'argento legati alla schiena del poveretto (il loro pagamento), e disporre del cadavere, che essendo di un uomo del futuro non può essere in alcun modo identificato dalle forze dell'ordine del presente.
Come mai, allora, si chiamano proprio “looper”? E' semplice: perché i cartelli criminali del futuro, una volta deciso che il looper di turno è troppo vecchio o troppo compromesso per fare il suo lavoro, lo catturano e lo spediscono indietro nel tempo… incaricando la versione passata di quello stesso looper di ucciderlo, senza avvertirlo dell'identità del proprio bersaglio. Looper. Capita, no?

Il ragazzo protagonista della storia è uno di questi looper, e non sarete sorpresi di scoprire che è proprio al momento di chiudere il cerchio ed uccidere il proprio sé stesso del futuro che qualcosa va storto, l'omicidio non avviene e ci si ritrova con due versioni dello stesso personaggio nello stesso periodo temporale, con tutti gli aggrovigliamenti del caso.
La storia non è particolarmente originale, ma non si può fare a meno di apprezzare la coerenza, l'intelligenza e la brillante esecuzione. La cosa importante da tenere in mente, e questa è la principale questione sulla quale vogliamo mettervi in guardia, è che Looper è un thriller, condito in salsa fantascientifica. Non prova assolutamente ad andare oltre: non fa parte della “fantascienza sociale” à la The Time Machine, in cui si descrive il futuro per criticare il presente, non è una fantascienza masturbatoria à la Primer, in cui tutto ciò che conta è la cerebralità dell'intreccio, né un impegnativo stimolo a profonde riflessioni sulla natura del tempo e della memoria, à la L'esercito delle Dodici Scimmie. E' un film dai ritmi veloci, pieno di sparatorie, di trovate visive spettacolari e di colpi di scena abbastanza prevedibili da non essere delle distrazioni. Apprezziamo sempre quando un'opera sa quello che vuole fare da grande, e per Looper è così: è grazie a questa chiarezza di visione che riesce ad eludere il pericolo dei film sui viaggi nel tempo (e di fantascienza in generale): prendersi troppo sul serio e arrivare alla fine con un accumulo di paradossi e di tecno-assurdità tale da precipitare nel disastro. Looper, invece, non perde nemmeno tempo a spiegare come si viaggia nel tempo, cosa che infatti non si vede mai: non è quella la cosa importante. Solo non andate a vederlo pensando di trovarvi di fronte a un film di fantascienza dove si spara: è un film d'azione dove si viaggia nel tempo. Tenete presente questo, e non avrete sorprese.
Ci sono piaciuti gli attori, tutti quanti: dal protagonista Joseph Gordon-Levitt, perfettamente nella parte, al suo secondo sé stesso Bruce Willis, che dopo le Dodici Scimmie torna a vestire i panni di un uomo perso nel tempo, a cui il regista regala, molto appropriatamente, la scena più tamarra del film, per non farci dimenticare che Bruce Willis è sempre Bruce Willis. Brava Emily Blunt e bravo Pierce Gagnon, un attore bambino che si trova ad interpretare una parte difficile e molto splatter. Menzione d'onore per Jeff Daniels, che interpreta un gustosissimo uomo del futuro relegato nel passato dai suoi datori di lavoro criminali, e per questo flemmatico, svogliato, annoiato, senza stimoli. 
Insomma, per concludere: andate a vedere Looper con lo spirito giusto e ve lo godrete. Andate a vedere Looper per cercare difetti nell'intreccio temporale (come abbiamo fatto noi!), e capirete che state facendo qualcosa che non ha senso. Andate a vedere Looper aspettandovi un film visionario e sconvolgente e sarete delusi. Comunque sia, il consiglio rimane: andate a vedere Looper!

Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.

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