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Lo Hobbit: Oin e l’arte della sopravvivenza

Dopo la pausa di Lucca torniamo a parlare dei nani dello Hobbit quando ormai manca solo un mese circa all'uscita al cinema!
Oggi parliamo di Oin, ricco nano e fedele parente di Thorin Scudodiquercia che decide di seguirlo nella sua avventura in segno della sua lealtà. Oin è molto bravo nell'adattarsi in ogni situazione quando si trova sperduto in mezzo alla natura. Infatti gli altri nani si affidavano a lui per accendere un fuoco. Altro motivo che lo rende importante è la sua pomata curativa fatta di erbe di sua personale invenzione che lo rendono un ottimo conoscitore della flora boschiva. Certe conoscenze possono fare seriamente la differenza quando si è persi in mezzo a un bosco.
Per esempio quanti di voi sanno come accendere un fuoco, come costruirsi un riparo o come procurarsi del cibo in mezzo ad un bosco?
Certo! Tutti sappiamo come si fa, in teoria, ma in pratica?
In effetti, a meno che non siate dei Marines o dei Boy Scout, è difficile che qualcuno vi  abbia mai insegnato questo genere di cose, i più avranno letto al massimo il Manuale delle Giovani Marmotte, ma niente di più.
Da qualche anno però c'è una persona che tenta di insegnarci, a modo suo, come non fare una brutta fine nel caso finiste soli e sperduti in qualche strana parte del mondo: Bear Grylls.
Bear Grylls non è solo uno di quei tanti personaggi particolari che in televisione fanno “cose” strane, prima di lui anche l'australiano Steve Irwin, meglio noto come “Crocodile Hunter” ne ha combinate parecchie con rettili e altri animali pericolosi… 
Tecniche di sopravvivenza a parte e considerando che non proprio tutte le sue “avventure” sono reali al 100%, il suo successo ha raggiunto vette inaspettate, e grazie al suo palato e alla capacità di trattare insetti e rettili come se fossero dei cuccioli di labrador (e poi di mangiarseli) Grylls ha avuto un tale successo che sta diventando una specie di Chuck Norris dei documentari. Ovviamente non è ancora ai livelli del Texas Ranger, ma questo fatto che non può passare inosservato.
Stomaco di ferro a parte, Bear Grylls, a prima vista non sembrerebbe una persona così stravagante, niente mimetica, niente coltellaccio da Rambo o altro, se vi capitasse di incrociarlo in metropolitana passerebbe inosservato.
Eppure anche quando non sta davanti all'obiettivo di una macchina da presa non appende  la sua passione al chiodo: è stato infatti uno dei più giovani scalatori arrivati sulla cima dell'Everest e dal 2009 è a capo dell'associazione Scout inglese.
Dopo il suo grande successo altri personaggi hanno fatto la loro comparsa dando vita a una serie di varianti sul tema. Alcuni di successo altri meno, alcuni seri altri, come la strana coppia Cody Lundin e Dave Canterbury (Dual Survival), un tantino troppo “televisivi”, nati apposta per “far scena”.
Se il programma di Bear Grylls sia più o meno realistico e istruttivo, o se i suoi metodi funzionino non lo sappiamo con certezza, sinceramente preferiamo avere un fornello, delle pentole e una dispensa sempre a portata di mano… 
Ma la cosa non ci interessa più di tanto, in fondo non lo guardiamo certo per imitarlo, e speriamo tutti di non trovarci nelle sue condizioni.
La cosa che possiamo dire con certezza è che quello che fa in televisione funziona! Chi cambierebbe canale prima di vedere che fine farà quel tizio nudo che sta attraversando un fiume ghiacciato? Forse è proprio questo il segreto della sua popolarità.
Probabilmente i metodi di Oin sono un po diversi da quelli di Bear Grylls, e quasi sicuramente in nano non apprezzerebbe gli spuntini a base di bruchi e scorpioni del britannico, ma sicuramente non posiamo ignorare lo loro imprese.

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