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La Voce dell’elettrodomestico

Navigando qua e là, abbiamo letto che la rivista Forbes ha pubblicato una storia che si colloca a metà tra un raccontino horror e una potenziale bufala.
Pare che una notte un povero padre apprensivo abbia sentito le seguenti parole provenire dalla camera da letto della figlia: “Svegliati, piccola sgualdrina!”.
Innanzitutto ringraziamo per la probabile edulcorazione della traduzione, poi spieghiamo.
Da dove giungeva il gradevole invito a svegliarsi?
Da uno di quei baby monitor che i genitori a dir poco apprensivi utilizzano per controllare i propri figli (piccoli) quando sono in un’altra (e aggiungerei: parecchio distante) stanza.
Questo monitor era collegato a internet e pare che sia stato sabotato da un hacker.
Perché? Forse per divertimento. Grasse risate, sì, sì.
Perché il baby monitor era collegato a internet? Copiamo pedestremente: dicesi "The Internet of things" la possibilità di alcuni dispositivi elettronici di collegarsi in Rete per essere comandati a distanza (e non solo!).
Quei burloni degli hacker, sempre stando a quanto abbiamo letto, agiscono tramite il motore di ricerca SHODAN. Tale Shodan riconosce gli elettrodomestici con connessione Internet e grazie a ciò gli hacker possono sabotarli con la disinvoltura che li contraddistingue. 
Possono far impazzire un semaforo, aprire e chiudere un garage, spegnere un frigorifero con l’apocalittica conseguenza di far andare a male lo yogurt.
Troppo Nerd l’argomento di questo mese della Voce?
Keep calm.
In casa vostra avete tanti elettrodomestici? Ultimamente la Voce ha avuto a che fare con parecchie primipare, e aldilà dei romantici discorsi sull’arrivo del primo figlio e i preparativi indispensabili per accogliere in casa il nuovo coinquilino, siamo rimasti colpiti dall’elevato numero di elettrodomestici che si possono (non: “si devono”) acquistare per agevolare la vita dei neogenitori. Agevolare la vita o intasare la casa, dipende in quanti metri quadri vivete.
Dunque: baby monitor (appunto), sterilizzatore, scaldabiberon, la macchina espresso per biberon (!), tiralatte elettrico (c’è anche manuale), omogeneizzatore… Ma questi elettrodomestici si aggiungono agli altri che si hanno già in casa.
Frigorifero (va beh), lavatrice, lavastoviglie (che se non compri il detersivo “di marca” lascia le stoviglie unte e puzzone), asciugatrice (per la casalinga che non osa stendere le proprie mutande di fronte ai vicini), tv, pc (si può considerare un elettrodomestico, no?), frullatore, frullatore a immersione, robot da cucina, frusta elettrica (per montare gli albumi e fare la maionese, non quella che rallegra le tristi notti delle coppie stanche della solita routine), gelatiera, yogurtiera, macchina del pane (per carità), piastra per capelli, rasoio elettrico, phon, depilatore. Diamoci un taglio, appunto, l’elenco è già sufficientemente lungo.
Voi a che elettrodomestico non rinuncereste mai?
E quale trovate così inutile da desiderarne l’estinzione?
Quale funzione della domotica v’incuriosisce di più?
Quando si visita una casa in costruzione capita di sentirsi dire: “C’è la predisposizione per la domotica! Così potete alzare o abbassare il riscaldamento mentre vi trovate in viaggio!”. Mmm. Noi in realtà preferiremmo poter accendere il forno a distanza (con qualcosa dentro, ovviamente), oppure far accendere la lavatrice di notte, quando consuma meno. Oppure ancora far alzare o abbassare le tapparelle premendo un solo pulsantino. Perché, ammettiamolo, che inutile sforzo fisico è abbassare e alzare le tapparelle?! 
Dopo una non troppo accurata riflessione, la Voce vota come elettrodomestico inutile il frullatore mangia e bevi: vuoi un frappè? Non lo farà mai bene perché non trita il ghiaccio a dovere. Vuoi un frullato? Idem come sopra: resterà sempre qualche fibra di frutto pronta a incastrarsi tra gli incisivi. E poi! Da quanti caspita di pezzi è composto? Il corpo centrale, il bicchierone, le lame, la guarnizione di plastica, l’erogatore… Due minuti per preparare gli ingredienti, mezzo minuto per scolarsi il beverone e un quarto d’ora per lavare tutto. A meno che… a meno che… non si ficchi tutto in lavatrice. Con un detersivo di marca.

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Commenti

  1. Mi butto: il cattivo sembra proprio il mandarino. Magari è già universalmente nota la cosa, ma dall’unica immagine che si vede io punto sul mandarino.

  2. Ma è scritto nell’articolo che il cattivo è il mandarino…
    Comunque è pessima l’armatura a colori invertiti, secondo me.

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