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La Teoria della Propagazione dell’Interesse Cinematografico

La teoria della propagazione dell'interesse cinematografico (abbreviata t.pic o appellata in maniera divertente “ti piacerebbe”) sviluppata dalla nostra redazione tenta di spiegare quel curioso fenomeno che affligge il genere umano in toto, generazione per generazione.
Ogni decade, in concomitanza con l'età adulta, il membro del pubblico medio dichiara: “Ai miei tempi si facevano bei film”. Siccome questa frase retroattiva viene pronunciata da un range d'età che varia dai venti ai settanta anni, tecnicamente parlando, tutti i film, a un certo momento della linea temporale diventano “bei film”.
Come sappiamo, il “tempo” non si crea a mano a mano, non “avviene” attimo dopo attimo, ma la linea temporale esiste, c'è da sempre. Futuro, presente e passato continuano a verificarsi continuamente.
Tenendo presente questa importante verità: com'è possibile che tutti i film siano quindi “bei film”?
Denomineremo, per più pratica comprensione, l'unità pubblico con p e il raggio della sua valutazione cinematografica con rbf (raggio bei film).
Tutto parte dalla “regola o”, la regola degli anni ottanta, immutabile. A differenza di ogni altra decade gli anni '80 hanno solo bei film, perciò saranno la nostra, per citare Hawking “teoria m”, l'anno zero.
Quindi: se il p di riferimento ha 34 anni, il suo rbf sarà retroattivo di 34 per la regola o, perciò diremmo p34 = rbf34. 
Tuttavia il punto d'inizio del rbf di un p non si sposta con l'avanzare d'età di p, ma rimane ancorato alla data nella quale è stata pronunciata la frase “ai miei tempi facevano bei film”, meno 34 in questo caso, per soddisfare la “regola o” (supponendo che tale frase sia stata pronunciata oggi).
Se invece la frase fosse stata pronunciata da un p di 30 anni oggi all'età di 26 anni  il suo rbf sarebbe comunque di 34 e continuerebbe ad ampliarsi di anno in anno, tra dieci sarebbe: p26 = rbf 44. 
Il valore di propagazione dell'interesse cinematografico si trova sottraendo il valore di p dal valore di rbf e può essere anche zero (come nel caso di p34) o negativo come vedremo dopo.
Quindi il rbf cresce ma non p e, grazie al Tardis, riesce ad assimilare i film successivi nella linea temporale di p.
Il Tardis, omaggio voluto dalla nostra redazione, è un'unità di misura utilizzata per indicare una quantità di tempo variabile che non necessariamente vale la pena approfondire o delineare. La stessa valutazione che la scienza culinaria dà al sale con “quanto basta” insomma, il nostro “quanto basta” cronologico è definito “Tardis”.
Perciò p34 = rbf34 <  rbf+Tardis  indica che il “raggio bei film” di un singolo, mentre viene calcolato, sarà sempre minore se passerà “quanto basta”, ma tuttavia non sarà mai più piccolo di 34 (in questo caso). Tutto chiaro? Ma se p è nato prima degli anni '80?
Supponiamo che p valga 50 e abbia pronunciato la frase “Ai miei tempi c'erano bei film” oggi, secondo la “regola o”, dovremmo avere p50 = rbf34
Ma p50, mentre pronuncia la frase (anche se il suo rbf comprende gli anni '80) pensa ai '70, perciò
p50 = rbf34+10, il suo raggio bei film inizia dagli anni '70 e Tardis arriva oltre gli ottanta.
Il valore di propagazione dell'interesse di cinematografico di p50 è quindi: -6 un valore negativo.
Torniamo all'esempio di p34, il suo rbf è 34, allora perché il pubblico odia i film più ravvicinati pur avendoli compresi nel raggio d'interesse?
C'è una distinzione da fare tra onda di propagazione dell'interesse (opi) e raggio bei film (rbf). Le pellicole nel nostro opi sono quelle che prima o poi ci fanno proferire la famosa frase e, prendendo come punto cardine quando p diventa ps (pubblico scontento), accade questo: ps è preceduto da un Tardis di opi e un Tardis di oblio.
Vi preghiamo di fare riferimento in figura dove il p34 collima con la X (news sull'uscita del film).
Da lì comincia l'onda hype, nel dettaglio i picchi dell'hype collimano con i trailer e vengono innalzati in prossimità dell'uscita del film (seconda X) da congetture Nerd (CN) che possono, ad esempio, comprendere il numero di arti di un drago.
P34 è in pieno opi e, ripensando al suo rbf34 è scontento, diventa ps34 e, come detto, dopo opi arriva oblio. Oblio è un momento Tardis nel quale ps perde le speranze sulle pellicole di quella generazione e smette di valutarle o le etichetta tutte come “incalcolabili” rispetto alla “regola o” almeno fino alla quarta X.
Il Nerd Point (oppure effetto pilone Protoss) è il momento che arrivato dopo un Tardis e porta il ps (nel nostro caso ps34) a pubblico contento, ovvero pc34.
Il Nerd Point è di solito emanato da un appassionato Nerd, da un richiamo in un fumetto, un libro o da una testata che tratta il tema (come ON), ma molto più spesso da tutti questi casi insieme che, proprio come piloni Protoss, possiedono un loro raggio d'azione che può sovrapporsi e, in questo caso, sommarsi. Le onde di propagazione dell'interesse nate da questi rimandi sono talmente potenti da mutare ps in pc nei confronti del film in questione e perciò di ammettere la pellicola nel rbf del suddetto a livello inconscio.
Perché solo dopo Tardis, p34 potrà ri-pronunciare la frase calcolando la pellicola inconscia a livello conscio e ammettendola nel suo rbf.
Così a rbf 44 (ad esempio) il nostro p34 ammetterà la pellicola vista a opi34, e giudicata male, come “bel film” etichettando come dannose invece i film visti a opi44.
Questo procedimento denominato da noi “Teoria della propagazione dell'interesse cinematografico” si ripete ciclicamente e spiega perché ciascuna unità di pubblico difende un ideale di cinema passato che tuttavia si sposta insieme ad esso, allargandosi e ammettendo con il tempo anche pellicole che oggi sta etichettando come peggiori di quelle passate.

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Commenti

  1. O, molto più semplicemente, forse perché una volta c’erano anche film belli, non solo blockbuster da millemila milioni che non mi lasciano nulla dopo la visione…

    Comunque, fantastica analisi. XD

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