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La Mummia: Benvenuti in un mondo di dei e mostri

Essere il primo film di un franchise molto grande e già in gran parte annunciato non è assolutamente facile e porta con sé un carico enorme di responsabilità. La Mummia riuscirà nell'intento o dovremo assistere al fallimento del progetto (per la seconda volta)? Cerchiamo insieme la risposta.

La Mummia è più di un semplice film e più di una nuova interpretazione di un personaggio classico del cinema con quasi 85 anni di storia: è il primo pezzo di un grande puzzle chiamato Dark Universe, un universo condiviso che, sulla scia del successo di quelli di altre case cinematografiche, da anni gli Universal Studios stanno cercando di costruire. Un progetto che in realtà sarebbe dovuto partire già con Dracula Untold del 2014, ma critiche poco favorevoli e incassi non entusiasmanti hanno spinto la produzione a ritornare sui propri passi e ad annunciare ufficialmente La Mummia come "vero" avvio del franchise. A ricordarcelo è il logo del Dark Universe che compare nei titoli di testa poco prima dell'inizio del film, oltre ovviamente alla presenza del Dottor Jekyll, interpretato da Russell Crowe, destinato a svolgere il ruolo di "collante" tra le varie pellicole del franchise. È importante ricordarlo prima di addentrarsi nell'analisi, perché l'influenza che il contesto ha avuto sulle scelte in fase di produzione è assolutamente palpabile.
A partire proprio dalla trama del film, che procede in maniera piuttosto semplice e lineare, disseminando qua e là qualche easter egg che anticipa le pellicole successive e soprattutto ponendo le basi per tutto l'universo cinematografico, fornendo un'ambientazione definita e un'idea dei personaggi principali che rivedremo. Detto questo, La Mummia scorre molto bene, senza esagerare nel minutaggio e senza farlo pesare allo spettatore, grazie ad alcune trovate interessanti nelle scene d'azione e ad uno stile che alterna momenti di serietà che arrivano a sfiorare l'horror, alle gag e battute tipiche degli action degli ultimi anni. In questo senso è decisamente azzeccata la scelta di Jake Johnson come spalla comica del protagonista Tom Cruise, anche se la miglior performance è sicuramente quella di Sofia Boutella, eccezionale nei panni della Principessa Ahmanet, sia nella sua versione umana, sia nella sua forma mostruosa e malvagia, dove riesce a dare allo spettatore una sensazione di inquietudine solo con l'utilizzo del corpo. Non particolarmente brillanti invece i due protagonisti Tom Cruise e Annabelle Wallis, salvo alcuni brevi e sporadici picchi.
Passando ad osservare i lati negativi della pellicola, se ne possono trovare diversi, a partire da alcune ingenuità nella sceneggiatura che saranno molto probabilmente oggetto di discussione sui social network nei prossimi giorni. Non si tratta di nulla di davvero invalidante (almeno quelle che abbiamo rilevato durante la visione) ma avrebbero potuto essere rese meglio. Allo stesso modo, dedicare ampie sequenze all'esposizione della trama non è un difetto troppo grave, ma è un segnale di una sceneggiatura che non è stata curata attentamente. 
Tirando le conclusioni, La Mummia è un film che non cerca di raggiungere vette altissime, ma semplicemente vuole intrattenere il suo pubblico e preparare il terreno per quello che verrà e riesce tranquillamente nei suoi obiettivi, a patto di chiudere un occhio su alcune imprecisioni e affrontandolo con il giusto spirito, nell'attesa che il prossimo film de Dark Universe ci mostri finalmente cosa sanno fare davvero questi mostri. 

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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