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La Casa di Carta: cos’è successo nella quarta stagione?

Il riassunto della quarta stagione in attesa dell'inizio della quinta ed ultima su Netflix

L’attesa è finita: la banda di rapinatori più popolare del piccolo schermo sta per tornare. La Casa di Carta 5 sarà disponibile su Netflix dal 3 settembre ma, prima di addentrarci nelle nuove avventure del Professore e dei suoi ‘allievi’, è doveroso ripercorrere quanto accaduto nella precedente stagione, in modo da essere prontissimi ad affrontare al meglio i nuovi episodi.

Andiamo, dunque, a ripercorrere gli eventi della banda negli otto episodi della quarta stagione.

ATTENZIONE: naturalmente in questo articolo ci saranno spoiler sulla quarta stagione de La casa di carta (ma non sulla quinta). Procedete quindi con cautela nella lettura se non siete in pari con la visione
La Casa di Carta 5

La Casa di Carta 4: dove siamo rimasti?

La finta esecuzione di Raquel

La terza stagione si è conclusa quando Raquel/Lisbona, in un capanno in mezzo al bosco, viene trovata dall’agente Suarez e giustiziata. O, almeno, è questo ciò che crede il Professore, al momento in collegamento audio con Lisbona. Dopo la disperazione per la morte della sua compagna, dà dunque alla Banda il via libera per agire con decisione contro le forze armate che, in quel momento, si apprestavano ad entrare con mezzi pesanti nella banca di Spagna. Con un colpo di bazooka, la banda – contravvenendo alle sue regole – abbatte un mezzo armato delle autorità.

Mentre il Professore riesce ad abbandonare il bosco grazie a un diversivo organizzato con la complicità di Marsiglia, il gruppo è alle prese con il salvataggio di Nairobi. Con un inganno, nella terza stagione, è stata attirata ad una finestra e trafitta da colpi di arma da fuoco; il proiettile si trova ora nel polmone e necessita di un accurato intervento. Sarà la banda, capitanata da Tokyo e con l’aiuto un chirurgo pakistano in collegamento, ad operarla con successo.

Il poliziotto corrotto

A differenza di ciò che il Professore crede, Lisbona è viva. Viene trasportata nella Tenda dove è in atto l’azione della polizia per fermare la banda e quì viene sottoposta all’interrogatorio dell’ispettore Sierra. Il Professore però, che in queste quattro stagioni ha mostrato di essere sempre un passo avanti a tutti, non impiega molto a capire che non è morta. Una veloce perlustrazione all’esterno della Tenda allestita dalla polizia fuori dalla Banca lo porta a notare alcuni indizi cruciali.

C’è però bisogno di una conferma che può arrivare solo attraverso un infiltrato. Così, con l’aiuto di Marsiglia, si inoltra di notte nella Casa di un poliziotto, l’agente Benito Antoñanzas. Dopo averlo minacciato e corrotto con un milione di euro, ottengono l’informazione che volevano: Lisbona è viva. Il Professore gli lascia allora un suo oggetto personale, un orologio, con il quale l’agente dovrà palesare a Raquel che lui sa che è viva.

Il tradimento di Palermo e l’assalto di Gandìa

Intanto, nella Banca, si appresta il caos. Quando Tokyo prende con la forza il comando, Palermo viene messo da parte e minaccia di abbandonare la struttura. Viene allora catturato e incatenato dai compagni. Un errore che costerà loro caro: Palermo è infatti determinato a riprendere il comando e, per farlo, scatena il caos, suggerendo a Gandìa – l’agente personale del Governatore, nonché assassino professionista – di liberarsi dalle manette, lussandosi l’alluce. Quando il fatto è compiuto, l’uomo riesce a scappare, facilitato dalla presenza alla guardia di Rio che non riesce a sparargli.

La prima cosa che fa Gandìa è cercare Nairobi. La trova nella sua branda, dopo l’operazione, e cerca di soffocarla ma senza successo. Nairobi, infatti, riesce a difendersi come può e Gandìa è costretto a fuggire. Sa, però, dell’esistenza di una Panic Room, ed è qui che si rifugia. Con telecamere ovunque da cui poter spiare tutti e un telefono a sua disposizione, contatta la Tenda e chiede l’autorizzazione ad agire con forza, per uccidere ogni elemento della banda.

La morte di Nairobi

In realtà, Gandìa non potrebbe agire. Il Professore e la polizia hanno, infatti, appena stipulato una tregua per dare alla banda la possibilità di curare Nairobi. Nonostante ciò, Tamayo – capo della missione – dà a Gandìa il permesso ufficioso di agire – “Sarà considerata legittima difesa”, gli dice. Ad ascoltare tutto c’è però il poliziotto infiltrato del Professore, che gli riporta tutto. Quando il Professore cerca poi di avvisare Tokyo, Gandìa è già alle sue spalle e la cattura, portandola nella Panic Room.

Da qui avvisa poi tutti di essere salvo e di avere la ragazza in ostaggio. Procede, dunque, con la missione di uccidere gli altri elementi della banda, arrivando fino a Nairobi. Rimangono, però, bloccati nella camera insieme: Gandìa blocca Nairobi, infilandole la testa in un buco nella porta e ordinando alla banda di lasciargli libero il passaggio se non la vogliono morta. Dopo una serie di contrattazioni, Gandìa riesce ad ottenere ciò che vuole. Lascia allora libera Nairobi ma, prima che possa raggiungere i suoi amici, le spara un colpo alla testa, uccidendola.

La vendetta del Professore

Mentre va in scena il funerale di Nairobi, la cui bara viene trasportata fuori dalla Banca, la vendetta del Professore prende forma. Il nostro stratega decide di svelare delle torture subite da Rio da parte della polizia al mondo intero. Lo fa prima con un video in cui Rio stesso racconta, in modo crudo, quanto ha subito; poi è lui stesso a metterci la faccia, facendo ascoltare in diretta nazionale la finta esecuzione di Lisbona. La polizia corre ai ripari: Prieto tiene una conferenza stampa in cui nega tutto ma, proprio mentre nega le accuse, il Professore invia alla stampa la confessione dell’uomo che, in Algeria, ha personalmente torturato Rio su richiesta della polizia.

Prieto e Sierra sono le pedine che Tamajo decide di sacrificare e, quindi, licenziare. Quando però tocca alla seconda tenere una conferenza stampa, confessa tutto, rivelando tutte le losche mosse delle autorità e del Governo spagnolo. Mentre accade ciò, il Professore chiama a racconta un gruppo di minatori, amici fedeli del compianto Mosca. Grazie a loro che darà il via alla parte finale del suo disegno: il piano Parigi.

Il finale

Nell’ultima puntata de La Casa di Carta 4, il professore mette in atto il Piano Parigi. L’obiettivo è quello di prelevare Lisbona e portarla direttamente nella Banca di Spagna, riunendola al resto del gruppo. Per farlo, serve l’aiuto dei minatori: a loro il compito di scavare un tunnel che sbuchi poi nel parcheggio sotterraneo del tribunale in cui Lisbona arriverà al momento della sua deposizione. Qui i minatori, travestiti da poliziotti e avvocati, riescono ad operare uno scambio di persona con un attacco veloce. L’azione va in porto e Lisbona viene trasportata su un aereo militare sotto la guida di Marsiglia.

L’altra parte del piano Parigi coinvolge Gandìa: quest’ultimo, costretto dalla banda, fa credere a Tamajo di aver ucciso non solo Nairobi ma anche Tokyo e di avere la necessità di essere prelevato sul tetto. Questo giustificherà l’arrivo dell’aereo militare che, invece, trasporta Lisbona. La donna si cala dunque sul tetto della banca di Spagna, unendosi al resto del gruppo, che festeggia con gioia il suo arrivo. Gandìa, invece, non arriverà mai su quell’aereo richiesto. Mentre festeggia per il successo del suo piano, il Professore è però colto alle spalle da Alicia Sierra. L’ex ispettore ha continuato da sola le indagini, arrivando fino al suo nascondiglio.

La Casa di Carta 5, Volume 1: il trailer

La prima parte della quinta ed ultima stagione della Casa di Carta sarà disponibile su Netflix dal 3 settembre. Cosa accadrà? Ecco le prima scene dal trailer.

Anna Montesano

Scrittrice da quando ne ho memoria, dai diari al web. Viaggiatrice incallita e malata di serie tv, appassionata di tv e cinema. Nella vita un solo motto: "Perché rimandare a domani quando puoi vederlo oggi?"

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