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5 serie per conoscere il Juneteenth

La giornata per l'emancipazione degli afroamericani dalla schiavitù quest'anno diventa festa nazionale negli USA

Il 19 giugno si celebra il Juneteenth, che quest’anno diventa festa nazionale degli Stati Uniti. Questa data ricorda l’emancipazione dalla schiavitù degli americani di discendenza africana, una data storica per l’America e non solo. Vogliamo raccontarvi questa ricorrenza, così rilevante, ma pensiamo anche che ci siano voci più forti e capaci delle nostre per farlo. Ed ecco qui quindi cinque serie che raccontano il Juneteenth per approfondire l’argomento. E che sono ottime serie da guardare ogni giorno dell’anno.

Le cinque serie per conoscere Juneteenth

Sebbene il Proclama di Emancipazione del 1862 del Presidente Lincoln abbia dichiarato illegale la schiavitù in tutti gli Stati Uniti, gli schiavi afroamericani non furono liberati immediatamente in tutti gli Stati sudisti. Gli schiavi del Texas dovettero infatti aspettare fino al 19 giugno 1865 perché fossero ufficialmente liberi. E anche questa data segnò la fine della schiavitù solo negli Stati Confederati, quelli che si erano ribellati per continuare a praticare lo schiavismo. Delaware e Kentucky, che non avevano voluto la secessione, continuare a praticare l’abominevole pratica fino alla ratifica del 13° Emendamento il 6 dicembre 1865.

La data del Jubilee Day, Juneteenth, fu celebrata dapprima solo in Texas per poi espandersi in tutti gli Stati Uniti. E solo quest’anno diventa festa nazionale. Ma la celebrazione è da anni ignorata quando non attivamente vilipesa. L’anno scorso l’allora Presidente Trump organizzò proprio il 19 giugno un raduno dei suoi sostenitori a Tulsa, teatro di uno dei peggiori massacri di stampo razziale nella storia degli Stati Uniti. L’ex Presidente si giustificò dicendo che “nessuno sapeva di quella festa”.

Parlare dell’importanza di questa celebrazione e della storia complicata dell’emancipazione della comunità afroamericana degli Stati Uniti, un processo ancora in corso, è estremamente difficile, soprattutto vivendo da questa parte dell’oceano. Perciò, più che raccontarvela, vogliamo amplificare per quanto possiamo le voci di chi lo sa fare davvero. Vi consigliamo quindi alcune serie che ci hanno colpito e che siamo certi possano raccontarvi il Jubilee Day meglio di quanto potremmo mai fare.

Black-ish, Juneteenth e l’orgoglio della propria cultura

La serie ABC Black-ish (che in Italia potete trovare su Disney+) affronta in ogni puntata un aspetto della cultura afroamericana, raccontandolo in maniera spesso diretta e senza fronzoli. Creata da Kenya Barris, la serie ha deciso di aprire la quarta stagione con una premiére dedicata proprio a Juneteenth. La puntata spiega anche in maniera sintetica ed efficace il perché della celebrazione. E lo fa con i Roots in versione cartone animato, che è ufficialmente il miglior modo per fare tutto.

La puntata gira attorno allo stupore di Dre (Anthony Jackson) quando scopre che la scuola dei suoi figli ha realizzato un musical su Cristoforo Colombo. Che ha scoperto un continente su cui vivevano già milioni di persone. Quando invece nessuno sembra conoscere la storia della schiavitù negli Stati Uniti. Il resto dell’episodio diventa quindi un musical in stile Hamilton, che racconta quel 19 giugno 1985.

Watchmen e la pesante eredità del passato

Se Marvel ha avuto il suo primo confronto diretto con il razzismo e il ruolo che ha avuto negli Stati Uniti con The Falcon and The Winter Soldier, DC Comics ha avuto un approccio ancora più diretto. Watchmen (che trovate su Sky e NOW) non parla di Juneteenth in maniera diretta ma ha al centro della trama il fatto che gli Stati Uniti non hanno mai fatto i conti con quel terribile “peccato originale”.

Le prime immagini della serie dipingono il massacro di Tulsa, l’unico evento realmente accaduto in tutta questa serie supereroistica. Eppure moltissimi americani (per non parlare di noi europei) non avevano mai sentito parlare di quell’evento. Tutto il resto della serie continua con questo punto di vista: provare a fare i conti con il proprio passato, anche quando è terribile.

La ferrovia sotterranea, una potentissima metafora

Colson Whitehead ha vinto il Pulitzer e praticamente qualsiasi altro premio letterario nel 2016 con La ferrovia sotterranea (che vi consigliamo di leggere). Quindi Amazon Prime Video ha deciso di investire sulla qualità per realizzarne una versione seriale e ha chiesto a Barry Jenkins, il regista da Oscar di Moonlight e Se la strada potesse parlare.

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La storia segue Cora (Thuso Mbedu), una schiava in una piantagione in Georgia, che proverà a scappare dalla piantagione in cui è sfruttata. La storia ha un realismo magico in stile Marquez, che mischia la realtà, la leggenda e la fantasia. Per cui la cosiddetta “ferrovia verso Nord”, una rete informale di persone che aiutavano gli schiavi a scappare negli Stati in cui la schiavitù era illegale, diventa una vera e propria ferrovia sotterranea. Una storia potente anche in versione letteraria, realizzata con il tocco delicato ed emozionante di Jenkins. Che racconta l’abominio della schiavitù in una maniera davvero originale.

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La ferrovia sotterranea
  • Whitehead, Colson (Author)

#blackAF, perché il Junenteeth è ancora attuale

Un’altra serie di Kenya Barris, questa volta per Netflix. #blackAF (non possiamo aiutarvi a tradurre l’acronimo AF per pudore), già dal titolo, promette di essere ancora più diretta di Black-ish quando parla della cultura afroamericana e delle questioni etniche negli Stati Uniti. La serie ha per protagonista lo stesso Kenya Barris, in una specie di documentario fittizio in stile Larry David in Curb Your Enthusiasm. Quindi Barris è anche nella serie il creatore di successo di Black-ish.

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Ogni episodio della serie contiene nel titolo la frase “because of slavery“: Barris ha a che fare con la propria moglie (Rashida Jones) e i figli mentre cerca di spiegare l’eredità della schiavitù nella vita degli afroamericani anche oggi. Dalla decisione di acquistare vestiti appariscenti fino alla sessualizzazione precoce delle ragazzine afroamericane, ricollega con il solito perfetto tempismo comico anche i fatti più mondani alla macchia indelebile dello schiavismo nella Storia americana. Per adesso c’è solo una stagione di episodi piuttosto breve, binge watching consigliatissimo.

La puntata sul Juneteenth della serie Atlanta è televisione di altissimo livello

Chiudiamo con la primissima serie TV americana a fare un episodio interamente dedicato al Juneteenth, almeno fra quelle di cui siamo a conoscenza: Atlanta (che trovate su Disney+). Creata dal poliedrico Donald Glover, la serie racconta della vita di Earn (lo stesso Glover), che deve arrangiarsi a vivere ad Atlanta. La serie alterna il realismo crudo con note di assurdismo che sono diventate la firma comica di Glover e merita di essere guardata in ogni minuto.

La puntata della prima stagione sul Juneteenth è magistrale. Racconta di Earn e Van (Zazie Beetz) la madre di sua figlia, con la quale ha una relazione complessa. Sono invitati a casa di un’amica di Van, sposata con un ricco uomo bianco appassionato della cultura africana, che vuole celebrare Juneteenth in maniera sfarzosa. Senza mai essere pedante o banale, la serie riesce a parlare dell’identità dei personaggi e della difficoltà a essere autentici, fornendo al tempo stesso una critica sociale davvero elegante. Televisione all’ennesima potenza.

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Tutte queste serie meritano di essere guardate anche senza averne un motivo. Ma con l’occasione del Juneteenth potete esplorare queste serie che offrono spunti di riflessione importanti, senza dimenticarsi di raccontare delle storie avvincenti e di farlo bene. Buona visione e buon Jubilee Day.

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