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Johnny Depp dice la sua sulla cancel culture

L'attore parla al San Sebastian Film Festival, nel mezzo della battaglia legale con l'ex moglie

L’attore Johnny Depp parla della “cancel culture” durante la conferenza stampa del San Sebastian Film Festival, prima di ricevere il Donostia Awards. Depp ha risposto alle domande durante la conferenza stampa, nel mezzo della battaglia legale con l’ex moglie Amber Heard.

Johnny Depp parla della cancel culture

La separazione di Depp dalla ex moglie ha spesso fatto la prima pagina dei tabloid, specie dopo che nel 2018 The Sun ha pubblicato diversi articoli che accusavano Depp di aver assalito e abusato dell’allora moglie Amber Heard. Depp ha citato la pubblicazione per calunnie, pur perdendo sia la causa iniziale che l’appello.

Depp ha risposto ai giornalisti: “Può essere visto come un evento nella storia che è durato quanto è durato, questa cancel culture, questo corsa subitanea al giudizio basata su quella che essenzialmente è solo aria inquinata. È tanto fuori controllo che vi assicuro che nessuno è al sicuro. Nessuno di voi. Né chiunque fuori da quella porta. Nessuno è al sicuro. Basta una frase e non c’è più spazio, vi tirano via il tappeto da sotto i piedi. Non è successo solo a me, succede a un sacco di persone. Questo tipo di cosa è successa a donne, uomini. Tristamente a un certo punto iniziano a pensare sia normale. O che per loro è finita. Ma non lo è”.

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Depp ha poi continuato dicendo che: “Non importa se un giudizio, di per sé, si prende una licenza artistica. Quando c’è un ingiustizia, che sia verso di te o verso qualcuno che ami, o qualcuno in cui credi: alzati, non sederti. Perché hanno bisogno di te”.

Lo scandalo pubblicato da The Sun ha portato Depp a rassegnare le dimissioni dal ruolo di Gellert Grindelwald in Animali Fantastici, dove sarà sostituito da Mads Mikkelsen. Ma anche nei film che continua a girare, come il recente Il Caso Minamata (su Sky e NOW), Depp vede il boicottaggio da parte di Hollywood.

In un’intervista con il Sunday Times ha detto: “Guardiamo queste persone negli occhi e promettiamo di non sfruttarle. Che il film sarà rispettoso. Credo che abbiamo mantenuto la nostra parte dell’accordo ma quelli che sono arrivati più tardi dovrebbero mantenere la loro parte. Alcuni film toccano le persone. E questo ha un impatto sulle persone in Minamata e chi ha vissuto un’esperienza simile. E per che cosa: perché Hollywood vuole boicottarmi? Un uomo, un attore in una situazione spiacevole e complessa, negli ultimi anni? Ma, sai, mi sto muovendo verso dove devo rendere tutto quello… dove portare le cose alla luce del sole”.

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ComicBook

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