Intrattenimento

Jim Starlin, tutto dall’incontro con il papà di Thanos a Lucca Comics and Games

Ecco cosa ci ha raccontato durante la manifestazione toscana

Dal 2012 a oggi, soprattutto negli ultimi due anni, un nuovo personaggio è entrato nel pantheon della cultura pop mainstream. Stiamo parlando di Thanos, villain principale della Infinity Saga, il primo grande ciclo narrativo del Marvel Cinematic Universe. I lettori di fumetti però lo conoscono da ben prima, ovvero dal 1973 quando il Titano fa il suo debutto sugli albi. A crearlo è stato Jim Starlin, che quest’anno era uno degli ospiti principali di Lucca Comics and Games. Ecco cosa ci ha raccontato durante la sua conferenza stampa.

Jim Starlin a Lucca Comics and Games 2019

L’approccio di questo autore alla scrittura dei propri personaggi è molto particolare. Nonostante infatti rappresenti avventure ambientate soprattutto nel lato cosmico dell’universo Marvel (di cui apprezza la maggiore libertà) e quindi abbia a che fare con figure extraterrestri, parte sempre dal presupposto che siano tutti umani.

Non solo. Starlin rifugge anche il concetto di eroi e villain. Per lui questo tipo di suddivisione è irrealistico e impreciso. Il suo stesso Thanos ha cercato spesso di distruggere l’universo, certo, ma altrettante volte è stato fondamentale per salvarlo.

Questo approccio ai personaggi gli ha anche permesso di ritagliare uno spazio sempre maggiore per il Titano. Essendo la sua prima creazione, Starlin è davvero molto legato a Thanos e adora poterne scrivere le avventure. Tuttavia inizialmente non aveva la possibilità di renderlo davvero protagonista: “Facevo storie di Capitan Marvel o Silver Surfer, anche se in fondo erano storie di Thanos“. Finalmente ha avuto l’occasione di dedicarcisi e ne è stato felicissimo.

Ovviamente si è parlato anche della versione cinematografica. Jim Starlin ha parlato di quanto l’abbia apprezzata, consapevole che non è realistico immaginarsi una copia carbone dei testi in un adattamento. Ha sottolineato anche la qualità del lavoro di Josh Brolin nei panni del ‘suo’ Thanos. Inizialmente si sarebbe immaginato una figura come Arnold Schwarzenegger o l’Idris Elba di Luther nel ruolo, ma oggi non riesce a vedere nessun altro. È solo dispiaciuto che l’attenzione sul personaggio abbia riportato a galla il famigerato Thanoscopter

Jim Starlin tra Morte in famiglia e Dreadstar

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Andando oltre Thanos, Starlin ha voluto raccontare la propria versione dei fatti su Una morte in famiglia, storica miniserie di Batman da lui scritta. L’autore non aveva mai particolarmente apprezzato la figura di Robin e aveva spesso proposto una fine tragica per il personaggio. Parte degli appassionati condivideva probabilmente questa opinione e così DC Comics decise di dargli questa opportunità.

Nacque così Batman: Una morte in famiglia e il famigerato sondaggio che pose la vita di Jason Todd nei mani dei lettori. Con una manciata di voti venne deciso il tragico destino del personaggio, che morì in una sequenza particolarmente grafica per mano del Joker.

Nonostante la soddisfazione di Jim Starlin però, la decisione ebbe degli effetti negativi per il licensing DC Comics. Innumerevoli prodotti con protagonisti Batman e Robin rimasero invenduti, con grossi danni per la compagnia. Starlin dovette assumersi le responsabilità della scelta e fu piano piano allontanato da DC Comics. Non tutti i mali però vengono per nuocere: subito dopo tornò in Marvel Comics dove realizzò Il Guanto dell’Infinito.

L’autore ha parlato anche di Dreadstar. Il personaggio, che definisce “un anarchico senza un secondo atto“, sarà presto protagonista di nuovi annunci. Non ci ha potuto purtroppo rivelare di che cosa si tratta, ma saremo con le orecchie tese pronti a riportarvelo!

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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