Cinema e Serie TV

Incastrati: Ficarra e Picone tra crime, equivoci e serie TV | Recensione

Ecco cosa pensiamo della nuova serie TV del duo comico, da oggi su Netflix

Salvo Ficarra e Valentino Picone debuttano su Netflix con la serie TV Incastrati, la prima produzione scritta, diretta e interpretata dal duo comico e di cui vi proponiamo la nostra recensione. Nonostante sia la prima volta che i due attori si mettono alla prova con la serialità e il mondo dello streaming, la loro comicità non è cambiata affatto, anzi è migliorata. A breve ne parleremo più a fondo, ma prima vi raccontiamo il fulcro della serie Netflix. La storia segue Salvo e Valentino – anche in questa occasione il duo ha mantenuto i nomi reali – che si ritrovano “incastrati” in un caso di omicidio. Cercando di scappare dalla scena del crimine, i protagonisti si mettono sempre più nei guai in un crescendo di eventi che li porterà a dover fare i conti con le autorità e addirittura con la mafia.

La recensione di Incastrati, la serie TV Netflix

Il duo comico è pronto ad aprire il 2022 con una serie TV tutta da ridere, dove a farla da padrona è la spensieratezza. Una commedia degli equivoci, che non manca di concentrarsi su tematiche attuali e importanti allo stesso tempo. La produzione è ricca di riferimenti al grande cinema e ha in sé la stessa comicità che Ficarra e Picone hanno sempre portato sul grande schermo. Non c’è la volontà di sfruttare il politicamente scorretto per suscitare una risata, né tantomeno di ricorrere al cinismo. La comicità, la più semplice e pura che si possa incontrare sullo schermo, è data in buona sostanza dai battibecchi tra i due interpreti e dalle loro reazioni agli eventi.

Essere se stessi

Nella serie, quindi, ritroviamo i due comici nei panni di sé stessi, quelli che sono soliti interpretare. In fin dei conti è per questo motivo che la coppia funziona: hanno ruoli ben definiti. Salvo è sicuro di sé e non ha paura di prendere in mano la situazione; Valentino è il suo opposto: il coraggio non è nelle sue corde ed è perlopiù remissivo. Se poi pensiamo che anche nella realtà il duo comico vive di autoironia e prese in giro reciproche (in senso buono), non stupisce che Ficarra e Picone siano così affiatati anche sullo schermo. Insomma, i fan del duo non resteranno delusi.

Le risate e la leggerezza dominano tutti e sei gli episodi, con un allentamento nella fase iniziale, quando la storia deve ancora prendere forma. Perché prima di tutto bisogna dare agli spettatori le linee guida; le informazioni sui personaggi e i rapporti che li legano, ma anche su quella che poi sarà la trama principale, e sugli intrecci secondari. Non vi sveleremo nulla a riguardo, a parte che tra i protagonisti non c’è solo un rapporto di amicizia: Salvo è sposato con la sorella di Valentino, interpretata da Anna Favella.

Il tempo e lo spazio

D’altronde il bello di avere più tempo per raccontare una storia – gli episodi durano circa 30 minuti ciascuno per un totale di 3 ore – è quello di poter approfondire trame e personaggi. Possiamo dire che i registi della serie TV sono riusciti nell’impresa. Non hanno sprecato l’opportunità di dire di più. Il tutto senza esagerare e perdersi in inutili fronzoli, ma costruendo il racconto in tutte le sue sfumature, quelle utili alla narrazione. Ciò non riguarda solo la trama in sé, ma anche l’amara realtà in sottofondo.

Tra limiti e sorprese

Il problema principale sta nel ritmo del racconto. Tende a diminuire di intensità e quindi di linearità, perdendosi in un alternarsi costante di andamenti narrativi diversi: prima rallentati dalla necessità di spiegare; poi serrati nelle sequenze più incisive; e di nuovo rallentati per mostrarci qualcosa in più dei personaggi secondari e della loro storia. Questa scelta è utile per dare spazio a tutti i componenti del cast e aumentare il desiderio di scoprire che piega prenderà la storia, ma a lungo andare potrebbe smorzare l’entusiasmo degli utenti. Al di là di ciò, la sceneggiatura è ottima e la regia è semplice e adatta a garantire il giusto spessore ai risvolti narrativi.

Non mancano poi richiami ad altri film e temi già affrontati da Ficarra e Picone in passato, come vedremo a breve nella nostra recensione di Incastrati. La serie TV porta su Netflix anche l’ambientazione tipica del duo: la loro amata Sicilia torna a mostrarsi tra le numerose sequenze girate in interni. Una scelta chiara e funzionale, quella di privilegiare le riprese dentro quattro mura: dall’appartamento della vittima al monastero, e fino alla casa della madre di Valentino, al commissariato e al comune.

Scopriamo le tematiche principali con la recensione di Incastrati

Parliamo di cose altrettanto serie: i temi che la serie TV mette in evidenza nel corso del racconto. Prima di tutto è bene dire che Incastrati mostra una Mafia molto diversa da quella de L’Ora Legale, come sottolineato dagli stessi registi durante la conferenza stampa. In questo caso è un’organizzazione criminale che nasce “dal basso” (sono persone comuni che svolgono lavori altrettanto comuni) e resta nascosta agli occhi dei cittadini siciliani. Un tema molto attuale, che ci porta a riflettere sulla situazione italiana dei giorni nostri. In fondo siamo tutti consapevoli – chi più e chi meno – che la Mafia lavora in incognito e non si ferma mai, anche quando se ne sente parlare poco o per niente.

Ficarra e Picone rappresentano una mafia sempre più vicina alla chiesa. Non è un caso che il boss sia soprannominato Padre Santissimo; e nemmeno che il motivo per cui il personaggio di Tony Sperandeo nella serie è chiamato Cosa Inutile sia legato a un evento accaduto nel luogo sacro. Inoltre, un ambiente centrale della storia è il monastero in cui si vendono pasticcini senza fatturare. Sacralità e illegalità si uniscono per i motivi più impensabili e disparati.

A questo tema si uniscono la corruzione dei funzionari pubblici, che si spalleggiano tra loro per incrementare le loro entrate (in nero); e la presenza della figura femminile forte e indipendente, lontana dallo stereotipo della donna siciliana che pensa solo al matrimonio e alla casa. Le donne di Incastrati – da Ester, la moglie di Salvo, alla madre di Valentino, e fino alla poliziotta Agata (Marianna di martino) – non le mandano certo a dire. Quando c’è da prendere posizione, essere dure o mettere lo zampino nelle questioni importanti (e non) sono sempre in prima linea. E meno male.

Colpi di scena e genialità

Come potrete constatare di persona da oggi, le donne hanno un ruolo fondamentale nella storia: aiutano i due protagonisti a uscire dalla serie di sfortunati eventi che li vedrà coinvolti. Non diremo altro su questo punto per evitare spoiler e lasciare agli utenti il piacere di scoprire tutto ciò che di buono presenta la serie Netflix. Possiamo però rivelarvi che nella prima serie TV di Ficarra e Picone la suspense è onnipresente. Ogni episodio si chiude con un cliffhanger che rende quasi impensabile l’idea di aspettare per vedere quello successivo. Vi avevamo già detto che la sceneggiatura è convincente, e questo è uno dei motivi. Di conseguenza possiamo dire che il problema del ritmo narrativo altalenante non incide particolarmente sulla riuscita della serie TV. In fin dei conti ciò che conta è divertirsi e sorprendersi, e di certo non mancherà l’occasione.

Concludiamo la nostra recensione di Incastrati dicendo che l’idea di produrre una serie TV volta anche a prendere in giro altre serie TV e lo straniamento dalla realtà che deriva dall’usufruirne molto è geniale. È qualcosa che riguarda un po’ tutti noi serializzati. Non solo iniziamo a guardare cose nuove di giorno in giorno, ma talvolta andiamo in fissa con alcune produzioni, che ci portano nel mondo della fantasia, allontanandoci dalla realtà. Sarà capitato a tutti di pensare “cosa avrebbe fatto quel personaggio se…”. In Incastrati succede più spesso di quanto si possa immaginare, ed è bellissimo, anche se qualcuno ne risentirà.

Personaggi e interpreti

Le coppie della serie Netflix, a partire dai co-protagonisti, hanno una cosa in comune. Sono formate da personaggi che hanno caratteri opposti (Valentino e Agata, Salvo e Valentino) o stili di vita differenti (Salvo e Ester). Ciò rende tutto più piccante e travolgente, anche grazie alla meravigliosa interpretazione di tutti gli attori coinvolti. Nessuno escluso.

Tra questi ricordiamo Tony Sperandeo (Tonino Macaluso, detto “Cosa Inutile”); Maurizio Marchetti (il portiere Martorana); Mary Cipolla (La signora Antonietta, madre di Valentino ed Ester); Domenico Centamore (Don Lorenzo, detto “Primo Sale”); Leo Gullotta (il procuratore Nicolosi); Filippo Luna (il vice questore Lo Russo, collega di Agata); e Sergio Friscia (Sergione, il giornalista).

Dopo la recensione, vi ricordiamo che Incastrati è già disponibile su Netflix. Non perdetevi le espressioni di Ficarra e Picone mentre tentano di tirarsi fuori dai guai.

L'Ora Legale
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