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Come Il Signore degli Anelli ha cambiato il cinema

La trilogia di Peter Jackson è stata rivoluzionaria sotto tanti aspetti, influenzando tutto ciò che è venuto dopo

Il Signore degli Anelli è una delle poche saghe cinematografiche che è riuscita a mettere d’accordo praticamente tutti. Critica e pubblico hanno adorato in grandissima parte il progetto di Peter Jackson e questo non è passato certo sotto traccia. Negli anni successivi è emerso sempre più come questa trilogia sia stata fondamentale per la settima arte, lasciando un segno importantissimo su quello che è venuto dopo. Per questo motivo, dopo aver parlato di come il cinema abbia cambiato Il Signore degli Anelli, oggi andiamo a esplorare come Il Signore degli Anelli abbia cambiato il cinema.

Il Signore degli Anelli, tutti i modi in cui ha influenzato la settima arte

Quasi tre miliardi di dollari di incasso totale in tutto il mondo. Una valanga di riconoscimenti cinematografici, fra cui spiccano i 17 Premi Oscar. 11 di questi sono stati tutti per l’ultimo capitolo Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re, un record ancora oggi. Come dicevamo in apertura, l’incontro perfetto tra pubblico e critica, per una delle saghe che riesce a coinvolgere numeri eccezionali di appassionati a quasi vent’anni dal suo debutto nelle sale.

Un progetto rischioso, su cui non era facile scommettere. C’erano già stati diversi tentativi di portare la complessa opera tolkeniana in sala, ma quasi sempre non erano andati a buon fine. Animato dalle nuove tecnologie, Peter Jackson è riuscito nell’impresa, ottenendo un risultato che ha superato ogni aspettativa. Questo successo ha aperto le porte a tanti progetti successivi, cambiando per sempre il mondo dell’intrattenimento.

Ma quali sono i cambiamenti fondamentali che questa trilogia ha portato alla storia della settima arte? Andiamo a scoprirli insieme!

Ha riportato in auge il fantasy

il signore degli anelli influenza cinemaDopo aver vissuto un decennio eccezionale negli anni ’80, il fantasy sembrava essere scomparso negli anni ’90. Con la notevole eccezione di Dragonheart (e qualcuno potrebbe dire Fantaghirò), questo genere era praticamente scomparso. Il Signore degli Anelli ha mostrato al mondo che non solo c’era ancora interesse per questo tipo di storie, ma che potevano essere dei successi incredibili.

E così, complice anche il successo quasi parallelo dei libri e dei film di Harry Potter, le case di produzione hanno ritrovato la fiducia in progetti di questo genere. Tantissimi film, celebrati o bocciati da pubblico e critica, non avrebbero potuto esistere senza la trilogia di Jackson. Ed è difficile immaginare che anche show di successo come Game of Thrones avrebbero ottenuto la stessa fiducia in un mondo senza Il Signore degli Anelli

Maxiature ed effetti speciali

Un aspetto in cui questa saga è stata davvero rivoluzionaria è stato il suo approccio agli effetti speciali. La Weta Workshop e la Weta Digital hanno lavorato fianco a fianco per unire lo sviluppo di effetti fisici e digitali, creando una combinazione unica che ha dato alla saga il suo tocco realistico e coinvolgente. Questa fusione tra i due mondi, quasi sempre ritenuti in conflitto, è stata fondamentale per il successo della trilogia e uno dei suoi cavalli di battaglia, celebrato in ogni dove.

Tra le  caratteristiche più affascinanti si trovano le ‘maxiature‘ (o meglio, big-atures come le chiamavano sul set). Si tratta di modelli in miniatura dei set, ma di dimensioni comunque consistenti: alcuni erano alti anche 7 metri! Questi si usavano per riprese aeree e d’ambiente per poi rifinirle in digitale. Un lavoro complesso ma il cui risultato è stato decisamente positivo.

Ha scoperto le potenzialità di Internet

Era l’inizio degli anni 2000. Internet era ancora un mondo dove le e-mail e le chat room erano qualcosa di incredibile e non potevi accedervi se un genitore stava telefonando. Ancora non si sapeva quale rivoluzione avrebbe portato nelle vite di tutti. Solo qualcuno che riusciva a vedere più lontano degli altri ne poteva immaginare le potenzialità e fra questi c’era la produzione de Il Signore degli Anelli. Chissà, forse Legolas con i suoi occhi di elfo li ha aiutati…

Già, perché il lancio della trilogia fu uno dei primi a sfruttare a pieno il mondo del web. Da una parte con il debutto di un trailer dedicato che fu uno dei primissimi a ‘rompere l’Internet’. Dall’altra coinvolgendo sempre di più i siti di fan e le community nel corso della produzione, creando le basi per l’evoluzione del rapporto con il fandom e le opere. Questo anni e anni prima della nascita di Facebook, YouTube e Twitter.

Andy Serkis e la sua eterna vita in una tuta aderente

il signore degli anelli influenza cinemaAl di là dell’ironia del sottotitolo, uno dei più grandi impatti che Il Signore degli Anelli ha avuto sul mondo del cinema è sicuramente il rivoluzionario uso del motion capture. Questa tecnica esisteva già da tempo e c’erano già stati utilizzi in ambito cinematografico. Il tanto contestato Jar Jar Binks è arrivato sul grande schermo anche grazie a questa tecnica, ad esempio.

Tuttavia è con Il Signore degli Anelli – Le due torri che il mondo scopre davvero le sue potenzialità. La rappresentazione eccezionale dei movimenti di Gollum, unita alla grande interpretazione di Andy Serkis, ha fatto capire al cinema cosa potesse offrire il motion capture. Da allora, ci sono stati tantissimi utilizzi creativi di questo strumento in altrettante pellicole e opere. Grazie a questa si sono rotte barriere, permettendo agli attori di interpretare (e non solo dar loro la voce) ogni tipo di creatura, dagli alieni di Avatar alle scimmie, ai robot, fino al gigantesco drago Smaug.

Ha insegnato a credere in una storia più ampia

il signore degli anelli influenza cinemaLa realizzazione de Il Signore degli Anelli è stata su una scala gigantesca per tanti motivi, ma fra questi ne spicca uno in particolare: è avvenuta tutta insieme. La produzione di tutti e tre i film è avvenuta back-to-back, senza attendere la release di ciascuno per vedere se i risultati fossero all’altezza. Non si tratta dell’unico caso in cui questo è avvenuto nella storia. Tanti film sono stati girati back-to-back, ma molti meno erano progetti che dovevano partire da zero. I sequel di Ritorno al futuro ad esempio sono nati così, ma solo dopo che il primo ha avuto successo. La decisione per Il Signore degli Anelli era necessaria per poter raccontare degnamente la storia di Tolkien, ma portava la casa di produzione a esporsi non poco. E se La compagnia dell’anello fosse stato un flop?

Fortunatamente la storia è andata in un’altra direzione e tutti e tre i film furono un successo internazionale, cresciuto anno dopo anno. Questo ha spinto sempre più blockbuster non tanto ad adottare questo stile di ripresa, ma a credere nelle storie più ampie.

Anche dopo Il Signore degli Anelli infatti ci sono stati pochi progetti che sono nati con tanti capitoli girati insieme. Uno di questi è Lo Hobbit, ovviamente, ma tanti altri hanno adottato questa tecnica solo per i seguiti, come avvenuto per Pirati dei Caraibi, Hunger Games o Harry Potter. Tuttavia, è evidente come dopo la trilogia di Jackson ci sia stata una sempre maggiore disponibilità a mettere in cantiere progetti a lungo termine. Saghe che fin dall’inizio nascessero con ulteriori capitoli in mente. Certo, questa saga non è l’unica ad avere meriti in questo senso, ma senza dubbio il suo contributo è stato fondamentale.

The Lord of the Rings - The Motion Picture Trilogy, Extended Edition (6 Blu-Ray+9 DVD)
  • Warner Bros
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  • Elijah Wood, Ian McKellen, Sean Astin (Actors)
  • Peter Jackson (Director) - J.R.R. Tolkien (Writer) - Peter Jackson (Producer) - Fran Walsh (Author)

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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