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Il ricordo di Un’estate fa. Intervista a Jordi Lafebre

Un viaggio alla scoperta di una famiglia e del proprio amore verso le vacanze estive

In un periodo di clausura forzata come quello che stiamo vivendo, i ricordi di viaggi passati sono la principale via di fuga verso il mondo esterno. Vacanze lunghe o brevi, viaggi avventurosi o tranquille gite fuori porta. Frammenti di vita capaci di stampare un piacevole sorriso sui nostri volti. Proprio questi ricordi di viaggio sono al centro di Un’estate fa, volume realizzato dalla coppia Zidrou e Jordi Lafebre.

Pubblicato in Italia da BAO Publishing, di cui potete leggere qui un’anteprima, Un’estate fa è una raccolta di storie con protagonista una normale famiglia belga. Conosceremo i suoi componenti e impareremo presto ad amarli e a sentirci a casa insieme a loro. I tre capitoli che compongono questo primo volume ci porteranno a ritroso nel tempo, a spasso tra Belgio e Francia, nella continua ricerca del posto perfetto in cui passare le vacanze estive.

Un’estate fa, ricordi di famiglia

Avventurarci tra le pagine del primo volume di questo racconto significherà aprire la porta dei nostri ricordi. Dopo aver conosciuto la famiglia protagonista della storia, i cui pilastri sono i genitori Pierre e Mado, partiremo subito verso le tanto agognate vacanze. I ricordi torneranno a galla come tanti piccoli pezzi di un quadro più ampio, reso ancor più dolce dalla realizzazione grafica di Lafebre.

Il primo volume di Un’estate fa è composto da tre differenti capitoli, pubblicati singolarmente in Francia. Storie che ci faranno capire come in realtà non stiamo parlando di una sola estate, bensì di diverse esperienze ambientate nel 1973, 1969 e 1962. Il singolare intreccio del racconto ci permetterà di conoscere fin da subito l’intero nucleo famigliare, genitori più quattro figli. Una famiglia normale unita però da un profondo legame affettivo che le permetterà di superare anche i più inaspettati imprevisti estivi.

La storia trae forza dall’atmosfera estiva stessa di cui è composto, tra interminabili viaggi in auto e piacevoli giornate di mare, che riporta alla mente piacevoli memorie della nostra infanzia. Il racconto di Zidrou giova inoltre della dolcezza nel tratto di Jordi Lafebre, caratterizzato da linee sinuose e delicate. Queste saranno inoltre accompagnate da colori accesi e pieni di vita, proprio come le calde giornate estive in cui tutto poteva succedere.

Jordi Lafebre, spagnolo classe 1976, lavora da anni nel mondo del fumetto e dell’illustrazione. Abbiamo avuto il piacere di poterlo intervistare per approfondire il suo lavoro su Un’estate fa e, più in generale, il proprio modo di approcciarsi al fumetto.

Ciao Jordi e benvenuto su Orgoglio Nerd. Come presenteresti Un’estate fa a dei nuovi lettori?

Un’estate fa è una raccolta di storie sulla famiglia. Io e Zidrou, lo sceneggiatore, volevamo raccontare le estati passate passate fra genitori e figli, nonni e amici. D’altronde, ognuno di noi ha una famiglia con le sue gioie e i suoi problemi quotidiani: volevamo riportare i lettori ai ricordi che tutti conserviamo con un po’ di nostalgia.

Il racconto inizia partendo dalla sua fine, dandoci un senso di tranquillità nei confronti delle avversità che i personaggi dovranno affrontare. Cosa vi ha spinto a optare per questa scelta?

Ci piaceva l’idea che le storie, a tratti, fossero agrodolci, perché raccontano il tempo che passa. Il libro ha un’atmosfera molto luminosa, racchiude la gioia di stare insieme con le persone a cui si vuole bene, ma non ha il classico lieto fine: direi che ha una chiusura, in parte, malinconica. In fin dei conti la vita non è mai perfetta, bianca o nera: è piena di sfumature.

Il tuo stile e i colori che utilizzi in Un’estate fa sono capaci di catturare l’attenzione del lettore sin dalla copertina. Come l’hai realizzata?

Il mio obiettivo è trasmettere le emozioni attraverso i personaggi, cerco sempre di far trasparire un certo calore dalle immagini dei miei fumetti. Per me è importante che i miei disegni siano prima di tutto belli, capaci di affascinare i lettori.

Sul tuo sito internet dici come ogni immagine è una storia. Come segui quest’idea nei fumetti che realizzi?

Sono un artista e mi considero anche un narratore. I disegni sono il mezzo che uso per raccontare una storia, per esprimere tutto quello che immagino. Amo rappresentare situazioni quotidiane, così che i lettori possano rivedersi ed empatizzare con i personaggi.

Questo racconto è un vero e proprio tuffo nel passato, un tempo non così lontano dal quale però la tecnologia ci ha molto allontanato.

Volevamo raccontare la vita di qualche decennio fa, infatti i racconti si svolgono nel 1973, nel 1969 e nel 1962. Sebbene sembri che stiamo parlando di un’epoca lontana, non sono passati poi tanti anni da quando bisognava attraversare una dogana per spostarsi dal Belgio alla Francia. A quei tempi, senza gli smartphone, perdersi per strada era una cosa molto comune: si consultava una mappa, ma non sempre si arrivava diretti a destinazione. Un’estate fa rievoca le atmosfere di quando eravamo bambini e viaggiavamo a bordo di una Renault 4.

Collegandoci a questo discorso, com’è stato rappresentare il lavoro di un collega, un fumettista?

Il papà, Pierre, doveva avere un lavoro che obbligasse tutta la famiglia ad aspettarlo per partire per le vacanze. All’inizio avevamo preso in considerazione altri mestieri, poi ci siamo detti: perché no? In fondo, sappiamo bene cosa voglia dire essere un fumettista: fare un lavoro appassionante, ma con tante scadenze da rispettare. Anche se non è il tema principale della storia, ci è servito per metterci nei panni del personaggio.

L’edizione BAO Publishing di Un’estate fa raccoglie le prime tre storie, pubblicate singolarmente in Francia. Come sta procedendo la pubblicazione?

Al momento, in Francia sono state pubblicate cinque storie e stiamo lavorando alla sesta. Nel prossimo futuro, credo che ci sarà abbastanza materiale per un nuovo volume italiano contenente la continuazione della storia.

Per concludere, sei un fumettista di Barcellona che lavora molto con la Francia. Vuoi suggerire ai lettori italiani un fumettista spagnolo o francese da poter scoprire?

I social ci permettono di scoprire nuovi incredibili artisti ogni giorno. Eventi come Lucca Comics & Games, sono un’ottima occasione per scoprire da vicino una grande varietà di autori. Il mio consiglio è di navigare su Instagram e di curiosare fra gli stand di fiere come questa, facendosi guidare dai propri gusti, non ne rimarrete delusi! Per esempio, in questi giorni allo stand BAO sono in compagnia di ben due autori spagnoli: Alberto Madrigal e Álvaro Ortiz.

Non possiamo far altro che ringraziare BAO Publishing e Jordi Lafebre per la gentilezza e disponibilità, augurando a voi la più bella delle vacanze leggendo Un’estate fa.

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Mattia De Poi

Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.

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