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Il grande libro dell’Inferno, il Life in Hell di Matt Groening prima di tutto

Qualche parole sull'antologia pubblicata da Coconino Press dedicata a questa pietra miliare del fumetto.

Prima ancora che ci fossero I Simpson, Futurama e Disincanto, Matt Groening si è fatto conoscere con una striscia a fumetti, intitolata Life in Hell, letteralmente Vita all’Inferno. A voler essere precisi è stata proprio questa serie a dare vita a tutti i progetti successivi dell’autore, che non ha mai mancato di omaggiarla. Ma questa è una storia per un altro giorno. Oggi, approfittando della pubblicazione de Il grande libro dell’Inferno di Coconino Press, vogliamo parlare un po’ proprio di Life in Hell.

Che cos’è Life in Hell?

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La striscia nasce originariamente come strumento con cui Groening raccontava agli amici lontani le sue avventure a Los Angeles. Una vita che, a giudicare dal titolo dell’opera, era ben lontana dall’immagine patinata che vediamo nei report televisivi. Protagonista è il coniglio Binky, alter ego dello stesso Matt, ma piano piano il cast di personaggi si allarga sempre di più.

A Binky si aggiunge prima la sua compagna Sheba e poi il piccolo Bongo, frutto di una sfrenata di passione in un locale (il Club Bongo, appunto). Un giorno, a sorpresa, la madre si presenta a casa del protagonista e lì abbandona il figlio, desiderosa di andare a cercare fortuna a New York. Chiudono il pantheon Akbar e Jeff, due personaggi identici nel design ma completamente differenti dalla famigliola di conigli con cui spesso incrociano le strade.

Mentre nuovi protagonisti entrano in scena, piano piano l’inquadratura si allarga. E così l’elemento autobiografico si fa sempre meno rilevante e non è più la vita di Groening al centro, ma la vita stessa. L’Inferno descritto non è più semplicemente quello di Los Angeles, ma quello in cui viviamo tutti i giorni.

Chiaramente, trattandosi di una striscia a fumetti, il tono è generalmente umoristico. Tuttavia, raramente si tratta di pure e semplici gag. In alcuni momenti Life in Hell riesce ad essere davvero toccante, mentre in altri (la maggior parte) la profondità della sua analisi della società è pungente e offre spunti di riflessione non scontati.

Il grande libro dell’Inferno più acido che ci sia

Con la forza che caratterizza l’ambiente underground, Groening offre uno sguardo lucido e cattivissimo sulla società. Se state pensando alle primissime stagioni (anzi neanche, le prime puntate) de I Simpson siete sulla buona strada. Già lì però la distribuzione a un grande pubblico ne aveva smussato gli aspetti più taglienti.

Il Groening che vediamo in Life in Hell è incredibilmente duro. La visione offerta non solo da Binky ma anche dal piccolo Bongo è puntualmente sfiduciata nei confronti della società, con un nichilismo da brividi. Dalle figure autoritarie incompetenti all’alienazione del lavoro, dall’incapacità del sistema scuola di formare le menti, fino al consumismo, all’ipocrisia delle relazioni, alla famiglia… In Life in Hell ce n’è davvero per tutti.

Un elemento che contraddistingue questa striscia sono le serie ricorrenti. Tante volte l’autore riutilizza i propri modelli per rafforzare concetti o semplicemente per creare una continuità tra le varie avventure dei personaggi. Alcuni esempi sono le copertine di riviste fasulle, come Malumore Magazine, le pubblicità delle bizzarre attività commerciali di Akbar e Jeff e l’iconica immagine di Binky che osserva minaccioso il figlio Bongo colpevole dell’ennesima marachella.

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Le più rappresentative tra queste sono sicuramente però le guide, strisce in cui l’autore sviscera un argomento (come l’amore, la scuola o la famiglia) punto per punto, spiegandone ogni passaggio con il solito taglio cinico e pungente. A volte si tratta di lunghi discorsi che si sviluppano su tante strisce lungo il tempo. Altre volte sono singoli episodi, con tutta la loro carica esplosiva concentrata. Fra queste ultime, impossibile non citare Come diventare un critico cinematografico intelligentone. Colpisce molto vicino al cuore ed è ancora attualissima a più di trent’anni dalla sua pubblicazione originale.

Conclusions in Hell

Life in Hell è una colonna fondamentale della storia del fumetto, non solo underground. Il suo sguardo profondo, esageratamente perfido, ma lucidissimo sulla società va conosciuto a tutti i costi. Un volume dedicato a questa striscia così iconica (di un autore che ha influenzato la cultura e l’ambiente in maniera indelebile) non può assolutamente mancare sulla libreria di un appassionato.

Nello specifico, Il grande libro dell’Inferno di Coconino Press è un’ottima antologia, in cui è possibile trovare le strisce più importanti di Life in Hell. Un’ottima occasione per fare la conoscenza di Binky, Sheba, Bongo, Jeff e Akbar, che non si può lasciare scappare.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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