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Il fungo killer che mangia vivi gli anfibi

66 milioni di anni fa, giorno più giorno meno, avveniva la quinta estinzione di massa di cui è stata teatro il pianeta Terra ed oggi i biologi sospettano di essere di nuovo nel pieno di un evento del genere. Tantissime specie di nostra conoscenza si stanno estinguendo. I motivi? Non solo la distruzione degli habitat: anche patogeni piuttosto strani. In questo caso parliamo degli anfibi e di qualcuno che li sta “mangiando vivi“: il Batrachochytrium dendrobatidis.

Foto di una rana morta a causa della chitridiomicosi. Credit: Brian Gratwicke https://bit.ly/1Jo2BfQ
Foto di una rana morta a causa della chitridiomicosi. Credit: Brian Gratwicke https://bit.ly/1Jo2BfQ

Funghi molto pericolosi

In uno studio pubblicato su Science, si cercano i responsabili della moria di rane, rospi e salamandre degli ultimi 50 anni. La causa della morte sarebbe la chitridiomicosi, una malattia che colpisce la pelle degli anfibi. Il responsabile di questa malattia, il già citato Batrachochytrium dendrobatidis, non fa altro che decomporre la pelle degli anfibi, infettandoli e portandoli alla morte.

Ah, beh, ma che ce ne facciamo delle rane? Come spesso succede basta che un piccolo tassello venga a mancare per far crollare interi ecosistemi. La mancanza di questi animali provoca la mancanza di girini, che si nutrono delle alghe presenti sul fondale. Queste proliferano a dismisura, uccidendo i microorganismi che vivono sul fondale, base della catena alimentare dell’ecosistema. Per non parlare di quanti moscerini in più ci ritroveremmo.

Nell’articolo presente in Science, si fa notare come questa malattia abbia portato sulla soglia dell’estinzione il 6.5% delle specie conosciute di anfibi, almeno 501 specie diverse. Di queste, 90 sono state confermate estinte in natura, mentre la popolazione delle altre è diminuita del 90%. Chiariamoci, non in tutti i casi questo fungo è l’unica causa della drastica diminuzione della popolazione: la perdita degli habitat, i cambiamenti climatici e l’arrivo di specie predatorie continuano ad avere grandissima importanza.

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