Intrattenimento

Il Castello delle Stelle: la conquista dello spazio nel 1800

Ormai è passato quasi un anno dalla nostra partecipazione all’edizione 2017 del Festival de la Bande Desinée D’Angouleme, evento dedicato esclusivamente al fumetto che si tiene ogni anno in Francia. Fra le tante opere d’elevata qualità che abbiamo avuto occasione di vedere, una ci colpì in particolare, una talmente interessante che gli fu dedicata persino una mostra. Il fumetto in questione si chiamava Le Chateau des Étoiles, e fummo subito conquistati dalla bellezza delle sue tavole, dipinte ad acquarello, con un tratto dettagliato e moderno, ma anche con forti influenze dal passato.
Pur essendo rimasti affascinati dal lato artistico e incuriositi da quello narrativo, purtroppo, a causa delle barriere linguistiche, non eravamo riusciti ad approfondire l’opera, almeno fino a oggi. Grazie a Mondadori Comics, infatti, è arrivato anche in Italia Il Castello delle Stelle, opera fra lo steampunk, la fantascienza e lo storico firmata da Alex Alice, già autore di una sua personale visione di Siegfried (edito in Italia da Panini Comics).
La storia è ambientata nel XIX secolo, più precisamente nel 1869, un secolo prima dello sbarco sulla Luna. In questa realtà fantastica, la corsa allo spazio è già iniziata, e Claire Dulac, pioniera dello spazio, si imbarca per esplorare lo spazio alla ricerca dell’Etere, una misteriosa fonte d’energia che potrebbe rappresentare una grande evoluzione tecnologia per l’umanità. Purtroppo Claire incappa in una violenta tempesta e di lei si perdono le tracce. Anni dopo, Seraphin, il figlio dell’esploratrice, ereditati i sogni della madre, progetta anch’esso di partire alla scoperta del lato nascosto del cielo. Un giorno il giovane riceve una misteriosa lettera e, Insieme al padre Archibald, ingegnere e studioso dell’etere, si recano fino in Baviera dove il re li assolda per costruire una nave che li possa portare nello spazio. Le cose però non sono così semplici e, fra intrighi e minacce alla loro stessa vita, la partenza verso lo spazio è messa a rischio, il tutto mentre sullo sfondo infuria la guerra Franco Prussiana.

Il Castello delle Stelle è un’opera che punta a immergere il lettore nel suo mondo fantastico, accompagnato dall’azzurro acquarello che permea il volume, dandogli la sensazione di partire verso il cielo insieme ai protagonisti. Il mondo descritto da Alex Alice è ben raccontato, con personaggi vivi e situazioni avvincenti che vi sapranno intrattenere per tutte le 135 pagine del primo volume. Lo stile avventuroso ricorda moltissimo un classico di Jules Verne, chiara fonte d’ispirazione per il tono della storia, ma non solo: le influenze di storie passate e presenti sono molte, prendendo dall’immaginario sia occidentale che orientale. Il pregio più grande è la voglia di sognare di cui l’opera è intrisa, voglia che, pagina dopo pagina, rapisce il lettore, coinvolgendolo sempre più in quest’epopea dal sapore nostalgico.
L’autore è stato molto attento anche ai dettagli riguardanti la tecnologia fantastica del racconto; il suo funzionamento è ben spiegato durante la storia e, a fine volume, troveremo gli schemi di costruzione dei velivoli incontrati durante il racconto, ricchi di note e dettagli.
Come detto in apertura, il disegno è davvero eccellente: prima ancora di appassionarvi alla storia, sarete rapiti dai disegni perfetti di Alex Alice, che, grazie ai suoi acquarelli, riesce a trasformare ogni tavola in un fantastico dipinto.
Il Castello delle Stelle è una storia avvincente e appassionante, che racchiude in sé ogni elemento di un grande classico d’avventura, con influenze che vanno dagli immortali racconti di Jules Verne fino a storie più attuali. L’ideale se volete una storia che sappia catturarvi e farvi sognare o se volete fare un regalo davvero speciale a qualcuno a cui tenete.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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Commenti

  1. Semplicemente avrebbero dovuto spiegare meglio di cosa si trattava prima di accettare le iscrizioni, tutto qui.

  2. Quoto Mauro.
    Tra l’altro le dichiarazioni provano ben poco. Se si parla con dei giocatori di softair dicono esattamente le stesse cose prima di una partita ma nessuno di loro intende davvero uccidere gli altri. Si sa che si gioca con fucili finti e che è tutta una simulazione.
    Non vedo nulla di “sbagliato” nell’organizzare un campo estivo del genere, l’importante è dire da subito che è tutta finzione, che è uno sport, che non c’è nessun “nemico” da uccidere. Non sono questi giochi a portare alla violenza i bambini ma è l’educazione che ricevono in famiglia.

  3. Momento l’idea di un campo scuola a base Hunger Games non sarebbe male, coincidenza io sto leggendo ora la trilogia e sono all’ultimo libro, e bhe diciamo che in alcuni sogni recenti l’arena dei 74esimi e 75esimi hunger games era li presente xdxd e l’obiettivo lo potete immaginare… dice, l’idea non sarebbe male magari però bisognerebbe organizzarla con ragazzi un po’ grandicelli tipo 16-27 anni e magari al posto del rubabandiera un bel corso di sopravvivenza, con tanto di campeggi nella foresta e simulazioni di caccia e raccolta, ovviamente seconde me i ragazzini non intendevano uccidersi a vicenda ma sono state traviate delle dichiarazioni che hanno rilasciato, però è anche vero che viviamo in un mondo dove bimbi di 10-11 anni uccidono i fratelli piccoli per Call of Duty…
    Però come sa bene chi ha letto i libri lo scopo degli hunger games più che uccidere è sopravvivere e dimostrarsi il più forte…

  4. organizzo campi estivi per ragazzi da anni…le ambientazioni si usano, sta alla comprensione e la furbizia
    certe cose non dovrebbe essere necessario spiegarle dai

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