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I 10 fumetti più significativi del decennio

Saga

Non potevamo aprire il nostro articolo che con Saga, serie Image Comics scritta da Brian K. Vaughan ed illustrata da Fiona Staples, coppia di autori capaci di reinventare la space opera. Saga parte da uno dei presupposti più semplici della storia: ragazzo incontra ragazza, i due si innamorano ma sono osteggiati dalle rispettive famiglie le cui razze sono in lotta fra loro da anni.

Un incipit semplice che viene ampliato per merito della piccola Hazel, figlia della coppia ed elemento che porta il racconto ad un livello più profondo. Non solo le difficoltà di un amore scomodo ma anche le criticità dell’essere genitori. E i logorii di una lunghissima guerra, la fuga, le battaglie e tutti i molteplici livelli di lettura che Saga porta con se.

Un racconto capace di stupire continuamente il lettore, trasportandolo dai drammi di una famiglia a quelli di un intero universo. Saga è un viaggio che metterà a dura prova le vostre emozioni, un percorso che non vediamo l’ora di riprendere il prossimo anno.

L’attacco dei Giganti

Alla sua prima opera lunga Hajime Isayama ha saputo stupire i lettori di tutto il mondo. Nonostante inizialmente contraddistinto da uno stile grezzo e spigoloso, L’attacco dei Giganti ha catturato l’attenzione dei lettori orientali ed occidentali. Sebbene la pubblicazione su rivista inizi nel 2009, il primo volume viene stampato da Kodansha nel 2010, raggiungendo gli attuali 30 tankobon.

In questi anni il racconto di Eren e compagni è maturato e si è evoluto, crescendo insieme ai propri lettori. Da classico shonen, sebbene crudo e violento come pochi altri, L’attacco dei giganti ha saputo cambiare belle e approfondire tematiche che difficilmente vengono trattate in racconti simili. Una trasformazione capace di rendere continuamente avvincente una storia che, oltre all’azione, poggia le basi del proprio successo su personaggi sfaccettati e un world building vario e pieno di sorprese.

A favorire il successo dell’opera di Isayama non possiamo che menzionare l’ottima serie animata realizzata da Production I.G e Wit Studios, anime capace di esportare il successo de L’attacco dei Giganti in tutto il mondo.

Kobane Calling

Parlare degli anni ‘10 del fumetto italiano vuol dire parlare di Zerocalcare. Da La profezia dell’Armadillo all’ultimo La scuola di pizze in faccia del Professor Calcare è innegabile come questo decennio sia totalmente all’insegna del fumettista romano. Un successo realizzato catturando sogni ed aspettative di un’intera generazione, partendo da Rebibbia per poi conquistare l’Italia e diversi altri Paesi stranieri.

Il volume che crediamo abbia maggiormente segnato la carriera dell’autore riteniamo sia Kobane Calling. Il viaggio di Zerocalcare nella regione del Rojava per constatare con i propri occhi la situazione del popolo curdo. Un volume che porta l’autore al di fuori della propria comfort zone riuscendo al contempo a mantenere il proprio registro narrativo.

Kobane Calling è stato capace di far conoscere a migliaia di lettori una situazione scarsamente trattata dai media tradizionali, facendo successivamente puntare i riflettori proprio sul Rojava. Un nonreportage, come definito dallo stesso Zerocalcare, intenso e necessario per comprendere una situazione che ancora oggi risulta irrisolta.

Tom King

Se dovessimo scegliere uno sceneggiatore americano come simbolo di questi dieci anni non potremmo far altro che indicare il nome di Tom King. Dopo alcuni anni trascorsi a lavorare per la CIA, King decide di dedicarsi totalmente alla scrittura di fumetti e con i due principali editori USA è stato in grado di stupire continuamente i propri lettori.

Il suo lavoro su Vision per Marvel o Mister Miracle per DC Comics, rappresenta un raro caso di indiscusso capolavoro di genere. Opere diverse fra loro, ma con in comune la famiglia e l’approfondimento ed introspezione verso personaggi già conosciuti, che negli anni a venire continueremo a consigliare a nuovi lettori e che speriamo diventino pietre miliari della nona arte.

Dal 2016 Tom King ha saputo tenere alta l’attenzione di pubblico e media nei confronti di Batman, eroe da lui scritto dopo la lunga run della coppia Snyder/Capullo, tratteggiando una nuova figura del vigilante di Gotham. Sue le idee del matrimonio del secolo con Selina Kyle, alias Catowman, e la decisione di far scomparire una fra le figure essenziali nella vita di Bruce Wayne.

1532630925-batman-catwomaLa foresta millenaria

Era il febbraio del 2017 quando, dopo una lunga malattia, Jiro Taniguchi morì all’età di 69 anni. Un mangaka apprezzato da pubblico e critica di tutto il mondo, spesso considerato il più europeo fra i fumettisti giapponesi. La foresta millenaria è il suo lascito che, nonostante sia stata pubblicata postuma e incompleta, racchiude molte delle tematiche care al maestro.

Durante gli ultimi dieci anni Taniguchi ha pubblicato diversi racconti, fra cui spicca un volume realizzato in collaborazione con il Museo Louvre di Parigi. Sebbene La foresta millenaria possa non essere la storia simbolo dell’autore, quest’ultima porta con se il valore intrinseco di rappresentare il testamento spirituale del maestro.

L’ultima lettera lasciata da Jiro Taniguchi ai propri lettori ricolma di elementi quali foreste, montagne, e più in generale la natura, che da sempre sono stati centrali nella narrazione di uno fra i mangaka più apprezzati degli ultimi anni.

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Mattia De Poi

Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.

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