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Hercules: un gigante armato di randello

Diciamolo subito: guardando il film è difficile non pensare alle decine di versioni di “Ercole”, dalle più classiche, passando a Schwarzy fino a Kevin Sorbo e al “Mega fusto” Disneyano.
Ma questo non ha nessuna importanza, l'Hercules di Dwayne Johnson è esaltante, semplice e lineare come un buon pugno in faccia, uno di quelli da knockout.
E' quello che avevamo visto in Conan il Barbaro degli anni ottanta e che da allora nessuno aveva osato riportare al cinema: un eroe grosso, lento e incredibilmente forte.
Perchè saltellare in giro, piroettare, schivare quando puoi avvicinarti lentamente uccidendo il nemico con un pugno secco? Pow, sei morto. 
E questa è un po' l'anima della pellicola di Brett Ratner, non ci troviamo di fronte a una pellicola action e nemmeno a un peplum, qui andiamo oltre.
Hercules è un film volutamente (apparentemente) rozzo, che spiega le cose lentamente, è un film barbaro girato per barbari e questo è assolutamente grandioso.
Nessuna storia d'amore, nessuna perdita di tempo. Tutto quello che accade è lineare e utile alla storia immediata, non c'è una battuta di troppo, non c'è la minima digressione filosofica, quello che vedete è.
Questo film è un gigante armato di randello.
Confusi? Ci spieghiamo meglio.
Se incontrate un gigante in battaglia state pur certi che non vi attaccherà alle spalle, ma abbasserà la testa e caricherà, è una sicurezza se ci pensate.
Ed è questo che fa il film, ha una sola strategia, ha lo spessore di un mattone e non ci prova nemmeno a fare altro. Conosce il suo punto forte e lo sfrutta al massimo e, proprio come un gigante in carica, è tremendamente efficace (anche se poco sfaccettato).
Ma anche questo non importa quando il tuo intento è sfondare un muro.
La pellicola si muove intorno a realtà e leggenda, non capiamo subito se ci troviamo di fronte all'eroe che ha sconfitto l'idra o solamente a un possente guerriero e il regista gioca su questo “mistero”  fino all'ultimo istante.
Tuttavia ci troviamo di fronte a un film barbaro ricordate? E al primo cavallo lanciato per aria capiremo che questo Hercules non è proprio un fanfarone.
La trama è lineare ma va bene così: Hercules e il suo gruppo di mercenari viene assunto per combattere la guerra di Tracia, si ritroveranno così a dover addestrare un esercito e a sedare dei tumulti.
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Le dodici fatiche sono storia vecchia ma non il rimorso per aver “lasciato” morire la sua famiglia. Il colosso dovrà quindi scontrarsi con i suoi demoni e contemporaneamente schiacciare migliaia di soldati.
Se cercate un film fantasy girate i tacchi, Hercules – il guerriero vi prende in giro, gioca con voi facendo crescere la voglia di vedere di più, una scena più epica, un'altra, ne vogliamo ancora!
Sarete soddisfatti? Secondo noi si.
Ma se non vi basta nemmeno questo e volete sapere sul serio come è andata  la storia delle “dodici fatiche” vi consigliamo di guardarvi attentamente le grafiche dei titoli di coda.
Prima di tutto per godervi la splendida colonna sonora di Fernando Velazquez (e il singolo Jungle dei Jamie N Commons & X Ambassadors)  e per secondo per avere un'idea chiara di cosa può fare un gruppo affiatato di Dungeons and Dragons. 
Non vi basta nemmeno questo? Potete sempre recuperare il fumetto Hercules: The Tracian Wars.
Se cercate una pellicola “ignorante” ma non stupida  Hercules è il film che fa per voi.
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