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Hell Blade, Jack lo Squartatore reinterpretato

Alcune storie esercitano un fascino irresistibile, soprattutto le storie avvolte dal mistero e dove non si è mai conosciuta la verità. La curiosità della natura umana tenta di dare una spiegazione là dove non se ne conosce alcuna; ha bisogno di qualcosa in cui credere, anche fosse solo un'ipotesi non verificata. Uno di questi esempi è la storia di Jack lo Squartatore, il famoso assassino della Londra del XIX secolo. Molte cose sono state dette, ma la verità non è mai emersa, rendendo la figura di Jack quasi leggendaria.
Il manhwa di cui parleremo riprende proprio questa storia in un modo completamente nuovo e anche piuttosto originale. Hell Blade è un manhwa di Je-Tae Yoo edito in Italia da GP Manga composto in totale da cinque numeri.

La storia, come avrete capito, è ambientata nella Londra del 1888, dove il pericoloso assassino Jack lo Squartatore ogni notte miete la vita di povere donne, per lo più prostitute, massacrate in modo brutale. Al caso lavorano, senza troppo successo, due ispettori : Roy e Herald. Oltre al caso, assistiamo anche alle vicende personali di Roy, innamorato di una giovane vedova. Il loro rapporto è minacciato dalla folle suocera di Susan, la sua amata. Gli eventi prenderanno una brutta piega quando Susan, per difendersi dall’assalto della suocera, la uccide. Roy decide di far passare il cadavere della donna come se fosse stata uccisa da Jack lo Squartatore e proprio mentre si disfa del corpo incontra Jack, un uomo alto con capelli lunghi neri avvolto in un mantello scuro che sembra parte della notte. In breve, la situazione degenera e Roy decide di fuggire con la sua amata dopo che la ragazza si macchia di un ulteriore omicidio a cui lui è costretto a partecipare. Rifugiatisi in un piccolo albergo, la storia precipita ulteriormente quando Susan uccide senza motivo la coppia di proprietari, ed ecco che arriva un colpo di scena inaspettato. Jack lo Squartatore si presenta sulla scena e attacca la ragazza che si trasforma in un orrendo mostro. Senza dirvi troppo, improvvisamente capiamo che Jack in realtà è il “buono” della situazione, quello che va in giro ogni notte a uccidere mostri, e anche lui non sembra completamente umano,, viste le sue abilità combattive. In tutta questa vicenda centra anche la Chiesa che manderà due loschi figuri a indagare sul caso.

Hell Blade mette in campo un soggetto interessante come la storia di Jack lo Squartatore e la rielabora in un modo completamente originale, inserendo anche altri rimandi alle storie più famose dell’epoca, come la presenza di Sherlock Holmes, anch’egli coinvolto nei casi di uomini posseduti da mostri e collaboratore di Jack. Probabilmente per i più affezionati alle storie originali questi stravolgimenti saranno delle blasfemie, ma il consiglio è di non prenderli troppo sul serio. L’autore ha preso spunto dalle vicende per raccontare una sua versione molto libera e molto action tamarra della storia rendendola anche interessante. Infatti il primo numero incuriosisce il lettore che vorrà sapere dove la fantasia dell’autore si spingerà con la sua versione alternativa della storia di Jack lo Squartatore nei panni di un carismatico quanto strano protagonista. Questo Hell Blade ci ricorda un po' quel capolavoro di Hellsing di Kohta Hirano, che ispirandosi alla storia di Dracula ha tirato fuori uno dei manga più belli degli ultimi anni. Non solo nella scelta della storia questo manhwa s'ispira a Hellsing, ma anche per le atmosfere cupe, i combattimenti violenti e splatter e il carisma del protagonista sembrano trarre ispirazione dal famoso manga. Il disegno è ben fatto, con tratti puliti e tavole che non risultano mai confusionarie nemmeno nelle scene d’azione più concitate.
Questo primo numero di Hell Blade ci è piaciuto e ci ha incuriosito parecchio ad andare avanti nella lettura. Se l’autore riesce a mantenere le aspettative generate per tutti i cinque volumi di cui l’opera è composta potremmo trovarci di fronte a una piccola perla, ma non sarà certo facile e il pericolo di cadere nel banale è sempre alto.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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